“Simone
Boiocchi”
“La Padania 09.04.2013”
«Sostenere con ogni
mezzo il nostro settore primario. Un settore straordinario fatto di grandissime
eccellenze che il mondo intero ci invidia».
Con queste parole Roberto Maroni, governatore della Lombardia, ha dato
il via alla giornata che lo ha visto protagonista, insieme all'assessore lombardo
all'Agricoltura, Gianni Fava, dell'edizione 2013 del Vinitaly. «Quello
della macroregione - ha detto Maroni - è un progetto
politico concreto. A Pontida abbiamo esposto le nostre idee, ma anche un piano per realizzarle concretamente.
Uno dei punti sarà il rispetto della vocazione agricola della Lombardia, che è la prima
regione agricola d'Italia». Per fare questo, ha detto ancora, «porremo fine al
consumo del territorio, che è
già stato sfruttato troppo nei decenni passati. Questo non solo perché
l'ambiente va tutelato, ma anche perché l'utilizzo dell'ambiente per avere
prodotti di eccellenza come quelli che noi abbiamo in Lombardia è un modo per sostenere l'economia.
Non a caso questo settore è quello che nel 2012 ha avuto un incremento dell’occupazione del 3%, mentre in Italia abbiamo perso oltre un milione di posti di lavoro», ha ricordato il segretario federale del Carroccio. Fittissima la giornata del governatore lombardo, che oltre a visitare gli stand e a conferire il Premio Cangrande "Benemeriti della vitivinicoltura" alla produttrice di Monzambano (Mn) Chiara Tugliozzi, patron dell'azienda "Ricchi Stefanoni", ha partecipato a una tavola rotonda insieme all'assessore Gianni Fava, a Riccardo Illy, Ferruccio Ferragamo, Oliviero Toscani e Maurizio Zanella, per ribadire l'impegno della sua Giunta nella difesa delle eccellenze lombarde in tutta la filiera agroalimentare e quindi anche in quella vitivinicola. «L'eccellenza - ha detto – si raggiunge solo con il massimo della passione». Il settore del vino, ha spiegato Maroni, «in controtendenza rispetto a tutti gli altri, nel 2012 ha creato nuovi posti di lavoro e aumentato il suo export. L'anno passato - ha sottolineato - è stato drammatico: la disoccupazione è cresciuta di oltre un milione di unità, quindi promuovere un settore d'eccellenza che offre prospettive occupazionali , vuole dire difendere la nostra economia». Per sostenere e promuovere questo settore che, ha ricordato Maroni, «si chiama "primario" non a caso», la Regione può fare molto «sia come sostegno diretto, sia come intervento sulle autorità europee, sia nell' impegno a porre fine al consumo di territorio. Ogni ettaro sottratto all'agricoltura per fare un centro commerciale - ha aggiunto - è un ettaro sottratto a un settore produttivo trainante più degli altri. L'ho scritto nel programma di governo e avremo grande attenzione al riguardo, anche perché gli imprenditori agricoli sono gli unici che non possono delocalizzare, devono stare qua e devono essere sostenuti e premiati». Nel mirino del governatore la tolleranza zero contro la contraffazione. La tutela dei marchi, ha spiegato, «è importante almeno quanto la produzione stessa. La contraffazione produce un danno terribilmente rilevante. Come ho detto anche in Consiglio regionale, intendiamo intensificare l'azione d i contrasto a questo fenomeno, soprattutto nel settore agroalimentare. In questa azione, tutti i soggetti, pubblici e privati, devono essere coinvolti. Solo così, mettendo insieme le forze, si può contrastare chi viola le regole. Bisogna avere "tolleranza zero" nei confronti di chi sgarra. Esattamente come contro il crimine organizzato. È stata la mia stella polare quando sono stato ministro dell'Interno e l'ho dimostrato con i fatti, farò lo stesso adesso per sostenere, salvaguardare e premiare ch i rispetta le regole facendo dei prodotti di qualità». Sulla stessa linea l'assessore Gianni Fava: «Occorre uscire da una logica di pura sussistenza, per arrivare a una crescita dei margini di guadagno. Se le aziende non guadagnano non sono incentivate a investi re e neppure ad assumere. Noi vogliamo ragionare con il concetto di filiera, del resto la delega che mi è stata assegnata comprende tutta la filiera agroalimentare, industria di trasformazione compresa». «All'Europa - ha proseguito - chiediamo di uscire da una logica che ci penalizza. L'agricoltura intensiva delle regioni del Nord ha dato da mangiare e da vivere a generazioni intere. Un modello positivo, dunque, che non possiamo penalizzare, subendo scelte che per noi rappresenterebbero un salto nel vuoto. A livello europeo chiederemo quindi di non penalizzarci con misure e azioni a favore dei Paesi del Nord Europa e, a livello nazionale, rispetto a colture e produzioni differenti, che meritano uguale rispetto ma che nulla hanno a che vedere con quello che facciamo noi nelle nostre regioni».
Non a caso questo settore è quello che nel 2012 ha avuto un incremento dell’occupazione del 3%, mentre in Italia abbiamo perso oltre un milione di posti di lavoro», ha ricordato il segretario federale del Carroccio. Fittissima la giornata del governatore lombardo, che oltre a visitare gli stand e a conferire il Premio Cangrande "Benemeriti della vitivinicoltura" alla produttrice di Monzambano (Mn) Chiara Tugliozzi, patron dell'azienda "Ricchi Stefanoni", ha partecipato a una tavola rotonda insieme all'assessore Gianni Fava, a Riccardo Illy, Ferruccio Ferragamo, Oliviero Toscani e Maurizio Zanella, per ribadire l'impegno della sua Giunta nella difesa delle eccellenze lombarde in tutta la filiera agroalimentare e quindi anche in quella vitivinicola. «L'eccellenza - ha detto – si raggiunge solo con il massimo della passione». Il settore del vino, ha spiegato Maroni, «in controtendenza rispetto a tutti gli altri, nel 2012 ha creato nuovi posti di lavoro e aumentato il suo export. L'anno passato - ha sottolineato - è stato drammatico: la disoccupazione è cresciuta di oltre un milione di unità, quindi promuovere un settore d'eccellenza che offre prospettive occupazionali , vuole dire difendere la nostra economia». Per sostenere e promuovere questo settore che, ha ricordato Maroni, «si chiama "primario" non a caso», la Regione può fare molto «sia come sostegno diretto, sia come intervento sulle autorità europee, sia nell' impegno a porre fine al consumo di territorio. Ogni ettaro sottratto all'agricoltura per fare un centro commerciale - ha aggiunto - è un ettaro sottratto a un settore produttivo trainante più degli altri. L'ho scritto nel programma di governo e avremo grande attenzione al riguardo, anche perché gli imprenditori agricoli sono gli unici che non possono delocalizzare, devono stare qua e devono essere sostenuti e premiati». Nel mirino del governatore la tolleranza zero contro la contraffazione. La tutela dei marchi, ha spiegato, «è importante almeno quanto la produzione stessa. La contraffazione produce un danno terribilmente rilevante. Come ho detto anche in Consiglio regionale, intendiamo intensificare l'azione d i contrasto a questo fenomeno, soprattutto nel settore agroalimentare. In questa azione, tutti i soggetti, pubblici e privati, devono essere coinvolti. Solo così, mettendo insieme le forze, si può contrastare chi viola le regole. Bisogna avere "tolleranza zero" nei confronti di chi sgarra. Esattamente come contro il crimine organizzato. È stata la mia stella polare quando sono stato ministro dell'Interno e l'ho dimostrato con i fatti, farò lo stesso adesso per sostenere, salvaguardare e premiare ch i rispetta le regole facendo dei prodotti di qualità». Sulla stessa linea l'assessore Gianni Fava: «Occorre uscire da una logica di pura sussistenza, per arrivare a una crescita dei margini di guadagno. Se le aziende non guadagnano non sono incentivate a investi re e neppure ad assumere. Noi vogliamo ragionare con il concetto di filiera, del resto la delega che mi è stata assegnata comprende tutta la filiera agroalimentare, industria di trasformazione compresa». «All'Europa - ha proseguito - chiediamo di uscire da una logica che ci penalizza. L'agricoltura intensiva delle regioni del Nord ha dato da mangiare e da vivere a generazioni intere. Un modello positivo, dunque, che non possiamo penalizzare, subendo scelte che per noi rappresenterebbero un salto nel vuoto. A livello europeo chiederemo quindi di non penalizzarci con misure e azioni a favore dei Paesi del Nord Europa e, a livello nazionale, rispetto a colture e produzioni differenti, che meritano uguale rispetto ma che nulla hanno a che vedere con quello che facciamo noi nelle nostre regioni».

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