“La Padania 24-25.03.2013”
Doveva
essere un "presidio pacifico" contro il "dilagare di nomadi tra
i reparti dell'ospedale Maggiore" , battaglia che da mesi la Lega Nord di Bologna sta portando avanti.
È finito con un blitz a sorpresa dell'associazione Nazione Rom che tra "schitarrate" anti-Lega, striscioni di
protesta, "insulti e sfottò" – hanno raccontato i militanti presenti
- ha tentato di boicottare l'iniziativa
del Carroccio. Mattinata movimentata, quella di ieri, per la Lega Nord
felsinea, da mesi impegnata nella
crociata contro "l'utilizzo improprio di corsie e servizi" del
maggiore nosocomio di Bologna da parte dei rom, tra "furti, bivacco, occupazioni di
locali" a pochi metri da barelle e letti d'ospedale. L'iniziativa di ieri
arriva dopo mesi di "inerzia di amministrazione e Ausl" contestano i
leghisti locali. Tutto iniziò con le segnalazioni di alcuni utenti, proseguì
con un sopralluogo del Carroccio, il 12
febbraio scorso, e divenne subito caso politico. Il sindaco Pd Virginio
Merola non risparmiò violente
frecciate («il problema degli zingari è la Lega Nord»), incassando la controffensiva
del collega leghista di Verona Flavio Tosi («Merola ha poco senso della
realtà.
Forse è stato troppo in ufficio, anziché stare tra la gente. La Lega ha fatto una cosa sacrosanta»). Ieri la Lega Nord di Bologna è tornata sul posto, con un banchetto di sensibilizzazione regolarmente autorizzato. La vicepresidente leghista del Comune, Francesca Scarano e i militanti si sono presto trovati di fronte a una contromanifestazione di un gruppo di "Nazione rom" (il suo rappresentante mostrava striscioni contro il razzismo). «Denunciamo una situazione problematica, un degrado insostenibile. Che siano rom, bolognesi, napoletani, poco conta», ha spiegato Scarano. Per «ragioni di ordine pubblico», racconta il coordinatore dei quartieri Daniele Antonini «Ci hanno chiesto di spostarci dall'ingresso, chiedendo di interrompere il volantinaggio». Fatto, quesito, che ha scatenato l'amaro commento del capogruppo leghista Manes Bernardini: «A Bologna comandano i rom, da stamani ne abbiamo la riprova», ha detto, stigmatizzando l'iniziativa dei nomadi, definita «Un gravissimo attacco squadrista, un affronto allo svolgimento della legittima attività politica e, quindi, all'esercizio della democrazia, un bieco atto di intimidazione». Bernardini - che per il sopralluogo al Maggiore ha anche ricevuto minacce fisiche, via Facebook, da un utente sconosciuto - ha annunciato «querele» ed è tornato a fare pressing su «amministrazione e dirigenza Ausl, che fino ad oggi hanno dormito» affinché «procedano immediatamente allo sgombero delle corsie ospedaliere dalle presenze rom, che ne utilizzano impropriamente i locali». Il blitz rom di ieri non sarà l'ultimo capitolo di questo braccio di ferro: «Continuiamo la nostra battaglia»
Forse è stato troppo in ufficio, anziché stare tra la gente. La Lega ha fatto una cosa sacrosanta»). Ieri la Lega Nord di Bologna è tornata sul posto, con un banchetto di sensibilizzazione regolarmente autorizzato. La vicepresidente leghista del Comune, Francesca Scarano e i militanti si sono presto trovati di fronte a una contromanifestazione di un gruppo di "Nazione rom" (il suo rappresentante mostrava striscioni contro il razzismo). «Denunciamo una situazione problematica, un degrado insostenibile. Che siano rom, bolognesi, napoletani, poco conta», ha spiegato Scarano. Per «ragioni di ordine pubblico», racconta il coordinatore dei quartieri Daniele Antonini «Ci hanno chiesto di spostarci dall'ingresso, chiedendo di interrompere il volantinaggio». Fatto, quesito, che ha scatenato l'amaro commento del capogruppo leghista Manes Bernardini: «A Bologna comandano i rom, da stamani ne abbiamo la riprova», ha detto, stigmatizzando l'iniziativa dei nomadi, definita «Un gravissimo attacco squadrista, un affronto allo svolgimento della legittima attività politica e, quindi, all'esercizio della democrazia, un bieco atto di intimidazione». Bernardini - che per il sopralluogo al Maggiore ha anche ricevuto minacce fisiche, via Facebook, da un utente sconosciuto - ha annunciato «querele» ed è tornato a fare pressing su «amministrazione e dirigenza Ausl, che fino ad oggi hanno dormito» affinché «procedano immediatamente allo sgombero delle corsie ospedaliere dalle presenze rom, che ne utilizzano impropriamente i locali». Il blitz rom di ieri non sarà l'ultimo capitolo di questo braccio di ferro: «Continuiamo la nostra battaglia»

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