“Simone Girardin”
“La Padania 24-25.03.2013”
La
Commissione europea deve rivedere la decisione con cu i ha imposto la restituzione
degli aiuti di Stato ricevuti dalla Sea (società che gestisce gli aeroporti di
Linate e Malpensa e la cui quota di maggioranza è in capo al Comune di Milano)
per non mettere a repentaglio il futuro di 3.000 lavoratori che «non hanno
alcuna responsabilità» delle scelte sbagliate fatte dalla società. Lo chiede l'europarlamentare e
segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini in un' interrogazione rivolta
alla Commissione Ue. Lo scorso 19
dicembre, ricorda Salvini, Bruxelles ha deciso che la cessione di capitali,
pari a circa 360 milioni di euro, da parte di Sea, in favore della sua controllata
Sea Handling, responsabile dei servizi aeroportuali di terra, si configura come
un aiuto di Stato proibito dai trattati europei. Ciò comporta l'obbligo per Sea
Handling di restituire in tempi brevissimi
detti capitali. «Ma dai bilanci risulta evidente – osserva l'europarlamentare –
come tale richiesta sia inesaudibile e
che, se la Commissione non dovesse rivedere la propria decisione e il Tribunale
dell'Ue non accoglierà il ricorso del Comune
di Milano, l'esito della vicenda non potrebbe che consistere nel fallimento di
Sea Handling e, di conseguenza, nella perdita
del lavoro per i suoi quasi tremila dipendenti». «Si tratta di una decisione che
avrebbe delle conseguenze pesantissime in termini di costi sociali», afferma
Salvini, poiché «rischia di mettere in ginocchio tremila lavoratori e le loro
famiglie.
Senza entrare nel merito della questione sulla liceità o meno dei trasferimenti di capitale da Sea a Sea Handling - continua – sarebbe ingiusto e irragionevole a prescindere mandare sul lastrico migliaia di lavoratori che non hanno alcuna responsabilità riguardo a eventuali scelte sbagliate dei vertici delle due società coinvolte». «Per evitare che a fare le spese di tutta questa faccenda siano i dipendenti di Sea - conclude l'europarlamentare - ho presentato un'interrogazione alla Commissione Europea chiedendo che essa riveda la propria decisione, o quantomeno proponga una soluzione atta a tutelare i tremila lavoratori coinvolti». Anche il Consiglio comunale milanese, ovviamente parte in causa, si è già attivato e ha approvato giovedì scorso, all'unanimità, l'ordine del giorno che invita il Sindaco e gli assessori competenti a monitorare, in stretta collaborazione con Sea e le organizzazioni sindacali, l'evolversi dei ricorsi presentati al Tribunale dell'Unione Europea in Lussemburgo in opposizione alla decisione della Commissione europea. L'odg chiede anche di attivarsi con tutti gli strumenti politici e legali per ottenere la sospensione della decisione, di esplorare tutte la soluzioni tecnico-giuridiche per superare ogni ostacolo alla prosecuzione dei servizi di Handling nel rispetto della normativa comunitaria e di proseguire nell'interlocuzione delle organizzazioni sindacali. Il provvedimento chiede, infine, ai parlamentari italiani presso l'Unione Europea di adottare, nelle sedi opportune, tutte le azioni possibili per tutelare gli interessi di Sea e dei 2.300 lavoratori dell’Handling operanti negli scali milanesi.
Senza entrare nel merito della questione sulla liceità o meno dei trasferimenti di capitale da Sea a Sea Handling - continua – sarebbe ingiusto e irragionevole a prescindere mandare sul lastrico migliaia di lavoratori che non hanno alcuna responsabilità riguardo a eventuali scelte sbagliate dei vertici delle due società coinvolte». «Per evitare che a fare le spese di tutta questa faccenda siano i dipendenti di Sea - conclude l'europarlamentare - ho presentato un'interrogazione alla Commissione Europea chiedendo che essa riveda la propria decisione, o quantomeno proponga una soluzione atta a tutelare i tremila lavoratori coinvolti». Anche il Consiglio comunale milanese, ovviamente parte in causa, si è già attivato e ha approvato giovedì scorso, all'unanimità, l'ordine del giorno che invita il Sindaco e gli assessori competenti a monitorare, in stretta collaborazione con Sea e le organizzazioni sindacali, l'evolversi dei ricorsi presentati al Tribunale dell'Unione Europea in Lussemburgo in opposizione alla decisione della Commissione europea. L'odg chiede anche di attivarsi con tutti gli strumenti politici e legali per ottenere la sospensione della decisione, di esplorare tutte la soluzioni tecnico-giuridiche per superare ogni ostacolo alla prosecuzione dei servizi di Handling nel rispetto della normativa comunitaria e di proseguire nell'interlocuzione delle organizzazioni sindacali. Il provvedimento chiede, infine, ai parlamentari italiani presso l'Unione Europea di adottare, nelle sedi opportune, tutte le azioni possibili per tutelare gli interessi di Sea e dei 2.300 lavoratori dell’Handling operanti negli scali milanesi.

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