“La Padania 03.05.2013”
Prosegue
il lavoro di confronto con le realtà produttive, il sistema associativo e le
istituzioni locali avviato dall'assessore regionale lombardo all'Agricoltura Gianni
Fava. Ieri l' incontro con i rappresentanti del comparto agricolo cremasco,
che ha accolto l'assessore presso l'azienda Carioni di Trescore Cremasco (Cr).
«I problemi del settore, la loro specificità - ha detto l'assessore regionale – ci spingono a
intervenire direttamente nel processo di negoziazione a livello europeo. Senza
più alcuna mediazione». «Non possiamo pensare che una giovane ragazza beneventana
- ha proseguito il titolare dell'Agricoltura, in riferimento al neo ministro -
possa conoscere meglio di noi le vicende del latte e ci rappresenti al meglio a
Bruxelles». Sulla stessa posizione il presidente di Coldiretti Lombardia: «Le
regole non vanno bene dappertutto - ha detto -. Diciamo stop alla logica tutta
italiana, per cui fino a oggi le decisioni prese a Bruxelles ricadevano sui
territori forzatamente, non riconoscendo
la specificità della zootecnia padana». Sul delicato tema della gestione dei
nitrati, inoltre, Fava ha ribadito che «è inaccettabile che siano sempre gli
agricoltori a sostenere completamente un onere, una responsabilità da
suddividere con altri».
Dunque, ha aggiunto l'assessore regionale, «occorre ragionare in termini di categorie omogenee: i nostri prodotti agroalimentari sono diversi da quelli prodotti in altre realtà. La nostra è un'agricoltura di eccellenza, di qualità e il nostro modello va rilanciato, non calibrato sui dettami della politica nordeuropea». Per quanto riguarda il tema dei contributi Pac, infine, Fava ha ricordato che «la Regione anticiperà il 50 per cento a tutte le aziende e il 90 per cento a quelle che operano nelle aree svantaggiate». «La sfida dei prossimi cinque anni - ha concluso il responsabile dell'agricoltura regionale - sta nella crescita della remunerazione delle attività produttive. Perché non possiamo attirare i giovani a lavorare 365 giorni l'anno per pura sussistenza. È qui che si fanno i numeri, i grandi numeri, è qui che devono arrivare gli investimenti, perché l'agricoltura svolga in pieno quel ruolo di crescita e presidio economico e sociale del territorio che la caratterizza storicamente».
Dunque, ha aggiunto l'assessore regionale, «occorre ragionare in termini di categorie omogenee: i nostri prodotti agroalimentari sono diversi da quelli prodotti in altre realtà. La nostra è un'agricoltura di eccellenza, di qualità e il nostro modello va rilanciato, non calibrato sui dettami della politica nordeuropea». Per quanto riguarda il tema dei contributi Pac, infine, Fava ha ricordato che «la Regione anticiperà il 50 per cento a tutte le aziende e il 90 per cento a quelle che operano nelle aree svantaggiate». «La sfida dei prossimi cinque anni - ha concluso il responsabile dell'agricoltura regionale - sta nella crescita della remunerazione delle attività produttive. Perché non possiamo attirare i giovani a lavorare 365 giorni l'anno per pura sussistenza. È qui che si fanno i numeri, i grandi numeri, è qui che devono arrivare gli investimenti, perché l'agricoltura svolga in pieno quel ruolo di crescita e presidio economico e sociale del territorio che la caratterizza storicamente».

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