“Igor Iezzi“
“La Padania 07.03.2013”
L'idea di
Gianfranco Miglio prende corpo. Partendo dal Nord, dalla Macroregione a cui
daranno vita i governatori di Lombardia,
Veneto, Piemonte e Friuli. Per poi estendersi al Centro e al Sud, per
emulazione e per essere competitivi. Flavio Tosi, segretario nazionale della
Liga Veneta e sindaco di Verona, immagina questo scenario nei prossimi anni.
Molto, se non tutto, dipenderà dalla capacità
della Lega di tradurre in realtà la creazione di questa nuova entità. Che non
solo aprirà nuove prospettive per il
Paese ma potrebbe anche modificare radicalmente il mondo politico. «La protesta
che oggi si è indirizzata su Grillo
potrebbe finire nel momento in cui il Nord riesce a tenersi i propri soldi». Segretario Tosi, con la vittoria di Maroni
la Macroregione è più vicina. Lei pensa ad un effetto a catena? «Adesso
Zaia, insieme a Maroni, Cota, Tondo e poi
magari altri governatori se avranno la lungimiranza di accettare, devono creare
la Macroregione del Nord per organizzare il paese in macroregioni nell'ambito
di uno stato federale».
Un federalismo come lo immaginava il professore Miglio che nascerebbe dalla spinta creata dal Nord? «Io penso di sì. Nel momento in cui lanciamo questa Macroregione al Nord anche al Sud scatterà un processo di emulazione. Tutti dovranno adeguarsi se vorranno essere competitivi. Il Centro e il Sud si organizzeranno analogamente. Sarebbe positivo anche per noi. E' il progetto di Miglio che prende corpo. E' la realizzazione del federalismo partendo dal Nord». Lei ha anche parlato di un progetto politico che preveda di "andare oltre la Lega". Cosa vuoi dire esattamente? «E' necessaria l'evoluzione della Lega che deve dar vita ad un modello di tipo Csu bavarese: quindi un partito radicato sul territorio che raccoglie un consenso maggiore rispetto a quello della Lega che corrisponda appunto al modello istituzionale di Macroregione». Andare oltre vuoi dire cancellare la Lega? «Assolutamente no, non scherziamo. Si tratta dell'evoluzione di quanto già fatto a Verona e, più in grande, in Lombardia. Sono due esempi che dimostrano come la lista Civica sia stata determinante per vin cere portando un valore aggiunto alla coalizione. Stiamo parlando di una lista che fa comunque riferimento alle idee della Lega e si colloca in assoluta continuità con noi. E' un metodo per allargare la base elettorale della Lega in funzione proprio dell'approvazione della Macroregione». A livello "nazionale" è trasferibile questo metodo? «Occorre trovare un meccanismo stabile ma non c'è dubbio. Con lo scopo non di cancellare o andare al di fuori della Lega ma con la Lega». Ma questo progetto, che dovrebbe portare all' egemonia al Nord, è possibile anche con le attuali percentuali del Carroccio? «Le elezioni in Lombardia hanno dimostrato che questo percorso è possibile. Se sommiamo la Lega alla lista Civica siamo oltre il 20% e una parte del consenso è arrivata dall'elettorato del centrodestra, dal Pdl e non solo. Appunto, si è realizzato l'obiettivo di allargare la base elettorale. lo credo ci sia un potenziale enorme. Del resto i sondaggi ci dicono che i due terzi della popolazione del Nord si sente oppressa dallo stato centralista. Dobbiamo intercettare queste persone, dobbiamo trovare una veste compatibile». In Veneto, e non solo, i consensi del Carroccio sono calati. Si è dato una spiegazione? «Il calo che si è registrato in Veneto è proporzionale a quello registrato nelle altre regioni. Si è salvata la Lombardia grazie a Maroni che con la sua candidatura ha permesso alla Lega di spiegare meglio il proprio progetto. Di fronte alla crisi che colpisce tutti, gli imprenditori e i cittadini ci hanno punito per la mancata realizzazione del federalismo. E ovviamente hanno pesato tantissimo gli scandali dei mesi scorsi. Ma paradossalmente è andata meno peggio dell'anno scorso quando i ballottaggi ci avevano decimato». Molti consensi sono andati a Grillo. Cosa pensa ne farà oggi l'ex comico? «Dubito molto che Grillo voglia condividere una qualsiasi esperienza di governo perché per quella che è stata la sua impostazione, credo che non abbia nessuna intenzione di governare». La Lega recupererà i consensi andati a Grillo? «Dipenderà da due fattori. Se la Macroregione sarà forte, se si dà concretezza a questo progetto e riusciremo a tenere i soldi sul territorio la protesta sparirà. Inoltre Grillo ha usato slogan accattivanti ma gli elettori capiranno che non si possono tradurre in realtà. Molto dipenderà dalla Lega e dalla sua capacità di mantenere le promesse». Si candiderà a segretario federale? «Se lunedì al Consiglio federale Maroni ribadirà l'intenzione di indire il congresso per cambiare e nominare un nuovo segretario federale, spero e credo che all'unanimità il Consiglio federale gli chiederà di guidare ancora il movimento». Lo scontro Zaia -Tosi andrà avanti ancora? «C'è stata una settimana di dibattito e di sfogo postelettorale, che ci sta ma poi si supera. Da parte mia con Luca Zaia non c'è mai stato alcun problema, né prima né adesso, mai». Avete appena fatto un consiglio nazionale della Liga Veneta. Mi conferma la richiesta di espulsione per il consigliere regionale Santino Bozza che ha chiesto ai militanti di votare per il Pd? «Sì, con 17 voti favorevoli, 3 astenuti e nessun contrario».
Un federalismo come lo immaginava il professore Miglio che nascerebbe dalla spinta creata dal Nord? «Io penso di sì. Nel momento in cui lanciamo questa Macroregione al Nord anche al Sud scatterà un processo di emulazione. Tutti dovranno adeguarsi se vorranno essere competitivi. Il Centro e il Sud si organizzeranno analogamente. Sarebbe positivo anche per noi. E' il progetto di Miglio che prende corpo. E' la realizzazione del federalismo partendo dal Nord». Lei ha anche parlato di un progetto politico che preveda di "andare oltre la Lega". Cosa vuoi dire esattamente? «E' necessaria l'evoluzione della Lega che deve dar vita ad un modello di tipo Csu bavarese: quindi un partito radicato sul territorio che raccoglie un consenso maggiore rispetto a quello della Lega che corrisponda appunto al modello istituzionale di Macroregione». Andare oltre vuoi dire cancellare la Lega? «Assolutamente no, non scherziamo. Si tratta dell'evoluzione di quanto già fatto a Verona e, più in grande, in Lombardia. Sono due esempi che dimostrano come la lista Civica sia stata determinante per vin cere portando un valore aggiunto alla coalizione. Stiamo parlando di una lista che fa comunque riferimento alle idee della Lega e si colloca in assoluta continuità con noi. E' un metodo per allargare la base elettorale della Lega in funzione proprio dell'approvazione della Macroregione». A livello "nazionale" è trasferibile questo metodo? «Occorre trovare un meccanismo stabile ma non c'è dubbio. Con lo scopo non di cancellare o andare al di fuori della Lega ma con la Lega». Ma questo progetto, che dovrebbe portare all' egemonia al Nord, è possibile anche con le attuali percentuali del Carroccio? «Le elezioni in Lombardia hanno dimostrato che questo percorso è possibile. Se sommiamo la Lega alla lista Civica siamo oltre il 20% e una parte del consenso è arrivata dall'elettorato del centrodestra, dal Pdl e non solo. Appunto, si è realizzato l'obiettivo di allargare la base elettorale. lo credo ci sia un potenziale enorme. Del resto i sondaggi ci dicono che i due terzi della popolazione del Nord si sente oppressa dallo stato centralista. Dobbiamo intercettare queste persone, dobbiamo trovare una veste compatibile». In Veneto, e non solo, i consensi del Carroccio sono calati. Si è dato una spiegazione? «Il calo che si è registrato in Veneto è proporzionale a quello registrato nelle altre regioni. Si è salvata la Lombardia grazie a Maroni che con la sua candidatura ha permesso alla Lega di spiegare meglio il proprio progetto. Di fronte alla crisi che colpisce tutti, gli imprenditori e i cittadini ci hanno punito per la mancata realizzazione del federalismo. E ovviamente hanno pesato tantissimo gli scandali dei mesi scorsi. Ma paradossalmente è andata meno peggio dell'anno scorso quando i ballottaggi ci avevano decimato». Molti consensi sono andati a Grillo. Cosa pensa ne farà oggi l'ex comico? «Dubito molto che Grillo voglia condividere una qualsiasi esperienza di governo perché per quella che è stata la sua impostazione, credo che non abbia nessuna intenzione di governare». La Lega recupererà i consensi andati a Grillo? «Dipenderà da due fattori. Se la Macroregione sarà forte, se si dà concretezza a questo progetto e riusciremo a tenere i soldi sul territorio la protesta sparirà. Inoltre Grillo ha usato slogan accattivanti ma gli elettori capiranno che non si possono tradurre in realtà. Molto dipenderà dalla Lega e dalla sua capacità di mantenere le promesse». Si candiderà a segretario federale? «Se lunedì al Consiglio federale Maroni ribadirà l'intenzione di indire il congresso per cambiare e nominare un nuovo segretario federale, spero e credo che all'unanimità il Consiglio federale gli chiederà di guidare ancora il movimento». Lo scontro Zaia -Tosi andrà avanti ancora? «C'è stata una settimana di dibattito e di sfogo postelettorale, che ci sta ma poi si supera. Da parte mia con Luca Zaia non c'è mai stato alcun problema, né prima né adesso, mai». Avete appena fatto un consiglio nazionale della Liga Veneta. Mi conferma la richiesta di espulsione per il consigliere regionale Santino Bozza che ha chiesto ai militanti di votare per il Pd? «Sì, con 17 voti favorevoli, 3 astenuti e nessun contrario».

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