“Fabrizio Carcano”
“La Padania 15.03.2013”
L'ultimo appello al buon senso. L’ultimo
appello per evitare di andare a schiantarsi contro un muro. E trascinare il
Paese verso il disastro. Roberto Calderoli - al termine di una giornata di
vorticosi contatti e incontri tra i vari partiti, tra cu i un confronto a Palazzo Madama tra una delegazione
del Pd e una leghista formata dallo stesso Calderoli e dai neo capigruppo Giancarlo Giorgetti e Massimo Bitonci - si
rivolge direttamente al Partito Democratico per chiedere ragionevolezza alla vigilia delle delicatissime e aleatorie
votazioni dei presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della
Repubblica. Il primo vero banco di prova
in vista di un possibile dialogo, che si prevede comunque in sa lita, per il varo
di un Governo che possa governare davvero e dare quelle
risposte di cui il Paese, le famiglie e le imprese hanno bisogno subito. Risposte
urgenti, pensando alle emergenze
indicate in questi giorni dalle Regioni, come quella sulla cassa integrazione
in deroga segna lata dal neo governatore lombardo Roberto Maroni. O come
il patto di stabilità che sta strozzando gli enti locali, ora in rivolta. O il
ritardo nei pagamenti alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni.
«Se prima ci si lamentava dei teatrini della politica - ha fatto notare Calderoli a fine giornata - ora siamo vicini alla farsa, una farsa destinata a portare non solo la politica ma l'intero Paese, a sbattere contro un muro e questo non lo possiamo accettare. Non possiamo accettare che le famiglie e le imprese del Nord debbano pagare il conto di tutto questo. Per cui ora la si smetta con le farse, perché c'è persino il rischio che non possa insediarsi il Senato e se mai accadesse una politica di questo genere, una politica che non è in grado di esprimere neppure un presidente del Senato, ci trascinerebbe verso un baratro, persino peggiore a quello della Grecia o a quello dell'Argentina di dieci anni fa, trascinandoci, considerando il nostro debito pubblico, verso una liquidazione fallimentare del Paese. E la Lega Nord alle farse o ai giochini della politica non ci sta, perché poi il conto lo pagano le famiglie e le imprese». Da qui la proposta leghista al buon senso, che passa attraverso un dialogo politico e istituzionale tra le coalizioni. Un appello rivolto al centrosinistra che continua a non voler tendere una mano al 'detestato' centrodestra risultato secondo alle urne per soli 124mila voti di scarto. «Considerato i l risultato elettorale - sottolinea Calderoli - il Pd riconosca al Pdl la presidenza della Camera, rivendichino per loro quella del Senato, dove Anna Finocchiaro è un candidato eccellente, e poi faccia ripartire il dialogo per l'individuazione di un presidente della Repubblica senza una tessera in tasca e il confronto per un Governo che realizzi tutto quello che tutte le coalizioni hanno inserito nel loro programma elettorale ovvero le misure per l'emergenza economica, per l'occupazione per il sostegno alle famiglie e alle imprese in crisi, e le riforme costituzionali su cu i tutti si dicono d'accordo». Un messaggio chiaro per chi ha orecchie buone per intendere. «Solo così - è la conclusione di Calderoli – ritornerà la politica e se torna la politica la Lega c'è ed è pronta a discutere di tutto e con chiunque».
«Se prima ci si lamentava dei teatrini della politica - ha fatto notare Calderoli a fine giornata - ora siamo vicini alla farsa, una farsa destinata a portare non solo la politica ma l'intero Paese, a sbattere contro un muro e questo non lo possiamo accettare. Non possiamo accettare che le famiglie e le imprese del Nord debbano pagare il conto di tutto questo. Per cui ora la si smetta con le farse, perché c'è persino il rischio che non possa insediarsi il Senato e se mai accadesse una politica di questo genere, una politica che non è in grado di esprimere neppure un presidente del Senato, ci trascinerebbe verso un baratro, persino peggiore a quello della Grecia o a quello dell'Argentina di dieci anni fa, trascinandoci, considerando il nostro debito pubblico, verso una liquidazione fallimentare del Paese. E la Lega Nord alle farse o ai giochini della politica non ci sta, perché poi il conto lo pagano le famiglie e le imprese». Da qui la proposta leghista al buon senso, che passa attraverso un dialogo politico e istituzionale tra le coalizioni. Un appello rivolto al centrosinistra che continua a non voler tendere una mano al 'detestato' centrodestra risultato secondo alle urne per soli 124mila voti di scarto. «Considerato i l risultato elettorale - sottolinea Calderoli - il Pd riconosca al Pdl la presidenza della Camera, rivendichino per loro quella del Senato, dove Anna Finocchiaro è un candidato eccellente, e poi faccia ripartire il dialogo per l'individuazione di un presidente della Repubblica senza una tessera in tasca e il confronto per un Governo che realizzi tutto quello che tutte le coalizioni hanno inserito nel loro programma elettorale ovvero le misure per l'emergenza economica, per l'occupazione per il sostegno alle famiglie e alle imprese in crisi, e le riforme costituzionali su cu i tutti si dicono d'accordo». Un messaggio chiaro per chi ha orecchie buone per intendere. «Solo così - è la conclusione di Calderoli – ritornerà la politica e se torna la politica la Lega c'è ed è pronta a discutere di tutto e con chiunque».

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