“Andrea Ballarin”
“La Padania 28.03.2013”
Anche in
Piemonte la parola d'ordine per il presidente Roberto Cota, il gruppo
consiliare leghista e la maggioranza che lo sostiene è stata - sin dal momento
dell'insediamento - "sobrietà". Dunque il taglio ai costi della politica,
la riduzione della spesa pubblica, l'abolizione di anacronistici privilegi, sono
stati un po' il perno sul quale si sono basate le strategie di spending review
regionale. Il progetto di legge lombardo - presentato ieri dalla lista che
sostiene il presidente Roberto Maroni e sottoscritto anche dal Carroccio
e che prevede la completa soppressione dei contributi a favore dei gruppi consiliari - è stato accolto, dunque, con
grande soddisfazione. Perché i piemontesi, del resto, si ritengono un po' i "precursori" delle politiche di
contenimento delle spese. Lo conferma il capogruppo della Lega Nord, Mario Carossa,
che al telefono spiega come il
percorso di taglio dei costi sia iniziato sin dal momento dell'insediamento del
nuovo Consiglio Regionale, nel 2010. «Ritengo
- osserva Carossa - che anche in Piemonte sia stato fatto molto. Fatte salve le
spese per i dipendenti, le risorse a disposizione dei gruppi consiliari sono
state drasticamente tagliate.
Senza contare gli innumerevoli provvedimenti adottati quali l'abolizione dei vitalizi, la riduzione del numero dei consiglieri regionali e così via». Parole che trovano conferma nei numeri e nelle leggi approvate dall'Assemblea piemontese negli ultimi due anni, dal 2011 al 2013. Entrando nei particolari dei tagli effettuati si nota che l'indennità di carica dei consiglieri è stata ridotta del 10% dopo otto mesi di mandato, nel 2011, e quindi tagliata ancora dopo 12 mesi fino a una prima riduzione totale del 13%. Da gennaio 2013 sono entrate in vigore in Piemonte (prima regione in Italia) le nuove disposizione concordate con la conferenza delle regioni che ha ulteriormente tagliato gli stipendi dei consiglieri arrivando a una riduzione totale rispetto alla passata legislatura del 34%, per un risparmio presunto sui cinque anni di 7 milioni e 440 mila euro per tutti e 60 i consiglieri. Oggi lo stipendio di un consigliere regionale è di 6.600 euro lordi, senza più possibilità di avere rimborsi spese in autocertificazioni e senza gettoni di presenza per le commissioni, ma con severe sanzioni in caso di assenza ingiustificata dal Consiglio regionale. Sempre la Giunta Cota e l'attuale maggioranza del Consiglio regionale, ha approvato nel dicembre del 2011, per prima nel Paese e in tempi non sospetti, la legge che abolisce del tutto i vitalizi, sostituendoli con il normale trattamento pensionistico. Sono stati anche aboliti i cosiddetti "privilegi" come i dieci biglietti aerei gratuiti per voli interni ed europei dei quali potevano fruire i consiglieri della passate legislature. E sono stati drasticamente ridotti anche i fondi a disposizione dei gruppi consiliari che ora percepiranno per le loro spese di funzionamento un contributo pari a meno di un quinto di quanto percepito in passato. Il Consiglio regionale ha quindi approvato tutta una serie di atti per ridurre la spesa, come la riduzione del numero di consiglieri del Corecom, la riduzione della spesa per gli organi consultivi, la dismissione di alcune auto in dotazione, la riduzione di direttori e dirigenti e l'informatizzazione delle procedure, che hanno concorso ad un risparmio per lo stesso Consiglio quantificato a fine 2012 in 15 milioni e 500 mila euro. Infine il Piemonte, sempre per primo nel Paese, ha già deliberato la legge che taglia il numero di consiglieri regionali che dalla prossima legislatura saranno 50 e non più 60. Si tratta di delibere e atti che, alla fine dei cinque anni di legislatura, concretizzeranno risparmi nell'ordine dei 40 milioni di euro. Ottimi risultati, dunque, che non possono far altro che spianare la strada alla concretizzazione della Macroregione del Nord. Il progetto targato Carroccio, infatti, assume senso logico anche - se non soprattutto - nell'armonizzazione di determinati aspetti del modo di intendere la cosa pubblica. Dunque anche l'armonizzazione dei tagli è elemento sostanziale affinché il Nord possa presentarsi come un fronte unito e compatto, assumendo forza, credibilità e autorevolezza quando il nuovo soggetto macroregionale si troverà a negoziare con lo Stato e l'Europa.
Senza contare gli innumerevoli provvedimenti adottati quali l'abolizione dei vitalizi, la riduzione del numero dei consiglieri regionali e così via». Parole che trovano conferma nei numeri e nelle leggi approvate dall'Assemblea piemontese negli ultimi due anni, dal 2011 al 2013. Entrando nei particolari dei tagli effettuati si nota che l'indennità di carica dei consiglieri è stata ridotta del 10% dopo otto mesi di mandato, nel 2011, e quindi tagliata ancora dopo 12 mesi fino a una prima riduzione totale del 13%. Da gennaio 2013 sono entrate in vigore in Piemonte (prima regione in Italia) le nuove disposizione concordate con la conferenza delle regioni che ha ulteriormente tagliato gli stipendi dei consiglieri arrivando a una riduzione totale rispetto alla passata legislatura del 34%, per un risparmio presunto sui cinque anni di 7 milioni e 440 mila euro per tutti e 60 i consiglieri. Oggi lo stipendio di un consigliere regionale è di 6.600 euro lordi, senza più possibilità di avere rimborsi spese in autocertificazioni e senza gettoni di presenza per le commissioni, ma con severe sanzioni in caso di assenza ingiustificata dal Consiglio regionale. Sempre la Giunta Cota e l'attuale maggioranza del Consiglio regionale, ha approvato nel dicembre del 2011, per prima nel Paese e in tempi non sospetti, la legge che abolisce del tutto i vitalizi, sostituendoli con il normale trattamento pensionistico. Sono stati anche aboliti i cosiddetti "privilegi" come i dieci biglietti aerei gratuiti per voli interni ed europei dei quali potevano fruire i consiglieri della passate legislature. E sono stati drasticamente ridotti anche i fondi a disposizione dei gruppi consiliari che ora percepiranno per le loro spese di funzionamento un contributo pari a meno di un quinto di quanto percepito in passato. Il Consiglio regionale ha quindi approvato tutta una serie di atti per ridurre la spesa, come la riduzione del numero di consiglieri del Corecom, la riduzione della spesa per gli organi consultivi, la dismissione di alcune auto in dotazione, la riduzione di direttori e dirigenti e l'informatizzazione delle procedure, che hanno concorso ad un risparmio per lo stesso Consiglio quantificato a fine 2012 in 15 milioni e 500 mila euro. Infine il Piemonte, sempre per primo nel Paese, ha già deliberato la legge che taglia il numero di consiglieri regionali che dalla prossima legislatura saranno 50 e non più 60. Si tratta di delibere e atti che, alla fine dei cinque anni di legislatura, concretizzeranno risparmi nell'ordine dei 40 milioni di euro. Ottimi risultati, dunque, che non possono far altro che spianare la strada alla concretizzazione della Macroregione del Nord. Il progetto targato Carroccio, infatti, assume senso logico anche - se non soprattutto - nell'armonizzazione di determinati aspetti del modo di intendere la cosa pubblica. Dunque anche l'armonizzazione dei tagli è elemento sostanziale affinché il Nord possa presentarsi come un fronte unito e compatto, assumendo forza, credibilità e autorevolezza quando il nuovo soggetto macroregionale si troverà a negoziare con lo Stato e l'Europa.

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