“Francesco
Maria Del Vigo e Domenico Ferrara ”
“ilGiornale.it
30.05.2013”
Pretendono trasparenza, ma sguazzano nell'opacità. Sono tanti i quesiti ai quali il Movimento 5 Stelle non ha mai voluto rispondere e molti riguardano l'ambigua contabilità di questo strano soggetto politico aperto a tutti ma, in realtà, di proprietà privata. Le entrate del merchandising, le donazioni in contanti o su conti correnti e carte ricaricabili intestate a privati, i proventi del blog. Ma non solo. C'è un fiume di soldi, invisibile, non tracciato e non regolamentato. È questo il più grosso scheletro nell'armadio del M5S. E sono queste le domande che rivolgiamo a Grillo, portavoce di una forza politica che rappresenta più di otto milioni di italiani.
1 Perché il M5S non ha organismi di controllo né
revisori dei conti? Il Movimento 5 Stelle è un'anomalia. Nel regolamento interno, cioè il Non
statuto, non sono previsti tesoriere o gestori di fondi né strutture di
controllo o segreterie. Mentre nello Statuto ufficiale, registrato il 18
dicembre del 2012,
l'unico amministratore dei beni e della gestione economica
del Movimento è il presidente: Beppe Grillo. Risulta molto strano che un
movimento che fa della trasparenza la sua bandiera non abbia nessuna forma di
controllo interno dei conti.
2 Perché nel rendiconto ufficiale viene citata la
spesa del palco del comizio finale a Roma e non si parla delle altre cento
tappe dello Tsunami tour? Con quali soldi sono state pagate? Per la sua campagna
elettorale Grillo ha attraversato tutto il Paese, dal Friuli alla Sicilia. Ma
nelle spese ufficiali pubblicate sul blog appare solo il conto del maxipalco
del comizio di chiusura in piazza San Giovanni, mentre delle spese delle altre
città non c'è evidenza.
3 Perché nel rendiconto dello Tsunami tour non c'è
traccia dei soldi spesi e incassati a livello locale attraverso i vari canali
possibili? Le associazioni che si richiamano al M5S e i gruppi locali pentastellati
sono migliaia. Tuttavia, nel rendiconto pubblicato da Grillo, non vengono
nemmeno menzionati. Mancano le spese effettuate e le entrate raccolte nei vari
comuni. C'è solo una voce intitolata «Spostamenti camper» che potrebbe
inglobare tutto ciò, ma l'oscurità e la mancanza di chiarezza restano.
4 Dove vanno a finire i soldi delle vendite dei
gadget? Perché non vengono rendicontati? Un cappellino, una maglietta, un libro. Tutto col
marchio del M5S. Nei vari banchetti presenti nelle piazze, gli attivisti
grillini vendono questo e altro. Ma nel rendiconto di Grillo non c'è evidenza
di questo. Non ci sono fatture né scontrini. La vendita dei gadget non
risulta.
5 Dove vanno a finire le donazioni effettuate in contanti? I soldi
vengono raccolti anche attraverso donazioni «fisiche» ai banchetti o nelle
riunioni dei vari gruppi locali del Movimento. Ma le rendicontazioni pubblicate
online, quando sono presenti, sono incomplete, poco aggiornate e
autocertificate.
6 Il Non Statuto dice che è possibile raccogliere
fondi solo attraverso il blog, ma in realtà da anni e soprattutto per le
campagne elettorali locali è possibile versare denaro su conti privati. Come
mai? Lo statuto ufficiale non prevede cariche e organizzazioni locali e il Non
statuto non contempla in alcun modo che si possano raccogliere fondi per conto
del Movimento 5 Stelle, se non attraverso il blog ufficiale. Dunque è lecito
pensare che i fondi raccolti, sia prima che dopo la registrazione dello
statuto, risultino fuori da ogni tracciabilità.
7 Perché i conti Paypal, Postepay e bancari sono
intestati a privati e non al M5S? A un simpatizzante grillino che vuole sostenere i
pentastellati locali viene chiesto di effettuare versamenti a conti che spesso
sono intestati a privati e non sono in nessun modo riferibili al M5S. Un
esempio? Se si vuol sostenere il Movimento 5 Stelle di Verona, i soldi donati
vanno a un conto intestato all'Associazione Grilli Verona.
8 Come fa Grillo a garantire sull'origine e la
destinazione dei soldi e su eventuali distrazioni di denaro? A esclusione delle
donazioni raccolte direttamente dal blog, tutte le altre entrate intestate a
privati o ad associazioni rappresentano una sorta di «fondo nero» a
disposizione del M5S. La stessa opacità vale per le uscite, perché le
fatturazioni sono sempre intestate a soggetti diversi dal Movimento.
9 Perché non sono tracciati gli introiti del blog di
Beppe Grillo e non c'è differenziazione tra quelli che finiscono al M5S e
quelli che vanno alla Casaleggio Associati (gestore del blog)? Come ha segnalato
recentemente anche Report, nell'ultimo bilancio della società di Gianroberto
Casaleggio non si parla dei guadagni derivanti dal sito dell'ex comico tramite
le inserzioni pubblicitarie. E su questo punto Grillo e il suo sodale si sono
sempre trincerati dietro a un no comment.
10 Perché non c'è una contabilità delle entrate
derivanti dalle inserzioni pubblicitarie del blog? Il blog, essendo
l'unico organo ufficiale del movimento politico rappresentato in Parlamento, si
può equiparare a un «giornale di partito» che però per legge deve redigere un
bilancio e tenere una contabilità che evidenzi la tracciabilità delle entrate
derivanti dalle inserzioni pubblicitarie. Contabilità e tracciabilità che
invece restano ignote.

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