lunedì 25 marzo 2013

Caso Sea Handling: un appello per salvare gli aeroporti milanesi


“Simone Girardin”
“La Padania 24-25.03.2013”

La Commissione europea deve rivedere la decisione con cu i ha imposto la restituzione degli aiuti di Stato ricevuti dalla Sea (società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa e la cui quota di maggioranza è in capo al Comune di Milano) per non mettere a repentaglio il futuro di 3.000 lavoratori che «non hanno alcuna responsabilità» delle scelte sbagliate fatte  dalla società. Lo chiede l'europarlamentare e segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini in un' interrogazione rivolta  alla Commissione Ue. Lo scorso 19 dicembre, ricorda Salvini, Bruxelles ha deciso che la cessione di capitali, pari a circa 360 milioni di euro, da parte di Sea, in favore della sua controllata Sea Handling, responsabile dei servizi aeroportuali di terra, si configura come un aiuto di Stato proibito dai trattati europei. Ciò comporta l'obbligo per Sea Handling di restituire in tempi  brevissimi detti capitali. «Ma dai bilanci risulta evidente – osserva l'europarlamentare – come tale richiesta sia inesaudibile  e che, se la Commissione non dovesse rivedere la propria decisione e il Tribunale dell'Ue non accoglierà il ricorso del  Comune di Milano, l'esito della vicenda non potrebbe che consistere nel fallimento di Sea Handling e, di conseguenza, nella  perdita del lavoro per i suoi quasi tremila dipendenti». «Si tratta di una decisione che avrebbe delle conseguenze pesantissime in termini di costi sociali», afferma Salvini, poiché «rischia di mettere in ginocchio tremila lavoratori e le loro famiglie.
Senza entrare nel merito della questione sulla liceità o meno dei trasferimenti di capitale da Sea a Sea Handling - continua – sarebbe ingiusto e irragionevole a prescindere mandare sul lastrico migliaia di lavoratori che non  hanno alcuna responsabilità riguardo a eventuali scelte sbagliate dei vertici delle due società coinvolte». «Per evitare che a  fare le spese di tutta questa faccenda siano i dipendenti di Sea - conclude l'europarlamentare - ho presentato un'interrogazione alla Commissione Europea chiedendo che essa riveda la propria decisione, o quantomeno proponga una soluzione atta a tutelare i tremila lavoratori coinvolti». Anche il Consiglio comunale milanese, ovviamente parte in causa, si è già attivato e ha approvato giovedì scorso, all'unanimità, l'ordine del giorno che invita il Sindaco e gli assessori  competenti a monitorare, in stretta collaborazione con Sea e le organizzazioni sindacali, l'evolversi dei ricorsi presentati al Tribunale dell'Unione Europea in Lussemburgo in opposizione alla decisione della Commissione europea. L'odg chiede  anche di attivarsi con tutti gli strumenti politici e legali per ottenere la sospensione della decisione, di esplorare tutte la  soluzioni tecnico-giuridiche per superare ogni ostacolo alla prosecuzione dei servizi di Handling nel rispetto della normativa comunitaria e di proseguire nell'interlocuzione delle organizzazioni sindacali. Il provvedimento chiede, infine, ai parlamentari italiani presso l'Unione Europea di adottare, nelle sedi opportune, tutte le azioni possibili per tutelare gli interessi di Sea e dei 2.300 lavoratori dell’Handling operanti negli scali milanesi.  

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