“Alessandra Zanardi”
“IlGiorno
03.04.2013”
INQUINATA, oggetto di scarichi abusivi e teatro della pesca di frodo. L'acqua del
Lambro decantata dall'omonimo inno popolare
soffre di problemi annosi e, insieme all'intero bacino del fiume, è ancora in
attesa di un rilancio. Che al corso d'acqua
serva una riqualificazione lo dicono a gran voce, da sempre, ambientalisti e
gruppi di tutela del territorio. UN
APPELLO ancora valido a oltre tre anni dal disastro ecologico di Villasanta
quando, il 22 febbraio 2010, nel fiume vennero sversate abusivamente 2.400 tonnellate di
gasolio e olii combustibili. Una marea nera che venne trascinata a valle dalla corrente. «Ora l'allarme è rientrato, ma
servirebbe uno scandaglio per verificare che tracce di quell'episodio non siano
rimaste nascoste - spiega Vincenzo Caminada del Wwf Sud Milano - Sotto il
livello dell'acqua potrebbe esserci uno strato di fango inquinato, e non solo in seguito ai
fatti di Villasanta. Responsabili delle alterazioni sono tutte quelle industrie
che nel tempo hanno contribuito a
compromettere l'equilibrio dell'alveo». E non è tutto. In alcuni punti il Lambro
necessita di un consolidamento degli
argini e di un ripopolamento boschivo delle sponde. La pesca di frodo è un
altro fenomeno che ricompare
periodicamente lungo le rive, con rischi anche per la salute di chi pratica
questa attività abusiva. «Servirebbero maggiori
controlli - ribadisce il Wwf - Troppo spesso il monitoraggio del fiume è
affidato ai soli volontari». CON UN
PERCORSO tutto lombardo, il Lambro si snoda per 130 chilometri tra la Brianza,
il Milanese e il Lodigiano prima di gettarsi nel Po. il tracciato attraversa 53 Comuni e
costeggia anche alcune aree naturalistiche.

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