venerdì 22 marzo 2013

Tagli dei parlamentari, risparmi sulla spesa pubblica: già c'era tutto nella Devolution


“La Padania 22.03.2013”

Fa piacere che il Pd, attraverso il neo presidente Pietro Grasso, chieda la riduzione delle spese e degli stipendi - ha  commentato l'altro giorno Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato-Ma il vero risparmio si realizza con una  profonda riforma strutturale delle istituzioni a cominciare dal taglio del numero dei parlamentari e dalla creazione del  Senato federale su base regionale così come prevedeva già la nostra riforma approvata nel 2005 e purtroppo bocciata dal  successivo referendum con i voti determinanti dello stesso centrosinistra". Chi è causa del suo mal pianga sé stesso: nello scenario fantapolitico in cui la riforma della devolution fosse stata accolta e i risultati delle elezioni fossero quelli attuali,  Pierluigi Bersani andrebbe a Palazzo Chigi in carrozza, il numero dei parlamentari sarebbe già stato tagliato in maniera  drastica e le spese della macchina politica sarebbero già scese in proporzione. Invece ci fu quel referendum fortemente  voluto dagli allora Democratici di sinistra, oggi Pd... In sunto, ecco i punti più salienti della riforma costituzionale approvata nel novembre del 2005 e poi abrogata con il referendum del successivo giugno 2006. Nuovo Parlamento È  composto dalla Camera dei deputati e dal Senato federale della Repubblica. I deputati saranno 518 (anziché 630), diciotto dei quali eletti nella circoscrizione estero, più i deputati a vita. I senatori saranno 252 (anziché 315) ma ai lavori di Palazzo Madama potranno partecipare, senza diritto di voto, anche altri 42 delegati, due per Regione. Diminuisce anche l'età minima per l'eleggibilità a deputati, da 25 a 21, e a senatori, da 40 a 25.
Presidente della Repubblica Non sarà più rappresentante dell'unità nazionale come nella Costituzione vigente. Il nuovo articolo 87 infatti recita che il Capo dello  Stato «rappresenta la Nazione ed è garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica». L'età minima per essere eletti a presidente della Repubblica scende a 40 anni. Premierato Nella nuova costituzione non si parla più di presidente del Consiglio, bensì di Primo ministro. Crescono i suoi poteri. Nominerà e revocherà i ministri (compito adesso del Capo dello Stato, su proposta del premier), determinerà (e non più "dirigerà") la politica generale del Governo e dirigerà l'attività dei  ministri. Al momento del suo insediamento non dovrà più ottenere la fiducia dalla Camera: si limiterà a illustrare il suo  programma sul quale la Camera dei deputati esprimerà un voto. Norma anti-ribaltone In qualsiasi momento la Camera  potrà obbligare il Primo ministro alle dimissioni, con l'approvazione di una mozione di sfiducia firmata almeno da un quinto dei componenti. Nel caso di approvazione il Primo ministro si dimette e il Presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera. Entra in Costituzione anche la mozione di sfiducia costruttiva: i deputati appartenenti alla maggioranza uscita dalle urne, infatti, possono presentare una mozione di sfiducia con la designazione di un nuovo Primo  ministro. Devolution Il trasferimento di alcune competenze dallo Stato alle Regioni è contenuto nel nuovo articolo 117 della Costituzione che individua le materie di legislazione esclusiva delle regioni: l'assistenza e l'organizzazione sanitaria; l'organizzazione scolastica e la gestione degli istituti scolastici e di formazione; la definizione della parte dei programmi  scolastici di interesse specifico della regione e la polizia amministrativa regionale e locale. Il nuovo 117 definisce anche le  materie di competenza esclusiva dello Stato e delle Regioni. Iter legislativo La Camera esamina i disegni di legge riguardanti le materie che il nuovo articolo 117 affida alla legislazione esclusiva dello Stato. Dopo l'approvazione il Senato federale può proporre modifiche entro trenta giorni sulle quali sarà comunque la Camera a decidere in via definitiva. All'Assemblea di  Palazzo Madama spetterà l'esame e la parola definitiva, invece, sui provvedimenti riguardanti le materie concorrenti. Principio di sussidiarietà La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato, che esercitano le loro funzioni secondo i principi di leale collaborazione e sussidiarietà. 

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