“Andrea Ballarin”
“La Padania 07.02.2013”
Sento
qualcuno, anche nel Veneto, che dice votiamo Lega alla Camera e al Senato votiamo
Pd. È una stupidaggine immensa, non è solo
sbagliata, è una stupidaggine incredibile. Bisogna votare la Lega, i leghisti
votano Lega, punto e basta». Umberto Bossi dai microfoni di Radio
Padania Libera bacchetta duramente quei pochi che nel Carroccio starebbero alimentando
dissapori interni per fini del tutto personali. li presidente federale della
Lega Nord è tornato a chiacchierare con gli ascoltatori di Rpl dopo un breve periodo
di assenza affrontando, così, temi scottanti dell'attualità politica, dai nodi
delle alleanze, passando per le promesse elettorali dei candidati al rapporto
con il Pdl e Berlusconi e censurando l'atteggiamento del presidente della
Repubblica nell'apertura della crisi di governo che il 16 novembre 2011 portò Monti
alla guida di Palazzo Chigi. Ma è soprattutto sulle "questioni
interne" leghiste che ha usato parole molto dure. «Bossiani e maroniani? -
si è chiesto il presidente federale -È solo gente che vuole il posto, che si schiera
dietro uno o dietro l'altro nel tentativo di garantirsi il posto. Non votare
Lega sarebbe un errore imperdonabile. Sia alla Camera che al Senato si vota
Lega se si vuole che il sogno e la possibilità di avere la libertà al Nord vada
avanti». Parlando di politica nazionale, severo il giudizio su Napolitano: «Ne
penso tutto il male possibile - ha detto Bossi - dopo che non ha rispettato la
Costituzione e ha fatto crollare un governo regolarmente in carica.
Ha preso la palla al balzo del polverone sullo spread e ha colpito Berlusconi e l'ha mandato via, dimenticando che aveva mantenuto per tre anni il differenziale fermo a 113». Stesso giudizio sul capo del governo uscente: «Monti ha una politica chiara – ha spiegato Bossi - quella di aumentare gli utili dello Stato per poter andare avanti con l'assistenzialismo. Napolitano cercava un presidente del Consiglio che tassasse e ritassasse il nord. Questo è quello che è avvenuto».
Ha preso la palla al balzo del polverone sullo spread e ha colpito Berlusconi e l'ha mandato via, dimenticando che aveva mantenuto per tre anni il differenziale fermo a 113». Stesso giudizio sul capo del governo uscente: «Monti ha una politica chiara – ha spiegato Bossi - quella di aumentare gli utili dello Stato per poter andare avanti con l'assistenzialismo. Napolitano cercava un presidente del Consiglio che tassasse e ritassasse il nord. Questo è quello che è avvenuto».

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