“Andrea
Ballarin”
“La
Padania 15.01.2013”
Se i
presunti benefici a l Paese derivanti dalle politiche del governo Monti si
potessero quantificare a parole, la definizione "fallimento" sarebbe,
comunque, un'espressione di grande eleganza e cortesia. Continuano, infatti , a
rivelarsi delle emerite baggianate i provvedimenti chiamati con grande fantasia:
Salva-Italia, cresci-Italia, Semplifica-Italia, e che, secondo le ambizioni (o
meglio i sogni) dei professori, avrebbero dovuto far riemergere dal fango la
nostra malandata Penisola. La verità vera, al contrario, è che il debito
pubblico italiano ha toccato un nuovo, strabiliante, record . In negativo, ovviamente.
Le capacità manageriali dei professori sono, dunque, presto svelate: 2020
miliardi di euro di buco. A tale cifra, infatti, è giunto l'indebitamente del
Paese secondo autorevoli dati della Banca d'Italia. Da via Nazionale hanno reso
noto che a novembre 2012 il debito pubblico si è attestato a 2.020,7 miliardi
di euro, in aumento di 6 miliardi rispetto al mese precedente. Del tutto inutili - se non dannosi - sembra dunque
di capire, sono stati i tredici mesi di governo dei professori per risollevare le
sorti del Paese. l dati incontrovertibili diffusi da Bankitalia dimostrano, infatti,
che i miglioramenti alla stabilità economica dell'Italia sono, di fatto,
inesistenti, anzi, l'esecutivo tecnico ha decisamente peggiorato tutti gli
indici economici e finanziari della Penisola. Ad eccezione del differenziale
tra Btp e Bund, lo spread, che come si è potuto constatare in queste ultime settimane,
per sola casualità è sceso sotto la soglia di pericolo. Anzi, è sceso con una
certa determinazione solo a seguito delle annunciate dimissioni del governo. Tornando
al debito pubblico, l'incremento, spiega Bankitalia, è dovuto essenzialmente al
fabbisogno (al netto delle dismissioni), pari a 4,4 miliardi e agli effetti accrescitivi
sul debito degli scarti di emissione e dell'andamento del cambio
(complessivamente pari a 0,7 miliardi).
Tutto ciò considerando, come detto, i dati disponibili a fine novembre 2011. Le previsioni di Bankitalia per dicembre rivelano un cauto ottimismo: il rilevante avanzo osservato per il settore stata le e il forte decumulo della liquidità del Tesoro dovrebbero aver riportato il debito ampiamente al di sotto della soglia dei 2.000 miliardi. Nei primi undici mesi dell'anno l' incremento del debito (113,9 miliardi) riflette il fabbisogno complessivo delle amministrazioni pubbliche (73 miliardi), l'aumento delle attività del Tesoro presso la Banca d'Italia e degli impieghi della liquidità (34,9 miliardi) e l'emissione di titoli sotto la pari (6,4 miliardi); l'apprezzamento della moneta unica ha ridotto il debito di 0,3 miliardi. Uno dei coefficienti che hanno contribuito alla crescita smisurata del debito nei primi 11 mesi del 2012 per quasi 23 miliardi è stato, inoltre, il sostegno dei Paesi in difficoltà dell'Eurozona, comprendente la quota di competenza dell' Italia dei prestiti erogati dall'European Financial Stability Facility (Efsf) e il versamento effettuato in ottobre delle prime due tranches per la sottoscrizione del capita le dell'European Stability Mechanism (Esm).
Tutto ciò considerando, come detto, i dati disponibili a fine novembre 2011. Le previsioni di Bankitalia per dicembre rivelano un cauto ottimismo: il rilevante avanzo osservato per il settore stata le e il forte decumulo della liquidità del Tesoro dovrebbero aver riportato il debito ampiamente al di sotto della soglia dei 2.000 miliardi. Nei primi undici mesi dell'anno l' incremento del debito (113,9 miliardi) riflette il fabbisogno complessivo delle amministrazioni pubbliche (73 miliardi), l'aumento delle attività del Tesoro presso la Banca d'Italia e degli impieghi della liquidità (34,9 miliardi) e l'emissione di titoli sotto la pari (6,4 miliardi); l'apprezzamento della moneta unica ha ridotto il debito di 0,3 miliardi. Uno dei coefficienti che hanno contribuito alla crescita smisurata del debito nei primi 11 mesi del 2012 per quasi 23 miliardi è stato, inoltre, il sostegno dei Paesi in difficoltà dell'Eurozona, comprendente la quota di competenza dell' Italia dei prestiti erogati dall'European Financial Stability Facility (Efsf) e il versamento effettuato in ottobre delle prime due tranches per la sottoscrizione del capita le dell'European Stability Mechanism (Esm).

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