venerdì 1 febbraio 2013

MORALMENTE PEGGIORI La sinistra giustizialista è tutta un mangiabevi


“La Padania 01.02.2013”

Ora che li hanno presi con le mani nel vasetto della Nutella, i compagni dell'opposizione sembrano ancora più rossi di prima. Un po' di vergogna, in effetti, è doverosa per chi non aveva avuto scrupoli nel condannare in blocco i consiglieri di Lega e Pdl finiti sotto la lente d' ingrandimento della procura per i rimborsi spese chiesti al Pirellone. Certo, non tutte le richieste  apparivano ortodosse e giustificabili e ce n'erano alcune di francamente imbarazzanti. Ma quando si allestisce il grande tritacarne mediatico-giudiziario, chissà perché, accade che tutti vengono dichiarati colpevoli "a prescindere" e nella stessa misura. Un bel guaio se intanto si è impegnati in una campagna elettorale... Così ora ci rasserena constatare come la giustizia abbia rispettato la "par condicio", ponendo sul banco degli imputati i lapidatori di allora affinché anche la loro (autocertificata) superiorità morale venga accertata prima dell'apertura delle urne. Complimenti dunque alla Procura per avere dimostrato che non esistono "due pesi e due misure" di fronte alla legge. Ma anche per averci regalato qualche nuova perla sui nostri  impareggiabili amministratori... Infatti, dopo avere scoperto le indecenze messe a rimborso dal centrodestra lombardo (un campionario di mostruosità che spazia dagli aperitivi in alberghi di lusso fino alle bevande energetiche passando per videogiochi, cioccolatini ed imprescindibili testi di formazione politica come "Mignottocrazia") e dopo la lingerie messa a rimborso dalle belle consigliere liguri dell'Idv, ecco che finalmente possiamo tornare a stropicciare i gli occhi vedendo che cosa hanno reputato di mettere a carico dei cittadini i signori della sinistra lombarda.
Prima però partiamo dai numeri, dal  momento che i consiglieri d'opposizione iscritti nel registro degli indagati sono ben 29. Tra loro figurano i cinque capigruppo di  Pd, Luca Gaffuri, di Sel, Chiara Cremonesi, dell'Idv, Stefano Zamponi, dell'Udc, Gianmarco Quadrini, e dei Pensionati, Elisabetta Fatuzzo. Ma se l'ammontare complessivo degli scontrini presentati dall'opposizione - come da giorni strombazzano  in coro i giornali amici - risulta inferiore alla cifra totalizzata dai gruppi di maggioranza, non si può certo dire che la fantasia e la sfrontatezza siano inferiori. Sarà abbastanza interessante, ad esempio, vedere come il consigliere Pd Carlo Spreafico giustificherà ai magistrati il fatto di essersi fatto rimborsare un vasetto di Nutella del valore di 2 euro e 70. O ancora un ombrello portatile da 9 euro e 40, l'iscrizione all'ordine dei giornalisti (101 euro), un corso di inglese in dvd (146 euro), due quadri del pittore lecchese Romano Tojani (4mila euro), una videocamera da 1.058, una fotocamera da 953, una tv e, dulcis in fundo, il dvd di «Hercules». Tutte spese funzionali all'attività istituzionale? Lo stabiliranno i magistrati. Che dovranno anche  capire se fosse ammissibile per il consigliere Pd Antonio Viotto ottenere un rimborso da 616 euro per «servizi svolti in  occasione della manifestazione "degeneration party"» o per il collega di partito Alessandro Alfieri presentare una nota da  1.600 euro per gli 80 coperti pagati il 19 dicembre 2010 al ristorante Orchidea di Varese. La lista della spesa dei democrats,  tuttavia, è ancora lunga. Basti dire, in sintesi, che all'ex rottamatore Giuseppe Civati (il quale promette: «in caso di condanna mi ritirerò dalla politica») viene contestata, sul quadriennio 2008- 2012, una somma complessiva di 3.145,99 euro. 6.047 euro vengono invece contestati a Franco Mirabelli, 8.874 a Francesco Prina, 3.455 a Carlo Porcari. Al capogruppo Gaffuri, convocato in procura il 4 febbraio prossimo, vengono contestati, sempre nel quadriennio, 22 mila euro di spese ritenute  «estranee all'espletamento del mandato ». Tra queste un conto da 1.250 euro per un pranzo in un agriturismo con 50 persone e «4 Roxanne, 2 Weiss, 2 patatine fritte ed una piadina» consumati al Birrificio di Como l'11 maggio 2009. Non se la cavano male nemmeno negli altri gruppi minori. A Sel, ad esempio, vengono contestati 114 mila euro spesi tra il 2010 e il 2012. Nella lista delle spese figurano cose piuttosto curiose come il master "vincere le elezioni" del valore di 59 euro (se funziona, ne converrete, un vero affare!), una piantina floreale da 5 kg (30 euro) e un ramo d'orchidea da 25 euro, più numerose ricevute di taxi e tanti biglietti di treni, aerei e tram per gli spostamenti. «Ci è stato contestato sostanzialmente l'intero bilancio del  gruppo consiliare - ammette la capogruppo Cremonesi-, dagli abbonamenti al Corriere della Sera, alla Repubblica e a Radio Popolare fino a materiali come carta, penne e cartucce per stampanti, materiale divulgativo della nostra attività e i rimborsi per vitto o trasporti ai nostri collaboratori volontari». Tutti da condannare sulla (s)fiducia? Naturalmente no. Molte delle  spese prese in esame saranno certamente ammissibili, altre magari risulteranno ammissibili ma discutibili o inopportune e qualcuna, infine, risulterà illecita e sanzionabile. Questo è quello che tocca stabilire alla magistratura. Quel che tutti quanti possiamo già oggi rilevare senza tema di sostituirei ai giudici, però, è che tutti i consiglieri d'opposizione indagati stanno rivendicando la propria innocenza e correttezza, proclamandosi sicuri di riuscire a dimostrare la legittimità del proprio  operato. Oibò! Esattamente quello che dicevano i consiglieri indagati del centrodestra mentre i loro colleghi di sinistra,  bruciando sul tempo le corti civili e penali, li avevano già condannati. In sede morale.

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