venerdì 7 dicembre 2012

L’Argentina contro le speculazioni finanziarie a danno dei cittadini!

"mattino on line 07.12.2012"

Il senato argentino ha votato contro le speculazioni finanziarie da parte di banche, industrie e altre società intervengano in borsa senza che la gente comune ne tragga profitto. La Kirchner: “E a chi non sta bene… se ne può pur sempre tornare in Europa!” L’Argentina si ribella alle multinazionali che stanno defraudando il suo territorio e impoverendo la sua gente. Grazie all’approvazione del Senato, è subito diventata operativa la legge che impedisce a qualsiasi forma di speculazione finanziaria sui mercati internazionali basata sui derivati; inoltre abolisce la possibilità tecnica delle speculazioni finanziarie in borsa perché sottrae a tutte le banche, a tutte le istituzioni finanziarie operanti nel territorio nazionale, la propria autonomia sul mercato. In pratica, come spiega La Naciòn, lo Stato si fa garante presso i cittadini, di cautelare i risparmi personali, ma si fa soprattutto garante del fatto che le imprese, le società, le industrie, le finanziarie internazionali operanti in Argentina intervengano in borsa e sui mercati dei capitali “con l’unico ed esclusivo intento di trarre profitto da un’attività che però deve avere immediatamente, come riflesso economico, l’apertura di crediti agevolati alle medie e piccole imprese, l’allargamento degli investimenti in industrie nazionali e l’assunzione di nuovo personale per andare all’attacco della disoccupazione giovanile che il governo considera la priorità assoluta in campo politico, economico, sociale”. Un duro sgarro alla finanza mondiale nella difesa del proprio popolo. Così il presidente dell’Argentina Cristina Kirchner: “O la finanza capisce che i soldi servono per sviluppare l’economia allargando il mercato del lavoro, gli investimenti, dando credito alle imprese a interesse minimo e abbattendo la disoccupazione, oppure possono anche andare a investire in Europa, in Italia e in Spagna, se è questo che vogliono. Là li accoglieranno a braccia aperte”

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