“Simone Boiocchi”
“La Padania 15.03.2013”
Solo Beppe Grillo
riesce ancora a ridere. E così, mentre il comico genovese che sceglie sempre e
solo la stampa straniera per parlare, viene
indicato dal der Spiegel
come "l'uomo più pericoloso"
d' Europa, i suoi "grillini" sbarcano alle Camere nella confusione
più totale. Confusione sì, ma con una certezza: se taglio degli stipendi deve
essere, almeno !asciateci il rimborso.
Che, comprendendo, viaggi, pernottamenti, telefoni, pranzi, cene e magari
abiti, giacche e cravatte equivale di fatto
a mantenere il tutto com'era prima. Ma almeno, a parole, ci si fa bella figura... Quanto al resto il Movimento 5 stelle sceglie la linea dura e pura. O così dice, forse,
per nascondere altro. Quello che parrebbe certo è che nella
Giunta delle elezioni e delle immunità
parlamentari i senatori del Movimento 5 stelle voteranno per l'ineleggibilità «di
tutti i condannati, anche in primo grado, così come contemplato nelle nostre
proposte». Parole del capogruppo al Senato Vito Crimi che ha aggiunto: «Sull'ineleggibilità
di Silvio Berlusconi ci siamo già espressi con chiarezza.
Voteremo contro la sua elezione». Sempre Crimi si è poi lanciato in un'interpretazione della norma e dei regolamenti che di fatto rischia determinare un vero e proprio caos istituzionale. Secondo il futuro capogruppo del M5S al Senato, infatti, il «Parlamento governante può approvare le leggi (non solo decreti-legge e ratifiche) senza un governo nella pienezza dei poteri». Saltato, invece, l'incontro inizialmente previsto per ieri sera e poi spostato a questa mattina con il Pd (a proposito del quale Grillo ha postato su twitter un commento chiaro: «È meglio un salto nel buio che un suicidio intellettualmente assistito»), i due gruppi grillini di Camera e Senato si sono radunati per presentare i loro candidati presidenti per i due rami del Parlamento. Si tratta di Roberto Fico (Camera) e di Luis Alberto Orellana (Senato). Indicazioni che lasciano perplessi. Roberto Fico, infatti, volto storico del Movimento 5 Stelle è stato già candidato alla presidenza della Regione Campania, e in corsa poi per il consiglio comunale di Napoli. Insomma, non proprio una new entry per un movimento che si propone come rinnovatore. Orellana sembra dimenticare, invece, che sta parlando della seconda carica dello Stato e senza fair play istituzionale commenta: «Sono stato eletto al Senato, in Lombardia, mi sono candidato e penso di poter svolgere questo ruolo in maniera migliore rispetto a quello che siamo stati abituati» a vedere in passato. Intanto, per la prima volta è la piazza a ribellarsi contro il movimento che proprio della piazza e della partecipazione popolare ha fatto la sua bandiera. Oltre 150 dipendenti comunali di Parma hanno manifestato contro il sindaco grillino Federico Pizzarotti per il taglio delle indennità che non assomiglia a un taglio agli sprechi. Chi di piazza colpisce...
Voteremo contro la sua elezione». Sempre Crimi si è poi lanciato in un'interpretazione della norma e dei regolamenti che di fatto rischia determinare un vero e proprio caos istituzionale. Secondo il futuro capogruppo del M5S al Senato, infatti, il «Parlamento governante può approvare le leggi (non solo decreti-legge e ratifiche) senza un governo nella pienezza dei poteri». Saltato, invece, l'incontro inizialmente previsto per ieri sera e poi spostato a questa mattina con il Pd (a proposito del quale Grillo ha postato su twitter un commento chiaro: «È meglio un salto nel buio che un suicidio intellettualmente assistito»), i due gruppi grillini di Camera e Senato si sono radunati per presentare i loro candidati presidenti per i due rami del Parlamento. Si tratta di Roberto Fico (Camera) e di Luis Alberto Orellana (Senato). Indicazioni che lasciano perplessi. Roberto Fico, infatti, volto storico del Movimento 5 Stelle è stato già candidato alla presidenza della Regione Campania, e in corsa poi per il consiglio comunale di Napoli. Insomma, non proprio una new entry per un movimento che si propone come rinnovatore. Orellana sembra dimenticare, invece, che sta parlando della seconda carica dello Stato e senza fair play istituzionale commenta: «Sono stato eletto al Senato, in Lombardia, mi sono candidato e penso di poter svolgere questo ruolo in maniera migliore rispetto a quello che siamo stati abituati» a vedere in passato. Intanto, per la prima volta è la piazza a ribellarsi contro il movimento che proprio della piazza e della partecipazione popolare ha fatto la sua bandiera. Oltre 150 dipendenti comunali di Parma hanno manifestato contro il sindaco grillino Federico Pizzarotti per il taglio delle indennità che non assomiglia a un taglio agli sprechi. Chi di piazza colpisce...

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