venerdì 18 gennaio 2013

Mali, Monti vuoi fare la guerra agli estremisti FINANZIATI DALLA NATO


“Max Ferrari”
“La Padania 18.01.2013”

Ma come si fa ad avere la faccia tosta di spacciare l'avventura italiana in Mali come una operazione contro l'estremismo   islamico? Ma lo sapete che buona parte degli islamici in questione sono stati addestrati e finanziati dalla Nato (quindi anche dall'Italia) durante la guerra di Libia e lo sapete che sono gli stessi fanatici che la Ue supporta in Siria, a tutt'oggi, per far cadere il presidente Assad? l terroristi di Aqim (Al Qaeda per il Maghreb Islamico) oggi sono nel mirino dei francesi, ma fino a pochi mesi fa erano corteggiatissimi da Parigi, Roma e Londra che hanno finanziato loro e gli altri gruppi islamici libici per rovesciare Gheddafi e poi hanno fatto finta di non sapere che l'allegra compagnia si stava lanciando alla conquista della laica Siria allo scopo di farne un emirato in orbita saudita. Potevano non saperlo? No, perché già nel 2007 il numero due di Al Qaida, l'egiziano Al Zawahiri, aveva detto chiaro che Aqim si era fusa con il Gruppo Islamico Combattente Libico con l'unico obiettivo di rovesciare Gheddafi e gli altri "laici" e di fare un grande emirato comprendente Libia, Algeria, Tunisia, Marocco e  Andalusia spagnola. Ecco dunque che dopo aver gettato 500 milioni di euro per rovesciare Gheddafi e perdere ogni influenza sulla Libia, Monti si prepara ad un altro flop italiano che costerà centinaia di milioni allo scopo di disarmare chi abbiamo appena armato e che, comunque, continueremo ad appoggiare sul fronte siriano.
Una schizofrenia evidentemente legata a calcoli elettorali e al bisogno di Monti di ottenere simpatie ed appoggi a Parigi e Berlino come dimostra anche la vicenda dell'acquisto dei sommergibili tedeschi che ci costeranno l'equivalente della metà del gettito lmu. «Una tangente alla  Germania per guadagnarsene l'appoggio», l'ha definita Tremonti, ma il governo ha risposto piccato che quei mezzi da guerra  oceanica servono per la credibilità del Paese. Peccato poi che il Paese sia lo stesso che si fa allegramente spernacchiare dall'India sulla vicenda dei marò e dimostra quindi che non di dignità nazionale, ma di opportunità politica di parte stiamo parlando. D'altra parte tra i grandi esperti intorno a Monti c'è l'ex ministro degli esteri Frattini che ha precipitosamente mollato Berlusconi e che a quanto pare, se il Professore vincesse, sarebbe catapultato alla presidenza della Nato. Niente male per uno che ancora nel 2010 a Roma si pavoneggiava al fianco di Gheddafi e ne stendeva sperticate lodi mentre tutti ridevano per la faccenda della tenda piantata nel centro cittadino e per la "convention" del colonnello con le "hostess" italiane. Frattini poi ha cambiato opinione: prima è diventato neutro e poi, a Gheddafi ormai circondato, ha scoperto che «era un dittatore sanguinario». Poteva Monti fare a meno di tale genio della politica estera? Eccolo dunque nell'orbita del Prof: l'uno con un occhio alla sedia di Premier o di Ministro delle Finanze con Bersani, l'altro con lo sguardo alla Nato. Poteva una coppia del genere astenersi dalla guerra in Mali e perdere le simpatie di chi conta in Europa e nel mondo? Allora via con la guerra contro gli estremisti islamici appoggiata anche da quel Pd che però a Milano vuole realizzare le moschee in ogni quartiere... Milioni  di euro gettati in una guerra inutile e finta, mentre da noi manca il minimo necessario per ospedali, scuole, asili, anziani... 

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