“lindipendenza.com
28.03.2013”
I recenti eventi di Cipro hanno concretizzato la
minaccia del prelievo forzoso sui depositi dei clienti, per di più l’aliquota
di giorno in giorno cresce, è infatti passata dal 10% circa della prima ipotesi
fino al 30%, senza contare recenti voci secondo cui i prelievi che potrebbero
arrivare “fino al 40%”. In questa situazione c’è anche
chi approva tale iniziativa, chi giudica giusto far pagare i
debiti a chi ne è causa, ritenendone causa i Ciprioti e c’è chi ritiene iniquo
continuare ad addossare alla laboriosa Germania i
costi dei debiti altrui, dimenticando che anche l’Italia, leggasi Padania, sborserà 125 miliardi di euro che darà in dote
ai fondi di salvataggio europei. Poi c’è chi annusa
l’ingiustizia, ma sostiene comunque l’iniziativa perché alla
fine della fiera si colpiranno per lo più clienti russi che si vocifera abbiano
depositato soldi di provenienza non sempre lecita… insomma rubare ad un
presunto ladro sembra persino giusto. Infine ci sono i gonzi che
ritengono il furto perpetrato a Cipro un caso isolato e
particolarissimo, un qualcosa che non potrebbe mai ripetersi altrove… ah, ah,
ah!
Credo pertanto sia meglio chiarire bene cosa è successo a Cipro e far presente che il debito è delle banche cipriote, ovvero di società private di proprietà degli azionisti che lavorano prestando denaro che a loro volta ottengono emettono obbligazioni. A questo punto è logico aspettarsi che se la banca va male i primi a perderci siano i padroni della baracca, ovvero gli azionisti, poi è giusto che i secondi ad essere danneggiati siano coloro che hanno prestato soldi alla banca, ovvero quanti hanno comprato obbligazioni della medesima banca ben consapevoli di affrontare il rischio di un investimento finanziario. In tutto questo cosa c’entrano i correntisti? Insomma se domani fallisse la Banca Ruggeri, perché dovrebbero pagarne i debiti i correntisti Leonardo Facco e Gianluca Marchi? È bene chiarire che il correntista è di fatto un cliente della banca, una persona che non presta soldi alla banca, ma che li deposita sul conto e chiede alla banca di custodirglieli. Il conto corrente, così come il deposito titoli, che la banca ci offre è di fatto un servizio, prova ne sia che il conto corrente costa, vi è noto che la banca si fa pagare. Lo sapete tutti che, salvo eccezioni e sconti on line, il conto corrente ha un suo costo, così come il deposito titoli, così come la carta bancomat o la cassetta di sicurezza. Non vi dico nulla di nuovo se vi racconto che ogni volta in cui entrate in banca vi fanno pagare anche l’aria che respirate, basti pensare che alla mia banca se vuoi vedere i movimenti del conto devi pagare 1 euro, oppure se allo sportello prelevi meno di 500 euro devi pagare sempre 1 euro, assurdo, devi pagare persino per riavere i tuoi soldi!!! Lo ricordate il film con Troisi e Benigni? Chi siete? Dove andate? Cosa portate? 1 fiorino! Chi siete? Dove andate? Cosa portate? 1 fiorino! In questo contesto, mi ripeto, cosa c’entrano i correntisti, ovvero i clienti della banca? Perché devono pagare loro i debiti della banca? Cosa pensereste se domani la Tim o la Vodafone fossero vicine al fallimento e ripianassero i loro debiti azzerando il credito della vostra tessera sim? Se questa è la logica, da assalto alla diligenza, mi chiedo perché non abbiano deciso di trattenere anche parte del contenuto delle cassette di sicurezza che si trovano a Cipro: immaginiamoci ora i funzionari dell’Unione che col piede di porco o col flessibile scassinano una a una le cassette di sicurezza… che sia questa la prossima frontiera? C’è poi un genio olandese posto a capo dell’ambaradan economico dell’Unione che ha persino proposto di prendere a modello il caso Cipro per future ristrutturazioni del debito e questa improvvida dichiarazione, che in futuro farà fuggire capitali su capitali al primo bisbiglio, alla prima indiscrezione, è giunta dopo che un pozzo di scienza teutonico ha sostenuto che i depositi medi italiani sono belli consistenti, belli cicciottelli, quindi potrebbero ben sopportare razzie e ladrocini… insomma ci hanno già fatto i conti in tasca e ci hanno messo gli occhi addosso! Preoccupante… Né rassicura molto l’esenzione fino a 100.000 euro, infatti la salvaguardia dei depositi che non raggiungono tale cifra è stata a lungo in dubbio, perché un altro intelligentone alemanno ha detto che la garanzia fino a 100.000 euro è responsabilità di ogni singolo stato e se lo stato non può garantire, la garanzia non esiste… insomma per lui era da razziare ogni conto corrente quale che fosse la cifra. È poi preoccupante che il limite della ricchezza sia posto a 100.000 euro: davvero chi ha 100.001 euro è ricco? È giusto che chi ha un euro di più debba contribuire forzosamente, con un prelievo del 20%, 30%, ma anche “fino al 40%”? Nella mia città con 100.000 euro ci compri un trilocale da ristrutturare in periferia: è questa l’idea di ricchezza che muove la combriccola di intellettuali alla guida dell’Unione Europea? È questo il nostro “ricco” futuro europeo? Ma soprattutto non si avrà sempre a che fare con i ricchi russi sui cui patrimoni si vocifera, in buona parte dell’Unione Europea e soprattutto in Padania abitano per lo più delle brave persone, degli onesti lavoratori che si sono “arricchiti” con il sudore della fronte e i 100.001 euro sono spesso la fatica di generazioni di lavoro: basterà questo merito morale a salvarci da future razzie europeiste?
Credo pertanto sia meglio chiarire bene cosa è successo a Cipro e far presente che il debito è delle banche cipriote, ovvero di società private di proprietà degli azionisti che lavorano prestando denaro che a loro volta ottengono emettono obbligazioni. A questo punto è logico aspettarsi che se la banca va male i primi a perderci siano i padroni della baracca, ovvero gli azionisti, poi è giusto che i secondi ad essere danneggiati siano coloro che hanno prestato soldi alla banca, ovvero quanti hanno comprato obbligazioni della medesima banca ben consapevoli di affrontare il rischio di un investimento finanziario. In tutto questo cosa c’entrano i correntisti? Insomma se domani fallisse la Banca Ruggeri, perché dovrebbero pagarne i debiti i correntisti Leonardo Facco e Gianluca Marchi? È bene chiarire che il correntista è di fatto un cliente della banca, una persona che non presta soldi alla banca, ma che li deposita sul conto e chiede alla banca di custodirglieli. Il conto corrente, così come il deposito titoli, che la banca ci offre è di fatto un servizio, prova ne sia che il conto corrente costa, vi è noto che la banca si fa pagare. Lo sapete tutti che, salvo eccezioni e sconti on line, il conto corrente ha un suo costo, così come il deposito titoli, così come la carta bancomat o la cassetta di sicurezza. Non vi dico nulla di nuovo se vi racconto che ogni volta in cui entrate in banca vi fanno pagare anche l’aria che respirate, basti pensare che alla mia banca se vuoi vedere i movimenti del conto devi pagare 1 euro, oppure se allo sportello prelevi meno di 500 euro devi pagare sempre 1 euro, assurdo, devi pagare persino per riavere i tuoi soldi!!! Lo ricordate il film con Troisi e Benigni? Chi siete? Dove andate? Cosa portate? 1 fiorino! Chi siete? Dove andate? Cosa portate? 1 fiorino! In questo contesto, mi ripeto, cosa c’entrano i correntisti, ovvero i clienti della banca? Perché devono pagare loro i debiti della banca? Cosa pensereste se domani la Tim o la Vodafone fossero vicine al fallimento e ripianassero i loro debiti azzerando il credito della vostra tessera sim? Se questa è la logica, da assalto alla diligenza, mi chiedo perché non abbiano deciso di trattenere anche parte del contenuto delle cassette di sicurezza che si trovano a Cipro: immaginiamoci ora i funzionari dell’Unione che col piede di porco o col flessibile scassinano una a una le cassette di sicurezza… che sia questa la prossima frontiera? C’è poi un genio olandese posto a capo dell’ambaradan economico dell’Unione che ha persino proposto di prendere a modello il caso Cipro per future ristrutturazioni del debito e questa improvvida dichiarazione, che in futuro farà fuggire capitali su capitali al primo bisbiglio, alla prima indiscrezione, è giunta dopo che un pozzo di scienza teutonico ha sostenuto che i depositi medi italiani sono belli consistenti, belli cicciottelli, quindi potrebbero ben sopportare razzie e ladrocini… insomma ci hanno già fatto i conti in tasca e ci hanno messo gli occhi addosso! Preoccupante… Né rassicura molto l’esenzione fino a 100.000 euro, infatti la salvaguardia dei depositi che non raggiungono tale cifra è stata a lungo in dubbio, perché un altro intelligentone alemanno ha detto che la garanzia fino a 100.000 euro è responsabilità di ogni singolo stato e se lo stato non può garantire, la garanzia non esiste… insomma per lui era da razziare ogni conto corrente quale che fosse la cifra. È poi preoccupante che il limite della ricchezza sia posto a 100.000 euro: davvero chi ha 100.001 euro è ricco? È giusto che chi ha un euro di più debba contribuire forzosamente, con un prelievo del 20%, 30%, ma anche “fino al 40%”? Nella mia città con 100.000 euro ci compri un trilocale da ristrutturare in periferia: è questa l’idea di ricchezza che muove la combriccola di intellettuali alla guida dell’Unione Europea? È questo il nostro “ricco” futuro europeo? Ma soprattutto non si avrà sempre a che fare con i ricchi russi sui cui patrimoni si vocifera, in buona parte dell’Unione Europea e soprattutto in Padania abitano per lo più delle brave persone, degli onesti lavoratori che si sono “arricchiti” con il sudore della fronte e i 100.001 euro sono spesso la fatica di generazioni di lavoro: basterà questo merito morale a salvarci da future razzie europeiste?

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