“La Padania 18.01.2013”
«E' uno
spread di giustizia quello che ci separa dal resto d' Italia: per anni, nell'immaginario
collettivo, noi veneti siamo stati accusati d'essere attaccati ai
"schei" e con questa scusa, mentre ci accusavano di un egoismo senza
pari, gli altri spendevano i nostri schei alla faccia nostra». Il commento
amaro è di Roberto Ciambetti, assessore regionale al Bilancio ed Enti
locali del Veneto, ai primi dati dell'analisi della Ragioneria generale dello
Stato sulla spesa pubblica in Italia, «spesa che vede il Veneto ultimo nella
classifica pro-capite generale e penultimo,. Dopo la Lombardia - ha detto
Ciambetti - nella spesa al netto degli interessi». «È incredibile - riprende
l'assessore veneto - il divario che ci separa da Trento, dove la spesa pubblica
è più che doppia rispetto a quanto accade da noi, 7.116 euro pro-capite per i trentini,
contro i 3.185 euro pro-capite per un veneto: il dato è immorale e l'unica, molto parziale
attenuante, è il sapere che, almeno, nel Trentino e in Sud Tirolo i soldi pubblici
vengono spesi con risultati positivi rispetto ad altre aree del l'Italia in cui
ci si domanda legittimamente dove vadano i finire quei quattrini che lo Stato investe e spreca».
«Se teniamo conto, poi, - continua Ciambetti - che il Veneto stando ai dati del
ministero delle Finanze è anche tra le prime regioni a fedeltà fiscale, cioè
una regione dove è minore l'incidenza dell'evasione delle tasse, vien da dire che la proposta di ancorare
da noi il 75 per cento del gettito fiscale non solo è sacrosanta ma risponde a
un criterio di diritto internazionale e sana una ingiustizia immorale e
inqualificabile».
L'assessore regionale del Veneto poi rincara la dose: «A noi, sia come Regione che come enti locali, lo Stato non solo ha tagliato i fondi e i trasferimenti, ma ha posto un limite vergognoso di spesa nel patto di stabilità e non contento di ciò ha voluto accentrare a Roma le nostre tesorerie, calcolando, e imputando ai Comuni minori trasferimenti a seguito di introiti inesistenti sul fronte Imu». «Ciò nonostante siamo riusciti a garantire elevati standard nei servizi pubblici: abbiamo fatto di necessità virtù ma oggi ci sentiamo derubati. Se teniamo conto - ha concluso Ciambetti che lo Stato spende in Veneto il 33 per cento in meno della media spesa media pro-capite nazionale dobbiamo ammettere che l'atteggiamento di Roma nei nostri confronti è quello che un occupante usa nei confronti di un territorio conquistato oppure, se preferiamo, quello dell'antico feudatario, senza legge né remore morali, che ha sudditi e non cittadini detentori di diritti. E qui si ritorna al problema iniziale: non c'è solo un evidente problema economico, ma un gravissimo deficit di giustizia e democrazia, che si concreta in uno spread vero che ci allontana sempre più della democrazie liberali. I numeri della Ragioneria dello Stato dicono che siamo una colonia depredata».
L'assessore regionale del Veneto poi rincara la dose: «A noi, sia come Regione che come enti locali, lo Stato non solo ha tagliato i fondi e i trasferimenti, ma ha posto un limite vergognoso di spesa nel patto di stabilità e non contento di ciò ha voluto accentrare a Roma le nostre tesorerie, calcolando, e imputando ai Comuni minori trasferimenti a seguito di introiti inesistenti sul fronte Imu». «Ciò nonostante siamo riusciti a garantire elevati standard nei servizi pubblici: abbiamo fatto di necessità virtù ma oggi ci sentiamo derubati. Se teniamo conto - ha concluso Ciambetti che lo Stato spende in Veneto il 33 per cento in meno della media spesa media pro-capite nazionale dobbiamo ammettere che l'atteggiamento di Roma nei nostri confronti è quello che un occupante usa nei confronti di un territorio conquistato oppure, se preferiamo, quello dell'antico feudatario, senza legge né remore morali, che ha sudditi e non cittadini detentori di diritti. E qui si ritorna al problema iniziale: non c'è solo un evidente problema economico, ma un gravissimo deficit di giustizia e democrazia, che si concreta in uno spread vero che ci allontana sempre più della democrazie liberali. I numeri della Ragioneria dello Stato dicono che siamo una colonia depredata».

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