mercoledì 15 maggio 2013

I NUOVI ITALIANI e la rottamazione dei "vecchi"...


“Max Ferrari”
“La Padania 15.05.2013”

Ha colpito molti la freddezza e la distanza ostentati dalla sinistra a proposito della strage di Milano. La loquacissima Kyenge  si è fatta d'improvviso silente e la Boldrini, di fronte ad una marea di prove inconfutabili e alle ammissioni di Kabobo, si è spinta a usare la formula dubitativa e a dire "Se ha ucciso deve essere condannato". Ma come si fa a d ire se? E come si fa a parlare di "errori" ? "Chi fa errori deve pagare per gli errori che fa ". Daniele, Alessandro ed Ermanno derubricati ad errori dunque, vittime collaterali sulla meravigliosa via della società multiculturale e della "Nuova Italia" profetizzata dal centrosinistra. D'altra parte nella definizione "nuovi italiani" ormai obbligatoria in sostituzione del politicamente scorretto " immigrato" e del vietatissimo " clandestino" c'è qualcosa di implicito, nascosto e spaventevole che nessuno ha ancora ben  evidenziato ed esternato. E' implicito che ci sono anche dei "vecchi italiani" che, come tutte le cose vecchie, vanno sostituiti o, per usare un termine in voga, vanno rottamati. E la rottamazione viene preparata in maniera scientifica dai giornali che ci spiegano l'arretratezza, la chiusura mentale, la pigri zia dei "vecchi italiani" che per fortuna vengono  coadiuvati da freschi ragazzi magrebini volenterosi, istruiti e svegli che non vedono l'ora di lavorare duramente e versare contributi per noi egoisti e decrepiti.
Sono il nostro bastone della vecchiaia – ci spiegano gli illuminati – ma noi, mangiapolenta ignoranti, vediamo solo il piccone. Obiettiamo che non ci vuole troppa intelligenza per capire che un immigrato con prole numerosa, pur lavorando, non solo non riuscirà a "pagare le nostre pensioni", ma continuerà a mantenere tutta la sua parentela attingendo agli aiuti statali sgomitando con i vecchi e sempre più poveri italiani, ma anche questo piccolo esercizio di calcolo è vietato dai Talebani del politicamente corretto. Eppure anche "Financial Times" ha osato scrivere che i "nuovi italiani" non si sogneranno nemmeno di lavorare per mantenere i "vecchi" con cui non si  sentono per nulla in debito. Anzi. Cattiverie? Beh basta andare in Svezia per capirsi bene: n molti municipi hanno ufficialmente comunicato che è giusto tagliare i servizi per gli anziani (che han pagato le tasse per una vita) per poter convogliare le risorse pubbliche sui giovani rifugiati (o sedicenti tali) in arrivo da Libia, Tunisia, Egitto etc. Moltissimi di loro finora si sono distinti per problemi di ordine pubblico, continue richieste di denaro e nessuna voglia di integrarsi, ma i lecchini dei giornali li definiscono "forze nuove per la Svezia del futuro" riservando agli anziani che protestano la parte dei vecchi rompicoglioni che non vogliono lasciar strada al nuovo che avanza. E' la logica del ricambio – ci spiegano - del vecchio che deve morire per lasciare lo spazio vitale al giovane, ma in questa maniera è una manovra violenta e truffaldina. Per almeno 20 anni ci hanno raccontato che eravamo in troppi ma poi, improvvisamente ecco la sterzata: gli europei, pigri,  non fanno più figli, occorre importare immigrati! Dall' immigrazione temporanea del singolo lavoratore, si è quindi passati alla promozione dell'immigrazione di intere famiglie in pianta stabile e all'esaltazione delle loro capacità riproduttive: di fatto una immigrazione concepita per il rimpiazzo e la sostituzione delle "vecchie" popolazioni autoctone. Una migrazione di massa che nasconde la volontà di non integrare, perché il singolo e i piccoli gruppi sono integrabili, mentre le masse fanno comunità a parte. Migrazione di colonizzazione, la definiscono in Francia. Allarmismo eccessivo? A Bruxelles 7 tra i primi 10 nomi dati ai neonati sono di origine araba e il 43% degli alunni sceglie l'ora di religione islamica contro il 15% dediti a quella cattolica e il restante "impegnati" in lezioni di "morale civica". Gli esperti dicono che sarà una città prettamente islamica tra una decina d'anni seguita a ruota da Amsterdam, Rotterdam, Malmoe e alcune città francesi e non a caso i vari gruppi di fanatici in tutta la UE alzano la cresta e pretendono la creazione di "zone franche musulmane", uno stato nello stato dove la legge del paese ospitante non vale niente. Questo è l'implicito nascosto nella retorica del " nuovo". Questo è il nuovo che avanza e, sinceramente, ci pare molto meno attraente del nostro vecchio che vogliono rottamare.


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