“Simone
Girardin”
“La Padania 22.03.2013”
Di questi
signori non mi fido, le parole non bastano. La nostra battaglia deve
continuare: non è sufficiente che sblocchino i pagamenti alle imprese, dobbiamo
chiedere che vengano cambiate subito le regole del patto di stabilità». E' la provocazione lanciata da Attilio Fontana, sindaco
di Varese e presidente di Anci Lombardia, intervenendo all'iniziativa voluta dall'Anci
per fare pressing sul governo in vista di un provvedimento urgente che sblocchi
9-10 miliardi di pagamenti alle imprese. Fontana, molto soddisfatto della massiccia
presenza dei sindaci, si è detto però meravigliato, ed allo stesso tempo preoccupato, per il fatto che finalmente
sia arrivata una buona notizia per i Comuni (leggere pagina 4 con sblocco parziale dei fondi per pagare i fornitori della
pubblica amministrazione). «Dopo anni che ripetiamo le stesse cose ai governi di ogni coloro, tutti si sono accorti
che avevamo ragione. O non ci siamo spiegati bene, oppure - aggiunge il sindaco
di Varese - abbiamo a che fare con persone che hanno difficoltà a comprendere
cose che, persino noi poveri sindaci di campagna riusciamo ad afferrare
subito».
Per questo il presidente di Anci Lombardia invita i sindaci a proseguire nella lotta, «anche perché ci sono ancora troppe question i aperte, ad iniziare dalla Tares per proseguire con i tagli da 2,5 miliardi della spending review. Perché - conclude Fontana - il problema non sono solo i pagamenti ed il patto di stabilità». «Sul superamento del Patto di stabilità siamo ai calci di rigore». E' invece il commento del Presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, all'ipotesi di un decreto per attenuare gli effetti del blocco della tesoreria. «O il Consiglio dei Ministri - prosegue Zaia -, piuttosto che preoccuparsi delle poltrone su cui andrà a sedersi prossimamente il premier, dà una rapida risposta ai sindaci, ai presidenti delle Province e delle Regioni che in blocco e senza eccezioni chiedono di liberare i soldi sequestrati dal Governo per dare ossigeno alle economie, oppure credo siano inevitabili azioni di forza collettive. Così non si può andare avanti, bisogna liberare le risorse bloccate e farle tornare sul territorio». Nella sostanza il governo in queste ultime ore si è impegnato formalmente a un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibili. Prevista anche l'esclusione del Patto di stabilità delle Regioni dei pagamenti effettuati in favore degli Enti locali sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di Comuni e province e l'istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità agli Enti territoriali (Regioni ed Enti Locali), con obbligo di restituzione in un arco temporale certo e sostenibile. Soddisfatta I'Upi che però chiede rapidità e certezze: «Il governo finalmente ha voluto ascoltare le ragioni di Comuni e Province. Adesso il Parlamento consideri questo tema come la priorità assoluta e avvii subito i lavori per arrivare ad una approvazione rapida delle misure per liberare le risorse bloccate dal patto di stabilità». Per il presidente Antonio Saitta liberare 20 miliardi per il 2013 e 20 per il 2014 -significa realizzare la prima vera manovra economica di sviluppo per il Paese, dopo anni di manovre regressive».
Per questo il presidente di Anci Lombardia invita i sindaci a proseguire nella lotta, «anche perché ci sono ancora troppe question i aperte, ad iniziare dalla Tares per proseguire con i tagli da 2,5 miliardi della spending review. Perché - conclude Fontana - il problema non sono solo i pagamenti ed il patto di stabilità». «Sul superamento del Patto di stabilità siamo ai calci di rigore». E' invece il commento del Presidente della Giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, all'ipotesi di un decreto per attenuare gli effetti del blocco della tesoreria. «O il Consiglio dei Ministri - prosegue Zaia -, piuttosto che preoccuparsi delle poltrone su cui andrà a sedersi prossimamente il premier, dà una rapida risposta ai sindaci, ai presidenti delle Province e delle Regioni che in blocco e senza eccezioni chiedono di liberare i soldi sequestrati dal Governo per dare ossigeno alle economie, oppure credo siano inevitabili azioni di forza collettive. Così non si può andare avanti, bisogna liberare le risorse bloccate e farle tornare sul territorio». Nella sostanza il governo in queste ultime ore si è impegnato formalmente a un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibili. Prevista anche l'esclusione del Patto di stabilità delle Regioni dei pagamenti effettuati in favore degli Enti locali sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di Comuni e province e l'istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità agli Enti territoriali (Regioni ed Enti Locali), con obbligo di restituzione in un arco temporale certo e sostenibile. Soddisfatta I'Upi che però chiede rapidità e certezze: «Il governo finalmente ha voluto ascoltare le ragioni di Comuni e Province. Adesso il Parlamento consideri questo tema come la priorità assoluta e avvii subito i lavori per arrivare ad una approvazione rapida delle misure per liberare le risorse bloccate dal patto di stabilità». Per il presidente Antonio Saitta liberare 20 miliardi per il 2013 e 20 per il 2014 -significa realizzare la prima vera manovra economica di sviluppo per il Paese, dopo anni di manovre regressive».

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