venerdì 3 maggio 2013

Per combattere la disoccupazione bisogna ABOLIRE la riforma Fornero


“Iva Garibaldi”
“La Padania 03.05.2013”

La riforma Fornero? Più che rivista deve essere abolita perché «ha causato solo danni economici e forti disagi sociali  contribuendo in maniera sostanziale all'aumento della disoccupazione. per altro ha pure aumentato i costi invece di far risparmiare come invece aveva annunciato l'ormai, per fortuna, ex ministro». Massimiliano Fedriga, deputato e responsabile delle politiche del lavoro della Lega Nord commenta così le parole del neoministro Enrico Giovannini che ieri è intervenuto sul rapporto Ocse sull'economia italiana. Per il titolare del welfare la riforma Fornero «va rivista con attenzione». Ma per Fedriga questo non basta. «Bisogna andare oltre, superarla. Tornare al sistema delle quote, abbattere i costi contributivi e quelli del lavoro per rendere più pesanti le buste paga». Oggi tutti nel Governo parlano di priorità lavoro ed emergenza occupazione: come giudica questa presa di posizione da parte del premier? «C'è condivisione unanime di tutte le forze politiche su questo punto e ci fa piacere che finalmente oggi tutti dicano che bisogna agire sulla  leva fiscale e legislativa per risolvere la questione. E' chiaro, a suo parere, quello che vuole fare il governo? «Per fare una riforma incisiva servono risorse, e questo governo non ha ancora detto dove intende trovarle. Per sbloccare l'emergenza  lavoro non si può pensare che basti una riforma a costo zero». Concorda con la posizione del ministro del welfare che ha detto che serve una modifica della riforma Fornero? E' un piccolo passo avanti però la parola giusta non è rivedere ma riscrivere la legge Fornero.
In che modo? «Prima di tutto bisogna andare nella direzione opposta, ovvero agevolare e rendere più facile l'entrata nel mercato del lavoro. L'irrigidimento della legge Fornero ha fatto sì che non venisse firmato nemmeno un contratto in più a tempo indeterminato. Sono diminuiti anche quelli a tempo determinato perché diventati più costosi e complicati. Inoltre serve più coraggio: bisogna abbattere la parte contributiva che deve essere sopperita dallo Stato, non s i possono lasciare i giovani senza la prospettiva di una pensione. Oggi la parte contributiva pesa per il 33%, poi c'è l'Irpef a carico del lavoratore. Sono costi che vanno abbattuto se si vuole intervenire con un circolo virtuoso. Cos'altro serve? Bisogna sburocratizzare: oggi anche per i piccoli esercenti è complicato assumere. Sono macchinosi e farraginosi i contratti a termine. In questi anni il capitolo lavoro è stato gestito non per offrire maggiori opportunità, ma in maniera ideologica come se l'imprenditore s i divertisse a licenziare. Non è così nella realtà. Quali sono le maggiori critiche alla riforma Fornero? Ha aumentato la parte contributiva anche per le partite Iva portandola al 33%a regime. Inoltre con i nuovi  ammortizzatori sociali, ha diminuito il periodo di garanzia per i lavoratori. Poi c'è l'obbrobrio degli esodati e l'irrigidimento dei contratti. Noi, tra l'altro, abbiamo anche chiesto la proroga della cassa integrazione in deroga che va a tutelare i dipendenti delle piccole aziende, quelli che prima non avevano alcuna tutela. Sono soprattutto al Nord Servono 2,3 miliardi di euro che sono ancora da trovare. Come si risolve il problema degli esodati? La stima dell'Inps parla di 390.200 soggetti, noi ci affidiamo a quella, per ora solo 130 mila posizioni sono state garantite. Vuoi dire che sono fuori da ogni tutela 260 mila persone che sono rimaste senza stipendio e senza pensione. Noi durante l'ultima legge di stabilità abbiamo proposto delle soluzioni bocciate dal Pd. Quanti soldi servono? La riforma Fornero non fa risparmiare nulla, anzi ha provocato maggiori costi. costerebbe meno reintrodurre le quote. Garantire 130 mila esodati è costato 9 miliardi di euro, dunque mancano circa dai 18 ai 26 miliardi. L'abolizione delle quote ha fatto entrare allo stato circa 13 miliardi. In un periodo di crisi quest'aumento dei costi, sebbene solo temporaneo, non è sopportabile come dimostrano i fatti. Il Pd vuole i  responsabili per quello che è accaduto. Nulla di più semplice. Basta che guardino in casa loro: se la legge Fornero è passata è perché il Pd l'ha votata». 


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