giovedì 7 febbraio 2013

Bossiani e maroniani? «Sciocchi che mirano solamente al posto»


“Andrea Ballarin”
“La Padania 07.02.2013”

Sento qualcuno, anche nel Veneto, che dice votiamo Lega alla Camera e al Senato votiamo Pd. È una stupidaggine  immensa, non è solo sbagliata, è una stupidaggine incredibile. Bisogna votare la Lega, i leghisti votano Lega, punto e basta». Umberto Bossi dai microfoni di Radio Padania Libera bacchetta duramente quei pochi che nel Carroccio starebbero alimentando dissapori interni per fini del tutto personali. li presidente federale della Lega Nord è tornato a chiacchierare con gli ascoltatori di Rpl dopo un breve periodo di assenza affrontando, così, temi scottanti dell'attualità politica, dai nodi delle alleanze, passando per le promesse elettorali dei candidati al rapporto con il Pdl e Berlusconi e censurando l'atteggiamento del presidente della Repubblica nell'apertura della crisi di governo che il 16 novembre 2011 portò Monti alla guida di Palazzo Chigi. Ma è soprattutto sulle "questioni interne" leghiste che ha usato parole molto dure. «Bossiani e maroniani? - si è chiesto il presidente federale -È solo gente che vuole il posto, che si schiera dietro uno o dietro l'altro nel tentativo di garantirsi il posto. Non votare Lega sarebbe un errore imperdonabile. Sia alla Camera che al Senato si vota Lega se si vuole che il sogno e la possibilità di avere la libertà al Nord vada avanti». Parlando di politica nazionale, severo il giudizio su Napolitano: «Ne penso tutto il male possibile - ha detto Bossi - dopo che non ha rispettato la Costituzione e ha fatto crollare un governo regolarmente in carica.
Ha preso la palla al balzo del polverone sullo spread e ha colpito  Berlusconi e l'ha mandato via, dimenticando che aveva mantenuto per tre anni il differenziale fermo a 113». Stesso giudizio sul capo del governo uscente: «Monti ha una politica chiara – ha spiegato Bossi - quella di aumentare gli utili dello Stato per poter andare avanti con l'assistenzialismo. Napolitano cercava un presidente del Consiglio che tassasse e ritassasse il nord. Questo è quello che è avvenuto».

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