“Simone Girardin”
“La Padania 10.11.2012”
C'è chi, come la Lega,
sceglie di stanziare un milione di euro, togliendoli dalla quota di finanziamento
pubblico; e chi, come Germania, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna
dicono no ai fondi Ue per il terremoto che ha colpito Emilia, Lombardia e
Veneto. Tradotto: il cuore economico del Nord. Un gesto che ha fatto arrabbiare
non poco il leader del Carroccio, Roberto Maroni: «Semplicemente una vergogna. Mi
chiedo se è questa è l'Europa non capisco che ci stiamo a fare...». Come dargli
torto. Soprattutto se a metà settembre, quando
venne presentata la proposta di sostegno del commissario Johannes Hahn, l'Europa
parlò di «disastro epocale». «Dobbiamo aiutare questa Regione altamente produttiva
a rimettersi in piedi», spiegò perfino Hahn dopo un sopralluogo nelle zone più
colpite dell'Emilia. Ma la musica sembra essere cambiata. E ieri i cinque Paesi
si son detti contrari a pagare i 670 milioni di euro del Fondo di solidarietà
Ue proposti per compensare i danni subiti soprattutto da Emilia e Lombardia,
benché tutti i 27 Stati che compongono l'Unione europea abbiano riconosciuto come
«l'Italia abbia diritto ai finanziamenti del Fondo di solidarietà Ue», a fronte
anche di una decisione formalmente approvata. Da qui le tensioni con l'Italia e in serata il primo passo indietro
della commissione: se ne riparlerà martedì prossimo quando riprenderanno i
negoziati sui bilanci 2012 e 2013 Qualcosa comunque non torna.
Non certo per l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, che rappresenta l'Italia nella trattativa per il bilancio Ue a Bruxelles; lui è rimasto decisamente ottimista: «Sono convinto che non tutto sia perduto, anzi un accordo sullo stanziamento si troverà». Forse, appunto, martedì. Le trattative dunque restano aperte. «Nessuna delegazione s i è espressa contro i Fondi - ha precisato Nelli Feroci -, ma alcuni Paesi ritengono che la decisione sulle modalità del finanziamento deve essere contestuale a quella sulla rettifica del bilancio 2012 da 9 miliardi». Eppure a metà settembre la Commissione europea propose lo stanziamento a favore delle tre Regioni colpite (Emilia, Lombardia e Veneto). Ora invece tutto va a rilento. Troppo. Colpa di cinque Paesi contrari anche a queste richieste dell'Esecutivo comunitario, adducendo il fatto che data la crisi bisogna ridurre le spese. Incredibile ma vero. Perché i soldi che la Commissione chiede sono quelli già stanziati per i progetti del bilancio 2007-2013, che essendo ora giunto al termine deve saldare i conti e pagare le fatture dovute agli stessi stati membri. «Ora sono arrivate le bollette da pagare: cosa dovrei farne, ignorarle e buttarle nel cestino della spazzatura?», ha detto il commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski ai ministri riuniti ieri a Bruxelles. Uno stop temporaneo ai finanziamenti per i terremotati che ha mandato su tutte le furie il capogruppo leghista in Regione Mauro Manfredini e il segretario provinciale del Carroccio di Modena Riad Ghelfi: «Dal Governo all'Europa, passando per la Regione, la nostra Emilia ferita continua ad essere bistrattata». Duro anche Marco Maggioni, capogruppo della Lega Nord in commissione Politiche Ue alla Camera che parla di «comportamento di una gravità inaudita. Occorre ricordare che il nostro Paese è un contributore netto verso I'Ue». Per Fabio Rainieri segreta rio nazionale della Lega Nord Emilia «non si capisce proprio che cosa
Non certo per l'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, che rappresenta l'Italia nella trattativa per il bilancio Ue a Bruxelles; lui è rimasto decisamente ottimista: «Sono convinto che non tutto sia perduto, anzi un accordo sullo stanziamento si troverà». Forse, appunto, martedì. Le trattative dunque restano aperte. «Nessuna delegazione s i è espressa contro i Fondi - ha precisato Nelli Feroci -, ma alcuni Paesi ritengono che la decisione sulle modalità del finanziamento deve essere contestuale a quella sulla rettifica del bilancio 2012 da 9 miliardi». Eppure a metà settembre la Commissione europea propose lo stanziamento a favore delle tre Regioni colpite (Emilia, Lombardia e Veneto). Ora invece tutto va a rilento. Troppo. Colpa di cinque Paesi contrari anche a queste richieste dell'Esecutivo comunitario, adducendo il fatto che data la crisi bisogna ridurre le spese. Incredibile ma vero. Perché i soldi che la Commissione chiede sono quelli già stanziati per i progetti del bilancio 2007-2013, che essendo ora giunto al termine deve saldare i conti e pagare le fatture dovute agli stessi stati membri. «Ora sono arrivate le bollette da pagare: cosa dovrei farne, ignorarle e buttarle nel cestino della spazzatura?», ha detto il commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski ai ministri riuniti ieri a Bruxelles. Uno stop temporaneo ai finanziamenti per i terremotati che ha mandato su tutte le furie il capogruppo leghista in Regione Mauro Manfredini e il segretario provinciale del Carroccio di Modena Riad Ghelfi: «Dal Governo all'Europa, passando per la Regione, la nostra Emilia ferita continua ad essere bistrattata». Duro anche Marco Maggioni, capogruppo della Lega Nord in commissione Politiche Ue alla Camera che parla di «comportamento di una gravità inaudita. Occorre ricordare che il nostro Paese è un contributore netto verso I'Ue». Per Fabio Rainieri segreta rio nazionale della Lega Nord Emilia «non si capisce proprio che cosa
stia facendo Monti
in questo momento e perché invece di andare a dire ai quattro venti che lui è
tanto ascoltato da tutti non si rimbocchi le maniche personalmente per fa re
arrivare in Emilia quello che è stato promesso», mentre secondo l' europarlamentare
del Carroccio Mara Bizzotto, l'atteggiamento dei cinque Paesi Ue contro i
terremotati «grida vendetta». «Giocare al tira e molla sull'immane disgrazia
che ha colpito le popolazioni di molte Regioni del Nord Italia, è davvero una
vergogna che, comunque vada a finire, non potrà essere facilmente dimenticata».

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