ItaliaOggi 18.01.2013"
Delle azioni della Lega Nord sulle quote latte non hanno beneficiato i Cobas del latte e gli irriducibili Milk Warriors, ma gli allevatori che hanno aderito alla rateizzazione delle multe. Cioè le imprese che hanno deciso di sanare il debito, aderendo agli appelli delle rispettive organizzazioni di categoria: Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Fedagri-Confcooperative e Copagri. Quel che è un semplice passaggio logico ha tratto in inganno i media italiani, o quantomeno gran parte di essi, che ha capito ben poco delle implicazioni politiche della vicenda quote latte. A seguito della perquisizione della Guardia di finanza nella sede della Lega Nord, scattata per ordine del pm della Procura della repubblica di Milano, Maurizio Ascione (che da anni conduce una inchiesta giudiziaria su cooperative vicine a via Bellerio) molti quotidiani hanno scritto che i vertici del Carroccio nel tempo si sono contraddistinti per aver agevolato uno sparuto gruppo di allevatori, splafonatori impenitenti e evasori totali delle multe. Il tutto in barba alle migliaia di allevatori onesti che hanno sempre prodotto il dovuto, acquistato le quote per non sforare il tetto produttivo e pagato le multe, quando la produzione risultava superiore alla quota in loro possesso. Gli allevatori difesi dalla Lega sono passati alle cronache col nome di Milk Warriors e Cobas del latte. A costoro, quantificati dai giornali come poche centinaia, diversi media hanno addebitato splafonamenti non versati per più di quattro miliardi di euro. Un dato abnorme, specie se riferito alla condotta illecita di uno sparuto gruppo di persone. Un dato, che un semplice passaggio logico e un breve approfondimento sui numeri possono smentire. Vediamo perché, partendo da un dato: l'ammontare delle multe non riscosse è complessivamente di 4,4 mld di euro dal 1988 al 2008.
Sino al 1994 lo splafonamento è stato addebitato alla cattiva gestione di Unalat e quindi addebitato all'erario. Dal 1995 al 2008 il gettito di multe non riscosso è di 2.537 mln di euro. Ed è su questi che si gioca la partita. Parte di questo importo è stato oggetto di sanatoria. Ma va subito chiarito che esistono due rateizzazioni delle multe. La prima operazione è prevista dalla legge 119/2003 e porta la firma di Gianni Alemanno, il ministro delle politiche agricole che fece digerire a Bruxelles un'operazione altrimenti definibile, ai sensi del Trattato Ce, un aiuto di stato. La seconda rateizzazione, prevista dalla legge 33/2009, è denominata legge Zaia. Fu infatti il governatore veneto Luca Zaia che negoziò, nelle vesti di ministro alle politiche agricole, l'aumento istantaneo della quota produttiva assegnata all'Italia. E la possibilità, per gli splafonatori irriducibili, di aderire a una seconda rateizzazione delle multe. Tra le due operazioni c'è una differenza sostanziale. La prima è una vera e propria sanatoria del debito accumulato in multe: una rateizzazione spalmata in 14 tranche da pagare a interessi zero per le campagne comprese dal 1995 al 2001. La seconda operazione, invece, definisce un secondo piano di rateizzazione del prelievo supplementare relativo alle campagne lattiere fino a quella allora in corso (2008/09), comprensivo di una quota interessi, da onorare in rate in numero variabile, fino a un massimo di 30, per somme non inferiori a 25.000 euro. I NUMERI. In base a dati Agea di fine 2012, estrapolati dalla relazione che l'Agenzia ha fornito alla Corte dei conti e dalla relazione che la Commissione Ue ha fatto al Consiglio europeo, alla rateizzazione delle multe prevista dalla legge 119/2003 hanno aderito circa 15.000 aziende, per un totale di 346 milioni di euro di debito complessivo rateizzato, a fronte di un totale di aziende multate tra il 1996 e il 2001 pari a 23.141, per un importo in multe complessivo pari a 1.386,5 milioni di euro. Quindi, l'adesione alla sanatoria Alemanno è stata di circa i 2/3 delle aziende debitrici, per poco più di 1/4 del prelievo supplementare totale. Il restante terzo dei produttori, 8.141 allevatori, ha preferito proseguire il contenzioso. Altri 1.900 produttori hanno rinunciato al contenzioso pagando il dovuto. In termini di importi, la quota del debito degli allevatori che non ha deciso di rateizzare per il periodo 1996/2001 ammonta a 1.040 mln di euro. Ad essi si aggiunge l'importo complessivo di multe maturate tra il 2002 e il 2008/2009, pari a oltre 1.151 mln di cui ancora da riscuotere sono 926,54 mln di euro; a questi si applica la legge Zaia, a cui hanno aderito centinaia di produttori per 86 mln di euro di multe rateizzate. Tirando le somme, a oggi, secondo calcoli Agea, il totale complessivo delle multe ancora da riscuotere, dal 1995 al 2008, ammonta a 1.585,57 mln di euro. L'AZIONE DELLA LEGA NORD. Per quanto riguarda la legge Zaia, la scadenza del versamento della prima rata era stata fissata in media per il 30 giugno 2010, ma due successivi provvedimenti l'hanno differita, prima al 31 dicembre 2010 e, poi, al 30 giugno 2011. Gli slittamenti del termine di pagamento hanno riguardato anche il versamento dell'ottava delle 14 rate della rateizzazione Alemanno. La proroga delle due scadenze è stata voluta e ottenuta dalla Lega Nord, che ha usato l'argomento quote latte in diversi comizi, sul pratone di Pontida, al grido «non lasceremo soli gli allevatori». Ma qui casca l'asino. Perché lo stop al pagamento delle rate interessa chi alle rateizzazioni ha aderito. E non, come erroneamente riportano da molti giornali, chi a quelle operazioni non ha aderito. Cioè gli irriducibili, meglio noti come Cobas del latte e Milk Warriors, contestatori della prima ora del sistema quote e in prima battuta beneficiari di sospensive dei Tar al pagamento delle multe. Costoro, in tutto circa 9.000, hanno preferito continuare nel contenzioso giudiziario e, per costoro, le azioni della Lega non hanno effetto. Anzi, semmai l'effetto è deleterio, perché il Carroccio politicizzando la questione, ha trasformato quella che gli splafonatori irriducibili considerano una battaglia amministrativa in una querelle politica. Cioè di parte. Per altro, va aggiunto che la Commissione Europea ha chiesto spiegazioni in merito alla proroga del versamento della rata solo per coloro che avevano aderito alla formula Alemanno (legge 119/2009), in quanto, essendo essa stata concordata con il Consiglio europeo senza interessi (nella decisione 16 luglio 2003), prevedeva esplicitamente un piano di rientro senza rinvii del debito pregresso. E ogni proroga sarebbe altrimenti configurabile come aiuto di stato.
Sino al 1994 lo splafonamento è stato addebitato alla cattiva gestione di Unalat e quindi addebitato all'erario. Dal 1995 al 2008 il gettito di multe non riscosso è di 2.537 mln di euro. Ed è su questi che si gioca la partita. Parte di questo importo è stato oggetto di sanatoria. Ma va subito chiarito che esistono due rateizzazioni delle multe. La prima operazione è prevista dalla legge 119/2003 e porta la firma di Gianni Alemanno, il ministro delle politiche agricole che fece digerire a Bruxelles un'operazione altrimenti definibile, ai sensi del Trattato Ce, un aiuto di stato. La seconda rateizzazione, prevista dalla legge 33/2009, è denominata legge Zaia. Fu infatti il governatore veneto Luca Zaia che negoziò, nelle vesti di ministro alle politiche agricole, l'aumento istantaneo della quota produttiva assegnata all'Italia. E la possibilità, per gli splafonatori irriducibili, di aderire a una seconda rateizzazione delle multe. Tra le due operazioni c'è una differenza sostanziale. La prima è una vera e propria sanatoria del debito accumulato in multe: una rateizzazione spalmata in 14 tranche da pagare a interessi zero per le campagne comprese dal 1995 al 2001. La seconda operazione, invece, definisce un secondo piano di rateizzazione del prelievo supplementare relativo alle campagne lattiere fino a quella allora in corso (2008/09), comprensivo di una quota interessi, da onorare in rate in numero variabile, fino a un massimo di 30, per somme non inferiori a 25.000 euro. I NUMERI. In base a dati Agea di fine 2012, estrapolati dalla relazione che l'Agenzia ha fornito alla Corte dei conti e dalla relazione che la Commissione Ue ha fatto al Consiglio europeo, alla rateizzazione delle multe prevista dalla legge 119/2003 hanno aderito circa 15.000 aziende, per un totale di 346 milioni di euro di debito complessivo rateizzato, a fronte di un totale di aziende multate tra il 1996 e il 2001 pari a 23.141, per un importo in multe complessivo pari a 1.386,5 milioni di euro. Quindi, l'adesione alla sanatoria Alemanno è stata di circa i 2/3 delle aziende debitrici, per poco più di 1/4 del prelievo supplementare totale. Il restante terzo dei produttori, 8.141 allevatori, ha preferito proseguire il contenzioso. Altri 1.900 produttori hanno rinunciato al contenzioso pagando il dovuto. In termini di importi, la quota del debito degli allevatori che non ha deciso di rateizzare per il periodo 1996/2001 ammonta a 1.040 mln di euro. Ad essi si aggiunge l'importo complessivo di multe maturate tra il 2002 e il 2008/2009, pari a oltre 1.151 mln di cui ancora da riscuotere sono 926,54 mln di euro; a questi si applica la legge Zaia, a cui hanno aderito centinaia di produttori per 86 mln di euro di multe rateizzate. Tirando le somme, a oggi, secondo calcoli Agea, il totale complessivo delle multe ancora da riscuotere, dal 1995 al 2008, ammonta a 1.585,57 mln di euro. L'AZIONE DELLA LEGA NORD. Per quanto riguarda la legge Zaia, la scadenza del versamento della prima rata era stata fissata in media per il 30 giugno 2010, ma due successivi provvedimenti l'hanno differita, prima al 31 dicembre 2010 e, poi, al 30 giugno 2011. Gli slittamenti del termine di pagamento hanno riguardato anche il versamento dell'ottava delle 14 rate della rateizzazione Alemanno. La proroga delle due scadenze è stata voluta e ottenuta dalla Lega Nord, che ha usato l'argomento quote latte in diversi comizi, sul pratone di Pontida, al grido «non lasceremo soli gli allevatori». Ma qui casca l'asino. Perché lo stop al pagamento delle rate interessa chi alle rateizzazioni ha aderito. E non, come erroneamente riportano da molti giornali, chi a quelle operazioni non ha aderito. Cioè gli irriducibili, meglio noti come Cobas del latte e Milk Warriors, contestatori della prima ora del sistema quote e in prima battuta beneficiari di sospensive dei Tar al pagamento delle multe. Costoro, in tutto circa 9.000, hanno preferito continuare nel contenzioso giudiziario e, per costoro, le azioni della Lega non hanno effetto. Anzi, semmai l'effetto è deleterio, perché il Carroccio politicizzando la questione, ha trasformato quella che gli splafonatori irriducibili considerano una battaglia amministrativa in una querelle politica. Cioè di parte. Per altro, va aggiunto che la Commissione Europea ha chiesto spiegazioni in merito alla proroga del versamento della rata solo per coloro che avevano aderito alla formula Alemanno (legge 119/2009), in quanto, essendo essa stata concordata con il Consiglio europeo senza interessi (nella decisione 16 luglio 2003), prevedeva esplicitamente un piano di rientro senza rinvii del debito pregresso. E ogni proroga sarebbe altrimenti configurabile come aiuto di stato.

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