“Simone Girardin”
“La Padania 12.02.2013”
Le crociate anti-Lega sono partite. Il terrore
che Roberto Maroni possa vincere in Lombardia, come la coalizione di
centrodestra alle Politiche, inizia a far tremare anche certi filantropi e
giornalisti fino all'latro giorno nascosti dietro il cespuglio. Non bastavano i
vari Bersani e Ambrosoli a supplicare i montiani Lombardi di procedere a fine mese
con il voto disgiunto (povero Albertini ... ), ora il Carroccio deve fare i
conti con le rappresaglie di alcuni imprenditori politica mente schierati. Dall'altra
parte, sia chiaro. E' il caso, piuttosto irriverente, di Oscar Farinetti, ex
numero uno di Unieuro («L'ottimismo è il profumo della vita», ve la ricordate
la pubblicità ... ) oggi patron di Eataly, catena alimentare specializzata nel
le prelibatezze italiane, che sta per aprire un grande punto vendita anche a Milano (settembre 2013). Intervistato dal Corriere della Sera, ha
fatto un endorsement per il candidato della sinistra alle elezioni regionali ,
ma soprattutto ha voluto "pisciare sulla testa del la Lega. «Se in Lombardia
vince la Lega mi verrebbe voglia di dire: non apro più ... Anzi, se vincesse
Maroni mi verrebbe voglia di fare un mostruoso kebab allo Smeraldo, anziché Eataly»
: Premessa, anche doverosa: Farinetti è piemontese e non si capisce, al di là che
sia un fervido simpatizzante del Pd e di Renzi. cosa gli interessi del governatore della Lombardia. In Piemonte, tra
l'altro, c'è signore che anche lui di nome fa Roberto e di cognome Cota. E' il
solito leghi sta "buzzurro e incompetente"?
No, tanto che Farinetti da li se ne guarda bene dallo scappare. Ora, passi che l'imprenditore piemontese è un vulcano di idee tanto da far produrre le sue borse-contenitore in Cina, ma alcuni suoi ragionamenti fanno quantomeno sorridere. Non si capisce perché se Milano (o la Lombardia?) vota "bene" si merita Eataly, altrimenti si deve digerire il kebab. Forse i kebbabari anche per Farinetti sono dei mostri da combattere o da usare come una sorta di arma chimica contro il nemico politico di turno? Da lombardo, davanti a simili "buffonate", verrebbe quasi da dirgli di andare altrove ad aprirsi la sua catena di alta qualità alimentare. Ma si capisce bene che anche al renziano Farinetti fa gola la capacità di spesa dei cittadini lombardi. L' imprenditore piemontese non è purtroppo l'unico spaventato dalla vittoria di Maroni. In campo c'è una vera e propria «ammucchiata anti-Maroni» come spiega Matteo Salvini. Un inciucio a cui si è aggiunto nelle ultime ore perfino l'ex pm palermitano lngroia. E così dopo Monti, Bersani, Casini, Giannino, Pezzotta, Borletti-Buitoni, la Repubblica perfino con Natalia Aspesi , arrivano anche Di Pietro e Rifondazione Comunista a sostenere Ambrosoli contro il "pericolo Lega". «Hanno una paura fottuta del voto dei lombardi», ribadisce Salvini. Attacchi e critiche al Carroccio a cui viene dato ampio spazio, sia in tv che sulle prime pagine dei giornali. Si sente poco o niente dalla stampa invece riguardo il programma messo nero su bianco da Maroni per la Lombardia. Come se fosse più importante per le famiglie un inciucio che sapere cosa ha in mente il futuro governatore per il proprio territorio. Ma questa è la realtà. E sicuramente da qui al 25 febbraio non passerà giorno che qualcuno non spari a zero contro la Lega: radio, tv, quotidiani, politici, presunti imprenditori. Strani personaggi che ti pisciano addosso e hanno il coraggio di chiamarla pioggia...
No, tanto che Farinetti da li se ne guarda bene dallo scappare. Ora, passi che l'imprenditore piemontese è un vulcano di idee tanto da far produrre le sue borse-contenitore in Cina, ma alcuni suoi ragionamenti fanno quantomeno sorridere. Non si capisce perché se Milano (o la Lombardia?) vota "bene" si merita Eataly, altrimenti si deve digerire il kebab. Forse i kebbabari anche per Farinetti sono dei mostri da combattere o da usare come una sorta di arma chimica contro il nemico politico di turno? Da lombardo, davanti a simili "buffonate", verrebbe quasi da dirgli di andare altrove ad aprirsi la sua catena di alta qualità alimentare. Ma si capisce bene che anche al renziano Farinetti fa gola la capacità di spesa dei cittadini lombardi. L' imprenditore piemontese non è purtroppo l'unico spaventato dalla vittoria di Maroni. In campo c'è una vera e propria «ammucchiata anti-Maroni» come spiega Matteo Salvini. Un inciucio a cui si è aggiunto nelle ultime ore perfino l'ex pm palermitano lngroia. E così dopo Monti, Bersani, Casini, Giannino, Pezzotta, Borletti-Buitoni, la Repubblica perfino con Natalia Aspesi , arrivano anche Di Pietro e Rifondazione Comunista a sostenere Ambrosoli contro il "pericolo Lega". «Hanno una paura fottuta del voto dei lombardi», ribadisce Salvini. Attacchi e critiche al Carroccio a cui viene dato ampio spazio, sia in tv che sulle prime pagine dei giornali. Si sente poco o niente dalla stampa invece riguardo il programma messo nero su bianco da Maroni per la Lombardia. Come se fosse più importante per le famiglie un inciucio che sapere cosa ha in mente il futuro governatore per il proprio territorio. Ma questa è la realtà. E sicuramente da qui al 25 febbraio non passerà giorno che qualcuno non spari a zero contro la Lega: radio, tv, quotidiani, politici, presunti imprenditori. Strani personaggi che ti pisciano addosso e hanno il coraggio di chiamarla pioggia...

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