“Fabrizio Carcano”
“La Padania
04.12.2012”
Sette contusi con ferite o escoriazioni lievi. Tre pullman danneggiati.
E tanta paura. E l'impressione che sia andata ancora bene, che poteva finire
molto peggio. E' questo lo spiacevole 'ricordino' lasciato da una minoritaria
fetta di Genova alle migliaia di leghisti che domenica sono scesi nel capoluogo
ligure per manifestare pacificamente e democraticamente contro il Governo delle
tasse, il Governo dei Professori non eletto dai cittadini ma imposto dal
Palazzo. Una manifestazione per l'appunto pacifica e democratica, non gradita
ai soliti noti, professionisti della violenza, ovvero il solito campionario di
teppisti, ultrà, disobbedienti, anarchici, antagonisti, la solita varia feccia
riunita dai soliti centri sociali. Un film già visto. Come il copione andato in
scena: i pullman che scendono dal cavalcavia presi a sassate, i manifestanti che ricevono petardi e pietre. E
poi cinque ragazzi liguri aggrediti in un bar del Porto Antico, con una vera e
propria azione militare, solo perché indossavano felpe con i simboli leghisti.
Alla fine il bilancio è meno grave di quanto avrebbero potuto essere: sette
contusi. Ma poteva davvero andare peggio. Anche perché l'aggressione era
organizzata e premeditata. Sabato sera, passeggiando nei vicoli intorno a
piazza de Ferrari, dove si concentrano i pub e i locali affollatissimi dai
giovani genovesi, si potevano facilmente notare dei volantini appesi ai muri,
con la solita stella a cinque punti e la sigla di un fantomatico comitato per
la resistenza, che invitavano a mobilitarsi contro il 'leghista-fascista'. Con
tanto di orario e luogo di ritrovo: alle ore 9.30 in piazza Caricamento.
A due passi dal Porto Antico dove, infatti, intorno alle 10 della mattina sono spuntati un centinaio di incappucciati, molti muniti anche di casco integrale, con tutto l'armamentario del perfetto violento di piazza: megafono per impartire gli ordini, fumogeni per disorientare e mazze e bottiglie per colpire. Il resto è la cronaca di una giornata che poteva finire davvero male se quelle pietre avessero colpito non le lamiere o i vetri di un bus ma le teste dei loro incolpevoli occupanti. O se la caccia all'uomo scatenata verso sei ragazzi, che stavano solo mangiando un panino in un bar, fosse stata portata a termine dai venti violenti che li hanno inseguiti, brandendo anche un coltello, fino al Porto Antico. «Erano una ventina, era tutto organizzato visto che siamo stati accolti con un 'vi stavamo aspettando'. Eravamo in sei contro venti e loro ci hanno inseguito, brandendo sgabelli e coltelli che avevano preso sul tavolo. lo sono stato colpito da un pugno sulla fronte», racconta Flavio Di Muro, uno dei ragazzi aggrediti e poi finiti al pronto soccorso. «Alla fine vincono le idee, non le sassate o i pugni», è la considerazione del Segretario nazionale ligure, Sonia Viale, che fa notare: «E' triste vedere che Genova, la capitale della cultura, diventa ogni giorno più pericolosa». Ma chi sono questi estremisti squadristi? Sono i soliti noti della violenza urbana, sono gli stessi che ogni tanto vanno a spaccare tutto in Val di Susa per protestare contro la Tav, in una terra che non è la loro, solo per picchiare e devastare. E sono gli stessi che ogni tanto scendono a Roma, unendosi a più ampi cortei di studenti o lavoratori, dove possono mimetizzarsi e confondersi, per distruggere vetrine e incendiare cassonetti del centro. E sono gli stessi che nelle curve degli stadi la fanno da padroni la domenica. Sempre ben nascosti sotto i loro cappucci. E forse qualcuno di loro c'era anche undici anni fa, in quelle due torride giornate di luglio, in via Tolemaide e in Piazza Alimenta, nei terribili due giorni del G8. In piccolo intorno al Porto Antico domenica si sono riviste le stesse scene, con le stesse azioni e le stesse facce celate sotto i cappucci. E una variante: questa volta non se la sono presi con il Governo e i suoi palazzi o con le forze dell'ordine, ma con persone per bene, pacifiche, che volevano solo manifestare contro un Governo non eletto dal popolo. Ma evidentemente per i professionisti della violenza manifestare democraticamente non è più consentito...
A due passi dal Porto Antico dove, infatti, intorno alle 10 della mattina sono spuntati un centinaio di incappucciati, molti muniti anche di casco integrale, con tutto l'armamentario del perfetto violento di piazza: megafono per impartire gli ordini, fumogeni per disorientare e mazze e bottiglie per colpire. Il resto è la cronaca di una giornata che poteva finire davvero male se quelle pietre avessero colpito non le lamiere o i vetri di un bus ma le teste dei loro incolpevoli occupanti. O se la caccia all'uomo scatenata verso sei ragazzi, che stavano solo mangiando un panino in un bar, fosse stata portata a termine dai venti violenti che li hanno inseguiti, brandendo anche un coltello, fino al Porto Antico. «Erano una ventina, era tutto organizzato visto che siamo stati accolti con un 'vi stavamo aspettando'. Eravamo in sei contro venti e loro ci hanno inseguito, brandendo sgabelli e coltelli che avevano preso sul tavolo. lo sono stato colpito da un pugno sulla fronte», racconta Flavio Di Muro, uno dei ragazzi aggrediti e poi finiti al pronto soccorso. «Alla fine vincono le idee, non le sassate o i pugni», è la considerazione del Segretario nazionale ligure, Sonia Viale, che fa notare: «E' triste vedere che Genova, la capitale della cultura, diventa ogni giorno più pericolosa». Ma chi sono questi estremisti squadristi? Sono i soliti noti della violenza urbana, sono gli stessi che ogni tanto vanno a spaccare tutto in Val di Susa per protestare contro la Tav, in una terra che non è la loro, solo per picchiare e devastare. E sono gli stessi che ogni tanto scendono a Roma, unendosi a più ampi cortei di studenti o lavoratori, dove possono mimetizzarsi e confondersi, per distruggere vetrine e incendiare cassonetti del centro. E sono gli stessi che nelle curve degli stadi la fanno da padroni la domenica. Sempre ben nascosti sotto i loro cappucci. E forse qualcuno di loro c'era anche undici anni fa, in quelle due torride giornate di luglio, in via Tolemaide e in Piazza Alimenta, nei terribili due giorni del G8. In piccolo intorno al Porto Antico domenica si sono riviste le stesse scene, con le stesse azioni e le stesse facce celate sotto i cappucci. E una variante: questa volta non se la sono presi con il Governo e i suoi palazzi o con le forze dell'ordine, ma con persone per bene, pacifiche, che volevano solo manifestare contro un Governo non eletto dal popolo. Ma evidentemente per i professionisti della violenza manifestare democraticamente non è più consentito...

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