giovedì 7 febbraio 2013

Con quei 16 miliardi in Regione i sindaci potrebbero finalmente lavorare


“Elisabetta Colombo”
“La Padania 07.02.2013”

Di questo passo, le nostre città sono destinate a sbriciolarsi», il sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia, Attilio Fontana, disegna così lo scenario dei comuni costretti ormai a tagliare proprio su tutto: servizi, cultura, strade, verde... e tutto il resto. E per dare un segnale si taglia la stipendio. Un gesto simbolico, perché? «Abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro perché noi siamo dalla parte dei cittadini, quelli sui quali ricadono le conseguenze dei trasferimenti sempre più ridotti all'osso, del Patto di stabilità, dell'Imu. Certo, non s i tratta di grandi cifre, ma vogliamo dare il buon esempio. Ho lanciato l'altro ieri quest'idea e tutti gli assessori mi hanno dato verbalmente la loro adesione: martedì il  provvedimento sarà ufficialmente approvato dalla giunta» A proposito di Imu, cosa pensa di una possibile restituzione dei soldi ai cittadini? «Penso semplicemente che un 'eventuale restituzione degli introiti della tassa sulla prima casa dovrebbe  essere fatta dallo Stato e non certamente dai Comuni. Si tratta di una proposta a livello di governo e quindi lo Stato se ne farà carico. A meno che lo Stato non trasferisca agli enti locali la stessa cifra.
Insomma, che si tratti di restituire l'Imu già pagata o di togliere la tassa dal prossimo anno, la soluzione va trovata a livello centrale. Noi non possiamo più fare altro». Quale sarebbe, secondo lei, la soluzione? «Tagliare gli sprechi! In questo Paese il vero problema sono gli sprechi, ma il  governo tecnico non se ne è minimamente occupato, non li ha proprio sfiorati. Però ha imposto nuove tasse e tagliato  ulteriormente le risorse dei comuni che, per sopravvivere, devono aumentare le tariffe. La strada da seguire è quella degli sprechi: ce ne sono davvero tanti e c'è la concreta possibilità di migliorare le cose» Da gennaio gli enti locali hanno un altro problema, quello di pagare i loro fornitori entro tempi certi e stabiliti, cioè 30 giorni. Come è possibile? «Infatti, non è possibile perché la norma è in chiaro conflitto con il Patto di Stabilità. Quindi il comune deve necessariamente trasgredire una delle due norme. Per non parlare del fatto che è impensabile dire che potrò pagare, per esempio, a fine lavori perché il patto di stabilità evolve, in base ai complicati parametri che lo costituiscono, e quindi non posso sapere come sarà la situazione. Un'altra bella trovata del governo tecnico. E' facile dire: "dovete pagare a 30 giorni" e non preoccuparsi delle conseguenze. Devo pensare che non si siano accorti della conflittualità tra le due norme?» Il Patto di stabilità è comunque un problema che investe tutti le amministrazioni comunali, di ogni colore politico, questo è d'aiuto per farsi sentire? «Abbiamo fatto le nostre proteste, abbiamo sollecitato continuamente il governo Monti, ma la politica non dà riscontro ai comuni perché è facile aggredire i più deboli, quelli che ogni giorno ci devono mettere la faccia e devono trovare una  soluzione per evitare di "sbriciolarsi", mentre qualcuno ha il coraggio di dirci che non c'è programmazione. Ma quale programmazione è possibile in queste condizioni? Qui a Varese siamo già fortunati: per quanto riguarda l'Imu abbiamo una delle aliquote più basse». Con la vittoria di Maroni in Lombardia e la possibilità di trattenere il 75% delle tasse come  potrebbero migliorare le cose? «Se riuscissimo a trattenerci 16 miliardi, credo che una parte potrebbe proprio essere  destinata ai comuni: così i sindaci potrebbero fare il lavoro. Semplicemente. Perché nelle condizioni attuali non possono farlo. E la cosa ancor più grave è che sono i comuni virtuosi a pagare il prezzo più alto: quando sento dire che il comune di Napoli ha un debito di 1 miliardo e 800 milioni mi sento preso in giro due volte. E il governo tecnico cosa ha fatto? Ha ridotto di altri 2 miliardi 250 milioni i trasferimenti agli enti locali e contemporaneamente ha istituito un fondo di 2 miliardi  per i comuni in dissesto. Non bisogna smettere di ricordarlo: una vergogna, una vergogna che premia i cialtroni, quelli che hanno sperperato e che continuano a sprecare» E siamo ritornati agli sprechi ... Il federalismo fiscale prevedeva proprio questo; sei in dissesto? Non ti sa i gestire? Hai un debito? Te lo copri. In questo modo anche i cittadini capirebbero chi merita di governare una città e chi no». Che Monti avesse peggiorato le cose lo sapevamo già, ma ora bisogna voltare pagina e fare un po' di ordine tra Patto di stabilità, Imu, spese e trasferimenti. Certo, con 16 miliardi in più... sarebbe  proprio un'altra musica.

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