“La Padania 30.04.2013”
L'economia di Lombardia, Veneto, Piemonte e
Friuli Venezia Giulia vale, a parità di potere d'acquisto, più di quelle di
Belgio e Svezia messe insieme. E, considerando il Pii prodotto in un anno {dati
2010), le regioni del Nord Italia in classifica sarebbero prima di Polonia, Olanda, Belgio,
Svezia e Austria. Con oltre 583 miliardi di Euro nel 2011, il Prodotto interno
lordo prodotto dalle quattro regioni equivale al 40% del complessivo italiano.
E' quanto emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Monza e Brianza
su dati registro imprese, Istat e Eurostat, presentata ieri durante l'incontro
tra il governatore della Lombardia Roberto Maroni e il sistema delle imprese
brianzole alla Camera di commercio di Monza. Numeri che dimostrano, se ma i ve
ne fosse ancora bisogno della forza della macroregione. Dove un'impresa su tre
attiva in Italia ha sede tra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli. E il dato
sale al 40% contando solo le imprese manifatturiere). «Un tessuto
imprenditoriale - sottolinea la ricerca – che a marzo 2013 conta quasi 1,8
milioni di imprese, comunque ridotto dalla crisi di circa 38mila imprese in meno
in 5 anni. Un territorio con una forte incidenza di imprese straniere che
pesano sul totale nel nord il 9,4%, contro la media italiana che si attesta a
8,5%, ma con meno giovani che fanno impresa (il 9% sul totale, contro il 10,3%
della media nazionale). Per Stefano Bruno Galli, capogruppo in Regione della
lista "Maroni Presidente" «il
40 per cento del Pil e oltre 50 miliardi di euro di trasferimenti configurano la
realtà della Questione settentrionale.
Di fronte a questi dati non si possono più chiudere gli occhi. Siamo di fronte ad una realtà geo-economica fondata sulla leadership produttiva e sulla schiavitù fiscale, ma anche sulle virtù civiche, espressione di un'area geografica ed economica dalla forte valenza produttiva: un'impresa su tre attiva in Italia ha sede tra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli». Per il gruppo "Maroni Presidente" la risposta più concreta alla crisi economica in atto resta la Macroregione, in quanto migliorerà i servizi, consentirà di realizzare più facilmente economie di filiera, infrastrutture e grandi opere e conferire maggiore forza contrattuale nelle controversie con Roma e Bruxelles. Inoltre, trattenendo almeno il 75% delle tasse sul nostro territorio, potremo incentivare l'imprenditoria giovanile attraverso politiche mirate e sgravi fiscali».
Di fronte a questi dati non si possono più chiudere gli occhi. Siamo di fronte ad una realtà geo-economica fondata sulla leadership produttiva e sulla schiavitù fiscale, ma anche sulle virtù civiche, espressione di un'area geografica ed economica dalla forte valenza produttiva: un'impresa su tre attiva in Italia ha sede tra Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli». Per il gruppo "Maroni Presidente" la risposta più concreta alla crisi economica in atto resta la Macroregione, in quanto migliorerà i servizi, consentirà di realizzare più facilmente economie di filiera, infrastrutture e grandi opere e conferire maggiore forza contrattuale nelle controversie con Roma e Bruxelles. Inoltre, trattenendo almeno il 75% delle tasse sul nostro territorio, potremo incentivare l'imprenditoria giovanile attraverso politiche mirate e sgravi fiscali».

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