venerdì 24 maggio 2013

L’ultima follia di Pisapia: ai rom le caserme dismesse di Milano


“La Padania 24.05.2013”

L'ultima follia della giunta Pisapia: ospitare i Rom nelle caserme milanesi dismesse. È il succo della proposta dell'Assessore comunale alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, che l'altro giorno, nel pieno riunione della Commissione sicurezza convocata proprio per discutere del "Piano rom" , ha comunicato di aver scritto, di con certo con l'assessore alla Sicurezza, Marco Granelli, una lettera al ministero della Difesa per ottenere le aree in questione dal demanio militare. Secondo la proposta, in ciascuna struttura potrebbero essere ospitate 100- 150 persone, e la gestione affidata ad associazioni non-profit. Il costo a carico del Comune sarebbe di ben sei milioni di euro. Immediata la reazione dell'opposizione. «Ieri in commissione l'assessore Majorino ci ha informato della volontà di regalare le caserme ai nomadi », ha commentato ieri la proposta Igor Iezzi, segretario provinciale della Lega Nord a Milano e consigliere comunale.
«Oggi . ha proseguito - l'assessore Benelli ci racconta che per lo Zam, il centro sociale che ha de vastato Milano, sono pronte proposte che  prevedono comodati d'uso o affitti simbolici. Ma ai milanesi che lavorano, ai disoccupati, alle famiglie il Comune ci pensa? O per loro si riservano solo tasse e sacrifici utili esclusivamente a mantenere nomadi e centri sociali?» Anche i consiglieri d'opposizione Riccardo De Corato e Marco Osnato hanno reagito. «Non vorremmo - hanno scritto in una nota congiunta - che le caserme da consegnare ai rom siano quelle che l'ex ministro Ignazio La Russa aveva destinato alle forze dell'ordine, ai militari e all'housing sociale in accordo con la giunta precedente. Si tratterebbe di una vergognosa presa in giro nei confronti dei milanesi. Significherebbe consegnare ai rom oltre che le case del terzo settore, i centri di emergenza sociale, l'inclusione lavorativa, le aree di sosta per una spesa complessiva di 6 milioni di euro il tutto, ovviamente, a spese dei cittadini italiani».

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