venerdì 11 gennaio 2013

Fini e Casini: il vecchio CHE AVANZA (in direzione sud)


“Iva Garibaldi”
“La Padania 11.01.2013”

Dal Pd a Monti passando per i centristi non cambia granché: è il trionfo del vecchio. Vecchie le logiche spartitorie per le candidature, vecchie le facce e i nomi proposti ai cittadini. Ma allora il nuovo tanto propagandato dov'è finito? Facile, in fondo alle liste perché nella stragrande maggioranza dei casi i posti sicuri alla Camera e al Senato se li sono pappati sempre loro. Gli uomini della Prima Repubblica, passati indenni attraverso la Seconda e ora pronti a farsi traghettare verso la cosiddetta Terza Repubblica. Che poi con loro al governo sarebbe la stessa di sempre. Insomma cambiare tutto per non cambiare nulla. Alla base della compilazione delle liste per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio per certi personaggi è sempre la stessa storia. Il buon Gianfranco Fini insieme con il neo alleato Pierfurby Casini s i ritrovano candidati in pole position in Puglia: il Presidente della Camera in corsa per un seggio a Montecitorio mentre il leader dell'Udc al Senato. Certo, ma la corsa dov'è? Non c'è, di fatto perché i due sono stati paracadutati dall'alto prendendo il posto ad altrettanti politici locali. Per l'esattezza l'attuale presidente della Camera non solo ha spodestato tutti i dirigenti pugliesi di Rima ha pure facilitato l'ingresso in un'ottima posizione di Mario Totaro, imprenditore della Mafrat di Putignano "licenziataria del  marchio" Dandyl 'en di Elisabetta Tulliani, compagna di Fini.
E pure la precisazione dello stesso presidente della Camera sul fatto che Totaro non sia socio della sua compagna non placa gli animi. Il partito è in subbuglio e, pare, su ll 'orlo del  fallimento a pochi giorni dalla presentazione delle liste. E dov'è finito il rispetto per il territorio, per le persone, per le istituzioni e la Cosa pubblica? Tutti principi che evidentemente valgono per gli altri purché non sia in gioco la propria  cadrega. Cosa poi c'entri la Puglia con l'altro candidato, il cattolicissimo Casini, proprio non si capisce: se si escludono le vacanze che tradizionalmente Pierfurby trascorre in parte anche in quel di Alimini proprio non viene in mente molto altro. Gli alleati di Monti insomma rispettano alla lettera le vecchie regole e pur di garantirsi uno scranno in Parlamento non  guardano in faccia a nessuno. E pazienza se non ci sarà nemmeno un pugliese in rappresenta alla Camera a rappresentare Fii. Più importante è riuscire a garantire un posto al sole a Fini e ai potenti del partito. Cosa non si fa per un posto in Parlamento. Ne sa qualcosa anche Valentina Vezzali, campionessa olimpionica di fioretto che nel 2008 nel salotto di Bruno Vespa disse a Silvio Berlusconi: «Da lei mi farei veramente toccare». Una battuta che però l'ha fatta passare alla storia come berlusconiana doc. Eppure alle prossime elezioni la campionessa ha decisamente cambiato schieramento visto che sta  cercando un posto al sole con la lista Monti. Ma anche se l'attuale premier ancora non ha completato tutte le caselle delle liste dei candidati ci sono pochi dubbi che saranno ben rappresentati il mondo della finanza e dell'industria. E in casa Pd? Anche dalle parti dei democrat è la solita minestra. Nel partito democratico di veramente nuovo c'è ben poco. E allora, ci si chiede, a cosa son servite le ennesime primarie di fine anno? Sono in molti a chiederselo passando in rassegna i nomi di coloro che finiranno eletti in Parlamento. I renziani sono in ebollizione perché sentono di esser finiti sì nelle liste ma in quelle di prescrizione mentre molte realtà loca li si ribellano perché subiscono candidati calati dall'alto. Capolista in Piemonte per la Camera Cesare Damiano mentre in Lombardia e non solo n naturalmente c'è Pierluigi Bersani con Barbara Pollastrini. In Lazio prima di trovare qualche nome nuovo si deve oltrepassare abbondantemente il posto numero dieci.  A garantirsi la cadrega, oltre a Bersani ci sono Enrico Gasbarra, Stefano Fassina, Ileana Argentin, Paolo Gentiloni e via dicendo. In Campania svettano Guglielmo Epifani ed Enrico Letta mentre in Calabria capolista è Rosi Bindi. Stesse logiche anche al Senato dove sono garantiti i già visti da Ignazio Marino, a Vannino Chiti passando per l'attuale capogruppo Anna Finocchiaro. E il nuovo che avanza? Quello, evidentemente può aspettare.

1 commento:

  1. Fossero solo vecchi imbroglioni ma sono anche dei voltagabbana, fanulloni, approfittatori, praticamente viscidi come i serpenti,,,,,,,,,,,fuori dai coglioni una volta per sempre

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