“Francesco Grignetti”
“La Stampa 15.01.2013”
Sono le “attività informali”, quali le
telefonate, il cuore del potere del Quirinale. E sono appunto, le telefonate
del Capo dello Stato, intangibili. Ne è vietata l’intercettazione. Quando
capita, e può capitare, come è successo alla procura di Palermo, nell'ambito del processo sulla trattativa Stato-mafia, quelle telefonate vanno distrutte e
assolutamente senza contraddittorio, cioè senza la presenza degli avvocati. Sono
state depositate le motivazioni della sentenza della Corte costituzionale che
dà ragione al Quirinale e dà torto alla procura di Palermo. Il ragionamento
della Consulta ruota attorno ai poteri del Quirinale. Spiegano: “È
indispensabile che il Presidente affianchi continuamente ai propri poteri
formali, che si estrinsecano nell’emanazione di atti determinati e puntuali,
espressamente previsti dalla Costituzione, un uso discreto di quello che è
stato definito il “potere di persuasione”, essenzialmente composto di attività
informali”. E’ quella che chiamano “moral suasion”. Chiedere ai presidenti del
Consiglio in che cosa consista. E’ davvero il fulcro del potere. E non c’è
dubbio che il Presidente chieda e pretenda la massima riservatezza su questo. Ebbene,
dice la Consulta: la “moral suasion”, le cosiddette “attività informali”, sono
una funzione essenziale del Capo dello Stato. Perciò protette dalla
Costituzione.
E perciò, essendo le intercettazioni (casuali, non c’è dubbio) che coinvolgono il Quirinale “atti che violano la legge”, vanno immediatamente distrutte. Così ordina la Consulta; così dovrà essere a Palermo. Addirittura “già la semplice rivelazione ai mezzi di informazione dell’esistenza delle registrazioni costituisca un vulnus che deve essere evitato”.
E perciò, essendo le intercettazioni (casuali, non c’è dubbio) che coinvolgono il Quirinale “atti che violano la legge”, vanno immediatamente distrutte. Così ordina la Consulta; così dovrà essere a Palermo. Addirittura “già la semplice rivelazione ai mezzi di informazione dell’esistenza delle registrazioni costituisca un vulnus che deve essere evitato”.

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