venerdì 9 novembre 2012

Inno di Mameli: obbligatorio in tutte le scuole, una LEZIONE DI REGIME


“Iva Garibaldi”
“La Padania 09.11.2012”

L'Inno di Mameli sarà obbligatorio in tutte le scuole. Bambini e ragazzi di ogni ordine e grado dovranno saper cantare a menadito, già da quest'anno, Fratelli d'Italia. Lo ha deciso ieri il Parlamento approvando definitivamente una legge che prevede anche l'istituzione di una giornata dedicata all'Unità d' Italia voluta fortemente dalla strana coppia Pd-Pdl. Proprio così, mentre le fabbriche chiudono e i pensionati restano senza assegno previdenziale la maggioranza si preoccupa di far cantare nelle scuole l'Inno di Mameli. E' stata lunga la giornata di ieri nell'aula del Senato dove solo il Carroccio si è opposto all'approvazione di questa legge decidendo, infine, di lasciare i lavori al momento del voto finale. «Quando si canta, purché non sia stonato, per me va sempre bene...» ironizza il segretario Roberto Maroni mentre Matteo Salvini rincara la dose: «L'Italia è come il litanie: le aziende chiudono, le famiglie faticano a pagare l'Imu e si tagliano i fondi per gli studenti disabili - dice il segretario lombardo - ma il Parlamento trova tempo per imporre l'inno di Mameli per legge nelle scuole». «Come Lega – aggiunge Salvini - chiediamo che l'inno venga suonato obbligatoriamente ogni giorno anche in tutte le sedi di Equitalia e dell'Agenzia delle Entrate». A palazzo Madama, così come a Montecitorio, la battaglia è stata lunga. Tra giovedì e ieri sono intervenuti in massa tutti i senatori del Carroccio contestando il procedimento nella forma e nella sostanza.
Perché, se è vero che nell'unico articolo del testo si prevede che non venga speso nemmeno un euro per  le celebrazioni per l'Unità d' Italia che tutte le istituzioni pubbliche dovranno organizzare in coincidenza del 17 marzo, non si capisce come convegni, dibattiti e cerimonie varie possano essere a costo zero. «L'economia del Paese affonda. l nostri tentativi di rimetterla in carreggiata - sottolinea Mario Pittoni - dalla devolution al Federalismo fiscale, si sono trovati di fronte un autentico muro a difesa di sprechi e ruberie, che hanno effetti devastanti su l Paese». Come si fa a pensare, ha detto ancora il capogruppo leghista in commissione cultura, che bastino poche parole, anche poco digeribili precisa Pittoni, a creare un'omogeneità che non esiste? «Ma qualcuno è davvero  convinto che lo si rafforzi così? E non invece ad esempio, per restare in ambito scolastico, promuovendo un sistema - insiste Pittoni - che porti correttezza  e omogeneità nella valutazione degli studenti, che oggi penalizza sempre le stesse aree». «Non sono io a dirlo. Non è la Lega Nord che fa vittimismo. Lo dicono le indagini internazionali. Il fastidio, la rabbia, il senso di disunità nazionale montano quando ti vedi superare da chi è meno preparato di te. E attenzione che, se non vanno avanti i migliori, alla fine a essere penalizzato è l' intero Paese». Critico anche Roberto Castelli: «lo sono sempre stato convinto che Metternich avesse ragione» ha detto l'ex Guardasigilli precisando di «esser legato più alla sua terra che alla penisola italiana». Sentimento di «non appartenenza» all'Italia espressa anche da altri esponenti del Carroccio che hanno parlato di «carattere fittizio» di un'unità nazionale non ispirata al federalismo e «svuotata di sovranità» dalle richieste dell'Un ione europea. «Gli schiavi di Roma hanno gioito oggi per l'approvazione fraudolenta di questi disegni di legge – ha detto Paolo Franco – Evidentemente non bastava la cipria per quest'Italia sconquassata ma ci voleva anche il lifting, inutile, retorico  e che offende la gente oppressa dalle tasse e dalle leggi di questo stato borbonico». 

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