“La Padania 15.05.2013”
E' di tre
morti il bilancio definitivo del folle raid di Mada "Adam" Kabobo,
il ghanese di 31 anni irregolare e con precedenti che, armato di un
piccone, ha rapinato indisturbato per oltre un'ora i passanti nel primo mattino
di sabato a Milano Niguarda. Dopo Alessandro Carolé, il quarantenne
disoccupato aggredito davanti a un bar gelateria, e Daniele Carella, il
giovane di 21 anni che era al lavoro con il padre a distribuire giornali, è
morto anche Ermanno Masini, il pensionato di 64 anni che era stato
assalito mentre portava a spasso il cane in un giardinetto. Gli altri due
passanti feriti sono stati entrambi dimessi dall'ospedale: Francesco Niro, operaio
di 50 anni ferito alla testa, e Andrea Canfora, di 24 anni, dipendente
di un supermercato, che ha riportato una frattura a un braccio. Una sesta
persona, Antonio Morisco, imbianchino campano di 57 anni, era sfuggito
all'attacco per un soffio. Masini è deceduto intorno alle 7 di ieri
all'ospedale Policlinico. Era stato sottoposto ad un'operazione chirurgica, ma
le lesioni riportate erano troppo gravi. L'uomo, che era originario di un
piccolo paese del Modenese, Lama Mocogno, e viveva a Milano da anni, aveva da
poco perso la consorte, morta alcune settimane fa. Lascia un figlio, Andrea,
che vive nell'hinterland, a Opera, e lavora in un'azienda che si occupa di
forniture di gas. Soltanto dopo la morte della terza vittima dell' immigrato,
che attendeva in Italia l'esito della sua domanda di rifugiato, il sindaco di
Milano Giuliano Pisapia ha proclamato il lutto cittadino nei giorni in
cui si terranno i funerali delle vittime.
«Una tragedia su cui bisogna riflettere, per il rispetto delle vittime e per guardare al futuro - ha detto Pisapia parlando di quanto successo -. Milano resta una città sicura, così come lo sono tutte le grandi metropoli. Ci sono però momenti di difficoltà, ci sono momenti in cui la follia prende il sopravvento. Ma bisogna restare uniti». Rispondendo ai cronisti, il sindaco ha precisato che la sicurezza è per lui «una delle priorità» e ha annunciato di aver parlato col ministero dell'Interno aggiungendo di aver chiesto ufficialmente la presenza dell'esercito nei presìdi fissi della città. Anche il sindaco di Opera, Ettore Fusco, ha proclamato il lutto cittadino. «Come comunità - ha detto Fusco - non possiamo che stringerei intorno al nostro concittadino e intraprendere tutte quelle iniziative di solidarietà, personali e istituzionali a partire dal proclamare il lutto cittadino in occasione del funerale. Chiediamo più sicurezza, più controllo del territorio ha aggiunto il sindaco leghista - ma soprattutto leggi e norme da far rispettare perché la vita è il nostro bene primario e non possiamo perderla a causa di un folle che, a causa dell'assenza dello Stato, si trovava nella nostra nazione pur non avendone i requisiti». Anche l'Aula del Senato ha tributato un minuto di silenzio come segno di cordoglio per le vittime della follia omicida del ghanese Mada Kabobo. Il presidente di turno, Roberto Calderoli, ha osservato che «tante volte l'Aula ha dedicato momenti di raccoglimento a rappresentanti istituzionali che hanno perso la vita» e ha chiesto di «osservare un attimo di raccoglimento per tre persone normali che rappresentano noi tutti e nei confronti dei quali è giusto che le istituzioni si alzino in piedi». Il consigliere comunale milanese Massimiliano Bastoni ha espresso l'augurio che Pisapia «abbia il buon senso di tacere, dopo tutte le prese di posizione del suo anche recente passato che lo inchiodano a pesanti responsabilità». Su Facebook il Segretario nazionale della Lega Lombarda, Matteo Salvini, ha annunciato per domenica sera davanti a Palazzo Marino una fiaccolata silenziosa, «senza bandiere e aperta a tutti».
«Una tragedia su cui bisogna riflettere, per il rispetto delle vittime e per guardare al futuro - ha detto Pisapia parlando di quanto successo -. Milano resta una città sicura, così come lo sono tutte le grandi metropoli. Ci sono però momenti di difficoltà, ci sono momenti in cui la follia prende il sopravvento. Ma bisogna restare uniti». Rispondendo ai cronisti, il sindaco ha precisato che la sicurezza è per lui «una delle priorità» e ha annunciato di aver parlato col ministero dell'Interno aggiungendo di aver chiesto ufficialmente la presenza dell'esercito nei presìdi fissi della città. Anche il sindaco di Opera, Ettore Fusco, ha proclamato il lutto cittadino. «Come comunità - ha detto Fusco - non possiamo che stringerei intorno al nostro concittadino e intraprendere tutte quelle iniziative di solidarietà, personali e istituzionali a partire dal proclamare il lutto cittadino in occasione del funerale. Chiediamo più sicurezza, più controllo del territorio ha aggiunto il sindaco leghista - ma soprattutto leggi e norme da far rispettare perché la vita è il nostro bene primario e non possiamo perderla a causa di un folle che, a causa dell'assenza dello Stato, si trovava nella nostra nazione pur non avendone i requisiti». Anche l'Aula del Senato ha tributato un minuto di silenzio come segno di cordoglio per le vittime della follia omicida del ghanese Mada Kabobo. Il presidente di turno, Roberto Calderoli, ha osservato che «tante volte l'Aula ha dedicato momenti di raccoglimento a rappresentanti istituzionali che hanno perso la vita» e ha chiesto di «osservare un attimo di raccoglimento per tre persone normali che rappresentano noi tutti e nei confronti dei quali è giusto che le istituzioni si alzino in piedi». Il consigliere comunale milanese Massimiliano Bastoni ha espresso l'augurio che Pisapia «abbia il buon senso di tacere, dopo tutte le prese di posizione del suo anche recente passato che lo inchiodano a pesanti responsabilità». Su Facebook il Segretario nazionale della Lega Lombarda, Matteo Salvini, ha annunciato per domenica sera davanti a Palazzo Marino una fiaccolata silenziosa, «senza bandiere e aperta a tutti».

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