giovedì 4 aprile 2013

Debiti P.A, Governo rinvia il decreto LEGA: FARE PRESTO


“Iva Garibaldi”
“La Padania 04.04.2013”

Ancora niente di fatto. Avrebbe dovuto arrivare ieri sera il via libera dal Consiglio dei Ministri per sbloccare 40 miliardi di pagamenti alle piccole e medie imprese. Il debito da parte della pubblica amministrazione nei confronti delle aziende è  ormai a livelli insostenibili pari a 90 miliardi di euro. L'attesissimo provvedimento del Governo però non è stato approvato.  Il Consiglio dei ministri, che già avrebbe dovuto tenersi in mattinata è stato posticipato alle 19 e poi annullato: "Il ministro  dell'Economia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate Risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha fatto  presente al presidente del Consiglio l'opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del  decreto su i pagamenti dei debiti commerciali della PA". Pertanto il consiglio dei Ministri già previsto si "terrà nei prossimi  giorni". Dalla Lega Nord arriva però subito un avvertimento: «Prendiamo atto del rinvio del Consiglio dei ministri sul  decreto per sbloccare i pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese purché sia brevissimo  · sottolinea Gianluca Pini · e serva a recepire le utili indicazioni della risoluzione a prima firma Giorgetti approvata all'unanimità dalla Camera».
Il vice capogruppo del Carroccio a Montecitorio chiarisce: «Ci auguriamo che questi giorni servano a mettere un punto  fermo: non è accettabile alcun aumento della tassazione per sbloccare gli urgenti pagamenti alle imprese dalla pubblica  amministrazione - avverte Pini -. In ogni caso ci aspettiamo che nel più breve tempo possibile, e comunque in settimana, la  situazione sia risolta con l'approvazione del decreto da parte del Consiglio dei ministri. Se al contrario si tratta solo  dell'ennesima tecnica dilatoria messa in atto dall'Esecutivo, allora l'uscente Governo Monti segnerebbe un'ulteriore svilente sconfitta». Che non ci debba essere alcun aumento delle imposte lo aveva già detto chiaro e tondo lo stesso segretario Roberto Maroni. Maroni insomma boccia senza appello l'ipotesi di un aumento dell'addizionale regionale Irpef per finanziare lo sblocco del pagamento dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della PA. A margine dell'inaugurazione del nuovo tunnel stradale di Monza Maroni precisa: «Siamo assolutamente contrari, le imposte vanno abbassate». Ma la preoccupazione che il rinvio del provvedimento possa in realtà trasformarsi in un addio della questione è  forte: «Quanto si va prospettando a Roma su l pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione rappresenta per la  regione Veneto l'ennesima beffa» esordisce Luca Zaia. «Per come si sta costruendo questo percorso · prosegue Zaia · a noi  serve ben poco. La Regione del Veneto infatti come stiamo dicendo ormai da tempo non ha bisogno di maggiore liquidità ma molto più semplicemente di un Patto di stabilità più elastico, in grado di dare adeguate possibilità di manovra a quelle amministrazioni, come la nostra, che non da due o tre anni ma da sempre dimostrano lungimiranza e virtuosità nella  tenuta dei propri conti». In sostanza, «stando così le cose - precisa Zaia -, quel miliardo e 250 milioni che sono nostri ma  non nella nostra disponibilità e che potrebbero essere utilizzati per pagare finalmente aziende e fornitori, restituendo una  boccata di ossigeno a un'economia asfittica e in pesantissima crisi, è destinato a rimanere bloccato in tesoreria. Sono soldi  dei veneti e chiediamo solo che ci lascino usarli sul nostro territorio, per le nostre imprese, per i nostri cittadini». «Sia chiaro, poi - conclude Zaia - che respingiamo sin d'ora, come abbiamo sempre fatto in questi ultimi anni, le ipotesi di nuove  addizionali Irpef e sosteniamo con convinzione la posizione dei nostri sindaci che considerano la Tares come l'ennesima,  massacrante fantasia impositiva di un centralismo che non ci piace e che tanti danni sta provocando nei territori». Sono  preoccupati per la situazione anche le associazioni. «Non posso nascondere amarezza e delusione per questo rinvio, non  previsto, del decreto legge con cui il Governo doveva sbloccare i pagamenti della Pa» ha detto Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto, la notizia dello slittamento del Cdm che doveva licenziare il testo di decreto legge per il  pagamento degli arretrati della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. «Mi auguro che il Governo dia il via  libera in tempi rapidissimi, ci sono imprese che stanno morendo per la mancanza di liquidità, una carenza generata non certo da cattiva gestione aziendale, ma da un ritardo nei pagamenti della Pa diventato ormai insostenibile ». Ma c'è chi dice che la decisione arriverà presto, al massimo lunedì prossimo. Si tratta «solo accertamenti tecnici, nessun problema  politico» assicura il presidente dell'Anci, Graziano del Rio, al termine dell'incontro con il Governo, che, dal canto suo, ha  assicurato che il decreto, il cui varo previsto per stasera è stato rinviato, sarà approvato entro la fine settimana o, al più  tardi, il prossimo lunedì». Ci sarebbero invece, secondo quanto riferito da altri sindaci, problemi di copertura per quanto  riguarda il rinvio della Tares e la questione dell'Imu sugli immobili di proprietà dei Comuni. Delrio ha poi precisato che il provvedimento sui debiti della pubblica amministrazione. Permetterà di rimanere nei parametri stabiliti dalla Commissione europea. Certo che il grido d'allarme delle aziende si leva alto: «Dall'inizio della crisi sono fallite 15 mila imprese a causa dei ritardi dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione. A seguito di queste chiusure, il numero dei posti di  lavoro persi si aggirerebbe attorno alle 60.000 unità. A stimarlo è la Cgia di Mestre. «Si tratta di dati molto preoccupanti, che mettono in luce gli effetti negativi sul tessuto produttivo ed occupazionale italiano dei ritardati o mancati pagamenti (siano essi imputabili a committenti privati o a quelli pubblici)» avverte la Cgia. Visto che il 95% delle imprese in Italia ha meno di 10 addetti, «l'eventuale ricorda la Cgia - sblocco di una parte importante dei 91 miliardi di euro di arretrati che la Pubblica amministrazione conta nei confronti delle imprese, gioverebbe a tutto il sistema economico ed in particolar modo alle piccole realtà imprenditoriali». Massimo Bitonci sottolinea che «il Governo faccia in fretta e bene: 50 aziende falliscono ogni giorno nel Paese e molte di queste sono costrette a chiudere per un problema di mancato pagamento da parte della pubblica amministrazione. L'auspicio è che il provvedimento tanto atteso sia efficace e risolutivo e che le procedure non impediscano il reale pagamento alle imprese. Sarebbe bastato in realtà modificare il patto di stabilità a tutti  gli enti locali in maniera definitiva scaricandolo sui ministeri, vero centro di spesa, anziché sugli enti locali. Una misura definitiva anziché una tantum». E se il ministro Grilli rassicura ancora in serata sul fatto che il provvedimento arriverà  presto e non ci saranno aumenti di tassazione per coprire le spese dei pagamenti alle imprese, il Pdl attacca a testa bassa: «Il governo ha rinviato il provvedimento per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, dimostrando così la legittimità del nostro sospetto e cioè che si volevano onorare i debiti caricandoli sui cittadini con  l'ennesimo inasprimento della leva fiscale» commenta Angelino Alfano. Tra pochi giorni vedremo se da parte dell'Esecutivo c'è l'ennesimo tentativo di prender tempo oppure se per una volta seguirà la volontà del Parlamento. 

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