venerdì 17 maggio 2013

Imu e Cig in deroga: «il governo si muova, altrimenti sarà guerra»


“Iva Garibaldi”
“La Padania 17.05.2013”

Nessuna indulgenza verso il Governo: se oggi dal Consiglio dei ministri non uscirà il decreto con il rifinanziamento della Cig in deroga e la sospensione del pagamento della rata Imu di giugno non solo sulla prima casa ma anche su i capannoni industria li, come promesso nei giorni scorsi da esponenti di primo piano dell'Esecutivo, allora sarà guerra. Parola di Roberto Maroni che intende chiudere l'apertura di credito fatta all'Esecutivo Letta con il voto d'astensione ai tempi della fiducia parlamentare. Basta chiacchiere, insomma. La Lega non intende rendersi complice delle promesse mancate del  Governo Letta. Se non si parte con il piede giusto non ha più alcun senso che la Lega continui a dare una fiducia, per quanto con riserva, all'Esecutivo. Dunque, come ha detto il segretario ai parlamentari del Carroccio, non si fanno sconti: l'azione di  opposizione dura da parte del Carroccio è pronta a partire alla Camera e al Senato. Questo lo scenario che si aprirà se, come pare, da Palazzo Chigi di oggi non arriveranno le attese misure su Imu e Cig. «Mi auguro che domani (oggi, ndr) vengano varati i decreti sull'Imu e la cassa integrazione in deroga: la cig è indispensabile, in Lombardia siamo vicini alla crisi sociale. Il decreto non è rinviabile o sarebbe una dichiarazione di guerra». Si tratta di provvedimenti attesi e promessi più volte da Letta ma anche da altri esponenti del Governo: «Mi auguro – ha proseguito Maroni – che avvenga al più presto un incontro con il governo, sono tante le questioni aperte». Ieri Maroni, come presidente della Regione Lombardia ha partecipato alla Conferenza Stato Regione.
Tra i temi affrontati c'è stata anche la confermata la proposta per un rappresentante della Regione Lombardia nella Cassa depositi e prestiti, «Che può svolgere un ruolo fondamentale per le grandi infrastrutture» e sono state ricostituite le delegazioni di una serie di organismi. Sono state proprio le Regioni a proporre la Lombardia come rappresentante regionale nel Consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti. «Abbiamo definito la nostra posizione e ricostituito le delegazioni nei vari organismi - ha riferito Maroni - sono soddisfatto della riconferma di proporre la Lombardia nella Cassa depositi e prestiti. E' importante perché la Cassa depositi e prestiti ha  un ruolo fondamentale per realizzare infrastrutture». Riguardo alla riunione della Conferenza delle Regioni Maroni ha inoltre aggiunto di avere dato mandato «di sollecitare un incontro con il governo sui fondi europei». Ieri è stata anche la giornata di un inusuale conferenza unificata di diversi Governatori (avrebbe dovuto partecipare anche Maroni trattenuto  però all'incontro per risolvere caso Husqvarna), tra i quali Luca Zaia, Nichi Vendola e Nicola Zingaretti per chiedere un allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità che stanno uccidendo il Paese. I presidenti di Puglia e Veneto promettono di far sentire la loro voce per chiedere al governo di intervenire, altrimenti si sancirà la «condannare a morte delle Regioni, dei Comuni e dell'intera società». I governatori, insomma, anche se hanno tessere di diverso colore politico, sono tutti oltremodo preoccupati per la grave crisi economica e socia le, e snocciolano dati e considerazioni sugli effetti devastanti delle politiche assunte negli ultimi anni dall'Ue, «che stanno minacciando la democrazia e peggiorando la crisi, un vero  male oscuro». Maroni ieri ha incontrato anche il ministro dell'Interno: «Ho parlato con Alfano di sicurezza a Milano e in Lombardia. Ha promesso attenzione e azione. Ho garantito piena collaborazione» ha scritto su twitter il governatore lombardo.

Nessun commento:

Posta un commento