“Fabrizio Carcano”
“La Padania 10.05.2013”
«Vogliamo
che la Lombardia diventi il centro delle politiche del Nord, anche a livello
europeo». Fare della Lombardia il centro delle politiche dell'intero Nord. E
farla diventare una delle aree chiave nell'Europa dei territori. Il programma
di Roberto Maroni, per sua stessa ammissione, è ambizioso. Far crescere
ancora di più quella che già oggi è la regione locomotiva d' Italia. Una
Lombardia che crescerà insieme alla grande Macroregione del Nord, destinata a
diventare una delle regioni protagoniste della nuova Europa dei popoli e dei
territori. Per farcela sarà necessario attuare, punto per punto, il Programma regionale
di sviluppo, il documento, che definisce gli obiettivi strategici della legislatura,
in coerenza con le priorità indicate nel programma di governo, che lo stesso Maroni
ha dettagliatamente illustrati nell'aula del Consiglio regionale lombardo lo
scorso 4 aprile. Un programma che Maroni vuole arricchire e perfezionare, ove fosse
necessario, attraverso il contributo della società civile lombarda. Per questo ieri
mattina il Governatore lombardo ha scelto di illustrare le linee guida del
Programma Regionale di Sviluppo in un'apposita seduta di confronto estesa ai
rappresentanti degli enti locali, delle associazioni produttive,
imprenditoriali, artigianali e agricole e al mondo sindacali. Amministratori locali,
imprenditori, sindacati: una sorta di workshop, per confrontarsi ed esprimere opinioni
e idee. Contributi che Maroni vuoi continuare a raccogliere anche nei prossimi
giorni, prima di portare il provvedimento in giunta.
«Voglio continuare a portare avanti il metodo della condivisione e del confronto, ascoltando le proposte di tutti. Per questo la riunione di Giunta per l'approvazione è stata spostata a martedì prossimo proprio per avere qualche giorno in più per l'analisi dei contributi che arriveranno da tutti i soggetti interessati», ha spiegato lo stesso Maroni, che ha voluto far suddividere in quattro grandi aree tematiche: Istituzionale, Economica, Sociale e Territoriale. «Questa impostazione garantisce trasparenza rispetto al raggiungimento dei risultati, perché sono verificabili e quantificabili. E risponde anche all'esigenza espressa dalla Corte dei Conti di una più stretta connessione fra gli strumenti programmatori e quelli contabili», ha chiosato Maroni, costretto a lasciare anticipatamente i lavori a metà mattinata per volare a Roma e partecipare di persona alla delicata seduta della Conferenza delle Regioni, dedicata al cruciale tema del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. E prima di lasciare Palazzo Lombardia, ai cronisti che lo assediavano, Maroni ha ribadito quali sono le richieste che avrebbe portato ai tavoli romani: ovvero l'urgenza di reperire i fondi per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. «Siamo pronti come Regione ad anticipare un contributo di 300 milioni ma vogliamo la garanzia che il Governo metta queste risorse». Non solo, il Governatore ha anche tenuto a ricordare l' importante sforzo compiuto dalla Regione per sostenere le sue imprese attraverso lo stanziamento di circa 1 miliardo e duecento milioni. «Abbiamo trovato queste risorse, stiamo definendo i piani di intervento con i sindaci, i comuni perché si tratta di debiti che i comuni lombardi hanno nei confronti delle imprese - ha ricordato il Governatore - e di altre misure. E' uno sforzo importantissimo che la Regione fa, ma è giusto farlo perché bisogna intervenire sulle situazione di crisi sostenendo la cassa in deroga ma è ancora più importante prevenire le situazioni. E prevenire le situazioni vuoi dire dare soldi alle imprese, è uno sforzo ma lo facciamo volentieri perché va nella direzione giusta».
«Voglio continuare a portare avanti il metodo della condivisione e del confronto, ascoltando le proposte di tutti. Per questo la riunione di Giunta per l'approvazione è stata spostata a martedì prossimo proprio per avere qualche giorno in più per l'analisi dei contributi che arriveranno da tutti i soggetti interessati», ha spiegato lo stesso Maroni, che ha voluto far suddividere in quattro grandi aree tematiche: Istituzionale, Economica, Sociale e Territoriale. «Questa impostazione garantisce trasparenza rispetto al raggiungimento dei risultati, perché sono verificabili e quantificabili. E risponde anche all'esigenza espressa dalla Corte dei Conti di una più stretta connessione fra gli strumenti programmatori e quelli contabili», ha chiosato Maroni, costretto a lasciare anticipatamente i lavori a metà mattinata per volare a Roma e partecipare di persona alla delicata seduta della Conferenza delle Regioni, dedicata al cruciale tema del rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. E prima di lasciare Palazzo Lombardia, ai cronisti che lo assediavano, Maroni ha ribadito quali sono le richieste che avrebbe portato ai tavoli romani: ovvero l'urgenza di reperire i fondi per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. «Siamo pronti come Regione ad anticipare un contributo di 300 milioni ma vogliamo la garanzia che il Governo metta queste risorse». Non solo, il Governatore ha anche tenuto a ricordare l' importante sforzo compiuto dalla Regione per sostenere le sue imprese attraverso lo stanziamento di circa 1 miliardo e duecento milioni. «Abbiamo trovato queste risorse, stiamo definendo i piani di intervento con i sindaci, i comuni perché si tratta di debiti che i comuni lombardi hanno nei confronti delle imprese - ha ricordato il Governatore - e di altre misure. E' uno sforzo importantissimo che la Regione fa, ma è giusto farlo perché bisogna intervenire sulle situazione di crisi sostenendo la cassa in deroga ma è ancora più importante prevenire le situazioni. E prevenire le situazioni vuoi dire dare soldi alle imprese, è uno sforzo ma lo facciamo volentieri perché va nella direzione giusta».

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