mercoledì 3 aprile 2013

Se Varese da solo è più ricco di mezzo Sud, ma non ne beneficia…


“Alessio Pagani“             
“lintraprendente.it 03.04.2013”

La crisi picchia duro anche al Nord. Eppure i risparmi non mancano. Basta un dato a confermarlo: a Varese il tre per cento dei nuclei familiari “pesa” in termini di ricchezza quanto tre regioni: Molise, Abruzzo e Calabria. Da una parte i Sette Laghi, insomma, dall’altra quasi il 50% del Centrosud. È questa una delle sorprese che emergono da uno studio realizzato da Prometeia per conto dell’associazione italiana del private banking (Aipb). Secondo il censimento finanziario, infatti, a Varese 11 mila famiglie controllano un patrimonio finanziario pari a 18 miliardi di euro: l’analisi prende in considerazione azioni, conti e titoli. Esclude invece il patrimonio relativo ai beni immobili. E in questo caso le cifre sarebbero destinate a salire. Secondo Prometeia i 18 miliardi di euro made in Varese rappresentano la somma della ricchezza di tutte le famiglie benestanti di Molise, Abruzzo e Calabria: l’indagine prende in considerazione nuclei familiari con un capitale finanziario che parte dai 500 mila euro a salire. E Varese è in linea con i dati nazionali: in provincia sono registrati 372 mila nuclei familiari, le undicimila famiglie di super paperoni rappresentano il tre per cento del tessuto sociale provinciale. Eppure, a quanto pare, l’economia reale ne beneficia solo in parte.
Perché i capitali in provincia ci sono ma restano agganciati alla finanza. Visto che i dati relativi all’economia del territorio sono devastanti: il tasso di disoccupazione è passato dal più 5,5% del 2010 al più 8,5% segnato al termine del 2012: ciò significa che 36mila varesotti sono alla disperata ricerca di un impiego. Secondo i dati raccolti dall’osservatorio dell’economia varesina a fine 2012 il numero dei contratti di lavoro faceva segnare al saldo un pauroso -, con un calo di 7.548 unità. «Il punto è che queste grandi famiglie hanno smesso di investire sul territorio – commenta i sindacati, cercando di interpretare i dati – . Questi immensi capitali finanziari, parliamo di 18 miliardi di euro, vengono certamente dal lavoro di queste famiglie ma sono anche frutto delle possibilità offerte dal territorio». Ma il terreno per fare impresa e lavoro è in salita anche nel Varesotto. Dove il dato dei ricchi è comunque in linea a quello registrato a livello nazionale: l’indagine rivela che il 3% delle famiglie italiane si spartisce circa un quarto di tutto il patrimonio finanziario nazionale. Così non deve stupire questa forbice destinata ad allargarsi: tra ricchi e coloro che non arrivano alla fine del mese. In Italia, infatti, sempre secondo i dati Prometeia, ci sono quasi ottomila nuclei familiari (7.896) che hanno ognuno un patrimonio in titoli, conti correnti e azioni di oltre dieci milioni di euro per un totale di 134 miliardi. E ben 164.781 sono quelli che possono vantare un tesoretto fra uno e cinque milioni di euro. Infine, le famiglie che valgono (da questo punto di vista) oltre 500mila euro sono 606mila e hanno nelle proprie mani un patrimonio di 897 miliardi di euro. Come dire: più della metà del Pil, il Prodotto interno lordo. Se poi si prendono in considerazione proprio tutte le famiglie italiane (non solo quelle con un patrimonio finanziario superiore ai 500mia euro), come dire 22 milioni di nuclei, si arriva a un totale di 3.500 miliardi di euro. Ma che, almeno per un quarto, sono nelle mani del 3% del totale.

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