venerdì 18 gennaio 2013

Tremonti: governo Monti nato dalla paura, una specie di fascismo finanziario


“Rainews24 18.01.2013”

"Rispetto a come l'ha trovata, la situazione economica lasciata da Monti è drammaticamente peggiorata, perché non c'è crescita, c'è disoccupazione, non è a posto il bilancio pubblico e non ci sono soldi alle imprese". Peggio di così, era difficile fare, almeno stando a Giulio Tremonti di Lista Lavoro e Libertà, ospite questa mattina de La 7. "Il governo tecnico è nato dalla paura - ha proseguito Tremonti - perché solo facendo paura si poteva creare un governo così, unico nella storia della democrazia occidentale: in Grecia hanno votato, in Spagna hanno votato, in Irlanda pure, noi invece per un anno abbiamo avuto una specie di fascismo finanziario con 50 fiducie". E conclude: "Io non ho mai votato un solo decreto di Monti e adesso i fatti mi stanno dando ragione", precisando che ora "finalmente questa parentesi verrà chiusa e si andrà a votare. Nessuna fine del tunnel, anzi. I conti, per l'ex ministro Giulio Tremonti, leader della lista 'Lavoro e liberta", non tornano e contrariamente a quanto sostiene Monti in estate sarà necessaria un'ennesima manovra da 14 miliardi. "Sono convinto - dice Tremonti - che la crisi finanziaria incombe ancora su tutto". "La riforma sul lavoro, la riforma Fornero" è stata un errore "che come avrete notato è scomparsa - dice Tremonti a Rtl - E' una boiata pazzesca e contro i giovani, perché li lascia fuori dal lavoro". Ma almeno il redditometro non sarà tutta colpa di Monti?
"E' vero che a monte c'era una norma di legge risalente al maggio 2010, una norma che sostituiva il vecchio redditometro con uno nuovo, visto che c'erano simboli di ricchezza arcaici e folkloristici, come i cavalli e i club esclusivi - dice Tremonti - Ma le 'cento voci' del nuovo redditometro hanno preso la loro forma giuridica essenziale solo con il dm del 24 dicembre 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio 2013, con il Governo già dimissionario". Insomma, l'idea nasce con il Governo Berlusconi, ma prende corpo con l'esecutivo Monti.

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