“Simone Boiocchi”
“La Padania 10.05.2013”
E' ancora
allarme credit crunch. Prosegue, cioè, la stretta del credito alle imprese che rischia
di mettere in ginocchio il sistema imprenditoriale in Eurolandia. In Italia e
Spagna le banche hanno continuato a ridurre l'offerta nel primo trimestre 2013, con aumenti dei tassi e richieste di maggiori
garanzie. A denunciarlo è il Centro studi di Confindustria, individuando nel
credit crunch un «grave ostacolo» alla crescita e alla competitività delle
imprese. E così in molti tornano a puntare il dito contro il sistema bancario
chiedendo che venga fatta una chiara distinzione tra le banche d'affari e le banche
che, invece, restano più "fedeli" alla loro vocazione diventando punto
di riferimento per imprese e famiglie. E siccome nulla è più inedito dell'edito,
ecco che grandi economisti, professori, politici e giornalisti si lanciano in
analisi e prospettive che vogliono premiare le banche commerciali nei confronti
di quelle d'affari. Eppure l'anno scorso, per l'esattezza 15 marzo 2012, Maurizio Fugatti, già vicecapogruppo
vicario della Lega Nord a Montecitorio, aveva presentato un progetto di legge
delega al Governo proprio per la separazione dei modelli bancari. «E in quell'occasione
- spiega Fugatti - tutti ci erano saltati addosso gridando allo scandalo. Oggi,
invece, tornano sui loro passi. La dimostrazione che ancora una volta la Lega
ci aveva visto giusto». Ma che cosa chiedeva il Carroccio con quel Progetto di
Legge e, soprattutto, è ancora attuale? Può essere cioè messo in campo per
vincere la crisi? «Certo che sì - tuona Fugatti. È assolutamente attualissimo.
Il crac di Lehman Brothers ha fatto drammaticamente emergere l'abuso della leva finanziaria da parte degli istituti di credito e il problema della qualità degli strumenti finanziari detenuti dalle banche stesse. l 613 miliardi di dollari di debito dell' istituto americano hanno portato all'avvio del procedimento fallimentare e, dopo il caso Lehman, altri colossi legati al credito e alla finanza immobiliare quali Fannie Mae e Freddie Mac sono stati salvati dall' intervento del Tesoro statunitense». Di qui il passo è stato breve e alla crisi finanziaria si sono aggiunti, in Europa, gli effetti della crisi dei debiti sovrani, che ha colpito diversi Stati. «Sicuramente gli effetti della crisi del sistema finanziario avrebbero potuto essere più contenuti se il principio della separazione tra banche commerciali e banche d'affari fosse stato in vigore nel nostro Paese. Per questo - chiarisce Fugatti - abbiamo chiesto e continuiamo a sostenere la necessità di riproporre tale principio, in modo che venga valorizzato il modello di banca tradizionale, che raccoglie depositi dai cittadini ed eroga credito ai cittadini stessi e al sistema produttivo. Il sistema produttivo è la principale vittima del modello di "banca universale" e della crisi finanziaria» «I nuovi accordi europei in tema di patrimonializzazione delle banche, necessari per tentare di ridare stabilità a un sistema finanziario sull'orlo del collasso - continua -, stanno costringendo le banche a continue ricapitalizzazioni che, insieme a un sempre più prudenziale approccio degli istituti di credito, sta "strozzando le imprese"». Insomma, una crisi provocata dalle banche sta distruggendo l'economia reale, sta mettendo in ginocchio la gente comune. «Per salvaguardare l'economia reale dalla finanza – conclude Fugatti - occorre separare le attività delle banche d'affari e stabilire precise distinzioni delle partecipazioni azionarie, ma anche del management, fino ad arrivare a un diverso trattamento fiscale che avvantaggi le banche tradizionali rispetto a quelle d'affari». E tutto questo la Lega lo ha già detto un anno fa...
Il crac di Lehman Brothers ha fatto drammaticamente emergere l'abuso della leva finanziaria da parte degli istituti di credito e il problema della qualità degli strumenti finanziari detenuti dalle banche stesse. l 613 miliardi di dollari di debito dell' istituto americano hanno portato all'avvio del procedimento fallimentare e, dopo il caso Lehman, altri colossi legati al credito e alla finanza immobiliare quali Fannie Mae e Freddie Mac sono stati salvati dall' intervento del Tesoro statunitense». Di qui il passo è stato breve e alla crisi finanziaria si sono aggiunti, in Europa, gli effetti della crisi dei debiti sovrani, che ha colpito diversi Stati. «Sicuramente gli effetti della crisi del sistema finanziario avrebbero potuto essere più contenuti se il principio della separazione tra banche commerciali e banche d'affari fosse stato in vigore nel nostro Paese. Per questo - chiarisce Fugatti - abbiamo chiesto e continuiamo a sostenere la necessità di riproporre tale principio, in modo che venga valorizzato il modello di banca tradizionale, che raccoglie depositi dai cittadini ed eroga credito ai cittadini stessi e al sistema produttivo. Il sistema produttivo è la principale vittima del modello di "banca universale" e della crisi finanziaria» «I nuovi accordi europei in tema di patrimonializzazione delle banche, necessari per tentare di ridare stabilità a un sistema finanziario sull'orlo del collasso - continua -, stanno costringendo le banche a continue ricapitalizzazioni che, insieme a un sempre più prudenziale approccio degli istituti di credito, sta "strozzando le imprese"». Insomma, una crisi provocata dalle banche sta distruggendo l'economia reale, sta mettendo in ginocchio la gente comune. «Per salvaguardare l'economia reale dalla finanza – conclude Fugatti - occorre separare le attività delle banche d'affari e stabilire precise distinzioni delle partecipazioni azionarie, ma anche del management, fino ad arrivare a un diverso trattamento fiscale che avvantaggi le banche tradizionali rispetto a quelle d'affari». E tutto questo la Lega lo ha già detto un anno fa...

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