sabato 19 gennaio 2013

GOLDMAN SACHS Banche d'affari e (soprattutto) DI MALAFFARI


“Paolo Brera”
“La Padania 19.01.2013”

A volte chi per mestiere esprime opinioni sui giornali ha la vita facile. l fatti parlano da soli e basta presentarli perché l'opinione a sua volta sgorghi da sola. Qualcosa del genere si è verificato appunto negli ultimi giorni, quando praticamente nello stesso tempo sono uscite due notizie. Prima notizia: Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno avuto un quarto trimestre 2012 molto bello. Goldman ha visto i suoi introiti salire del 50%, e l 'utile netto della sua divisione Investment Banking del 63%. Morgan negli introiti si è fermata a un incremento del 10%, ma il profitto dell’Investment Banking è raddoppiato. L'Ib è la parte più speculativa del business delle due banche d'affari (malaffari). L'utile netto complessivo del 2012 è stato di 7,5 miliardi di dollari per Goldman e di 21,3 per Morgan. Seconda notizia: le stesse due banche hanno patteggiato un pagamento in un processo in cui erano imputate per aver violato la legge, sbattendo fuori di casa 220.000 (due-cen-to-ven-ti-mi-la) famiglie che non riuscivano a tenere dietro ai pagamenti dei mutui. Le norme in vigore avrebbero invece dato loro il diritto di continuare ad abitare in casa propria. Goldman pagherà 330 milioni di dollari e Morgan 227, milioni che dovrebbero compensare le notti all'addiaccio di una città grande come Genova.
Non sono noccioli ne, anche se divise per il numero delle famiglie danneggiate danno solo duemila euro circa per ciascuna di esse. Goldman Sachs non è nuova a simili patteggiamenti. Nel 2010 ha chiuso un altro processo intentatole dalla Sec {la Consob americana) per aver venduto ai suoi clienti un derivato  finanziario pur sapendo che esso era privo di valore e che un importante fondo avrebbe presto speculato su di esso al ribasso. Goldman era, inoltre, interessata in quel fondo, sia pure in modo indiretto. Estinguere quel processo le costò, allora, 550 milioni di dollari. I suoi profitti, che erano stati di 13,4 miliardi di dollari nel 2009, scesero a 8,4 nel 2010. Ma era comunque un bel po' di grana. Goldman Sachs usciva da tre anni di tregenda. Era stata una delle principali responsabili della bolla dei subprime, dunque anche del successivo tracollo. Ma aveva perso solo per un anno. Poi era venuta in suo soccorso la Fed: mentre ufficialmente Goldman dichiarava di non ricorrere in alcun modo agli aiuti pubblici, in realtà attingeva ad essi a piene mani. Dei soldi che riceveva s i serviva per operare sugli stessi derivati finanziari più o meno tossici che avevano provocato la  crisi, facendo profitti succosissimi e pagando astronomici bonus ai suoi dirigenti e trader. E cacciando fuori di casa, illegalmente, decine di migliaia di persone che non riuscivano più a tenere dietro alle rate dei loro mutui. Come mai Goldman  poteva fare tutto questo e andare avanti più o meno tranquilla? Uno dei motivi sta nel cosiddetto old boy network (giro di  amicizie informali collusive) che la banca d'affari (malaffari) si è venuta costruendo nel tempo. Molte persone che ricoprono ruoli importanti nei governi del mondo escono da Goldman Sachs, come l'ex segretario al Tesoro americano Henry Paulson, che è rimasto in carica per gli anni cruciali della crisi dei subprime (per la precisione, dal 3 luglio 2006 al 20 gennaio 2009). Mario Monti e Mario Draghi hanno a loro volta svolto ruoli importanti nella banca d'affari (malaffari). La li sta degli old boys di Goldman è lunga e gli old boys sono quasi tutti ricchi e influenti. A questo punto, c 'è ancora bisogno di esprimere un'opinione? No davvero. l fatti parlano da soli. Del resto, vi avevo avvertiti.


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