“Paolo Guido Bassi”
“La Padania 07.03.2013”
«E ora al
lavoro per la nostra Lombardia". Roberto Maroni, sostituendo
l'immagine di copertina, l'ha scritto anche sulla sua pagina Facebook. E infatti, i "lavori in
corso" per la formazione del nuovo governo della Regione, sono proseguiti intensi
anche ieri con una serie di riunioni in
via Bellerio alle quali hanno partecipato fra gli altri, il segretario nazionale
lombardo, Matteo Salvini e
l'assessore al Bilancio in pectore, Massimo Garavaglia. Confermata l'intenzione
di dare vita ad un Esecutivo regionale più
snello rispetto al passato, con meno assessori e con il dimezzamento dei
sottosegretari. Oggi invece, il
neogovernatore tornerà a palazzo Lombardia per continuare i suoi incontri con i
dirigenti, mentre domani sarà impegnato in
una riunione con tutti gli eletti della lista "Maroni Presidente".
«Si tratta di un incontro conoscitivo e organizzativo
voluto dal presidente per darci l'opportunità di conoscerci ancora meglio e di
conoscere la struttura dove andremo a
operare, in modo tale da iniziare al più presto a lavorare per l'attuazione del
programma», ha spiegato Stefano Bruno
Galli, promotore e coordinatore della formazione che ha appoggiato la corsa
del segretario del Carroccio al Pirellone e che incassando oltre il 10 per cento è
diventata il quarto gruppo al Pirellone per consiglieri eletti. «In questo
momento in politica
c'è molta sete di società civile - ha aggiunto - e il risultato ottenuto dalla
civica lo conferma.
Per questo motivo, per noi adesso è fondamentale non solo lavorare al meglio per il governo della Lombardia, ma anche portare avanti il progetto della lista "Maroni Presidente": un progetto serio e concreto che può essere esteso anche in altre realtà amministrative e che ci differenza della maggior parte delle civiche nate esclusivamente per conseguire un risultato elettorale e poi dissolversi». Sul fronte dell'opposizione anche la futura minoranza cerca di riorganizzarsi dopo la batosta elettorale. Umberto Ambrosoli sembra voler scimmiottare Pierluigi Bersani e come primo atto da leader della minoranza ha avviato il corteggiamento degli eletti cinque stelle ai quali ha già chiesto un incontro. L'avvocato milanese incontrerà? Nei prossimi giorni i 20 consiglieri regionali lombardi eletti dalla coalizione di centrosinistra con l'obiettivo di stabilire una strategia comune all'intera opposizione, grillini compresi appunto. Non si sa come sia stata recepita dai sodali di Beppe Grillo la mano tesa da Ambrosoli, visto che per tutta la campagna elettorale lo schieramento progressista ha cercato di recuperare consensi chiedendo più o meno apertamente agli elettori del comico genovese di non dare il loro voto alla candidata grillina in Lombardia, considerata non all'altezza di impensierire Maroni. Tutta l'opposizione, secondo Ambrosoli, «potrà? assumere la responsabilità? di proporre soluzioni unitarie, di vigilare assieme e di porsi come punto di riferimento per un'autentica rigenerazione della politica anche a livello nazionale». Fra i temi che potrebbero essere oggetto di una piattaforma comune: la democrazia partecipativa, l'abbattimento dei costi della politica, le politiche di contrasto a Ile infiltrazioni mafiose, le tematiche della mobilità? e della sostenibilità? ambientale.
Per questo motivo, per noi adesso è fondamentale non solo lavorare al meglio per il governo della Lombardia, ma anche portare avanti il progetto della lista "Maroni Presidente": un progetto serio e concreto che può essere esteso anche in altre realtà amministrative e che ci differenza della maggior parte delle civiche nate esclusivamente per conseguire un risultato elettorale e poi dissolversi». Sul fronte dell'opposizione anche la futura minoranza cerca di riorganizzarsi dopo la batosta elettorale. Umberto Ambrosoli sembra voler scimmiottare Pierluigi Bersani e come primo atto da leader della minoranza ha avviato il corteggiamento degli eletti cinque stelle ai quali ha già chiesto un incontro. L'avvocato milanese incontrerà? Nei prossimi giorni i 20 consiglieri regionali lombardi eletti dalla coalizione di centrosinistra con l'obiettivo di stabilire una strategia comune all'intera opposizione, grillini compresi appunto. Non si sa come sia stata recepita dai sodali di Beppe Grillo la mano tesa da Ambrosoli, visto che per tutta la campagna elettorale lo schieramento progressista ha cercato di recuperare consensi chiedendo più o meno apertamente agli elettori del comico genovese di non dare il loro voto alla candidata grillina in Lombardia, considerata non all'altezza di impensierire Maroni. Tutta l'opposizione, secondo Ambrosoli, «potrà? assumere la responsabilità? di proporre soluzioni unitarie, di vigilare assieme e di porsi come punto di riferimento per un'autentica rigenerazione della politica anche a livello nazionale». Fra i temi che potrebbero essere oggetto di una piattaforma comune: la democrazia partecipativa, l'abbattimento dei costi della politica, le politiche di contrasto a Ile infiltrazioni mafiose, le tematiche della mobilità? e della sostenibilità? ambientale.

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