“Andrea Ballarin”
“La Padania 09.11.2012”
«Correre da soli? Non abbiamo
paura di. nessuno, anz1 quando l'abbiamo fatto, abbiamo sempre aumentato i consensi». Il segretario federale della
Lega Nord, Roberto Maroni, ospite a Repubblica Tv è tornato a ribadire che a
decidere quale sarà l'evoluzione della vicenda legata al rinnovo della
presidenza di Regione Lombardia sarà il
consiglio federa le del Carroccio lunedì prossimo. LEGA LOMBARDA DIXIT «Per il
momento la proposta della segreteria politica lombarda della Lega è questa - ha
ricordato Maroni - la Lega va da sola, io sono il candidato, liste civiche di
appoggio». Punto. Eppure ai giornalisti di Repubblica Tv non basta: «Potranno
cambiare i rapporti con Formigoni?», «Che ne dice della proposta di Formigoni
di valutare la candidatura di Albertini?»,
«Formigoni ha detto che se vi isolate è un suicidio politico...». FORMIGONI CHI
ERA COSTUI «lo parlo della Lega se volete - è stata la risposta del segretario
federale - non di altri partiti. Evidentemente a Formigoni non bastano i
problemi del Pdl». Che sono tanti, considerati gli sviluppi di giornata della
cronaca politica. LE ACCUSE Maroni para i colpi da accuse pesanti: «Colpa della
Lega se la giunta lombarda è caduta», «Lei aveva detto che la criminalità
organizzata in Lombardia non c'era». «La giunta è andata in crisi – ha risposto
risoluto il leader della Lega Nord - perché un assessore è stato arrestato con
l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, non per colpa del
Carroccio. E non è assolutamente vero che io abbia negato la presenza di infiltrazioni
mafiose in Lombardia, l'accusa era che la 'ndrangheta interloquiva con la Lega ed
è questo che non ho mai accettato».
NIENTE CONDIZIONI La Lega, dunque, ha il proprio progetto, i propri uomini e non accetterà l'imposizione di condizioni sulla partita lombarda: «Noi siamo al governo della Regione dal 2000 - conferma il leader leghista - e abbiamo condiviso le scelte operative. Lo voglio vedere se ci sono le condizioni per proseguire questa collaborazione ma è chiaro che non posso accettare un prendere o lasciare, che si chieda alla Lega di accodarsi. Chi vuole imporre condizioni se lo scordi». LA STIMA PER AMBROSOLI Poi, una battuta anche sulla possibile candidatura di Umberto Ambrosoli alle primarie del centrosinistra per la corsa al Pirellone. «Stimo Ambrosoli, mi auguro che possa partecipare. Sarà una bella partita. lo, però, ho la mia storia, il mio profilo, il mio progetto. Vedremo chi preferiranno i cittadini lombardi». PRIMARIE PDL O DI COALIZIONE? Le domande sono incalzanti, da Roma viene dato spazio agli interrogativi dei lettori di repubblica.it, compresi gli insulti. Con pacatezza Maroni non accetta la provocazione e parla di primarie: «Non so a che punto siano le primarie nel Pdl, però sono interessato a capire se saranno primarie del partito o di coalizione. In quel caso, io ho dato la mia disponibilità, più di COSÌ». LA LEGA 2.0 C'È Maroni non commenta ma comprende bene il momento di grande confusione e disorientamento che c'è nel Pdl in queste ore: «Una crisi che la Lega ha attraversato nei mesi scorsi - dice il segretario del Carroccio – ma che noi abbiamo superato anticipando quello che gli altri stanno facendo ora, ossia il cambio di leadership. In questo modo abbiamo fermato l'emorragia e fatto ripartire la macchina Lega. Certo, abbiamo commesso degli errori, abbiamo pagato duramente ma abbiamo avuto la forza di reagire. Per questo sono orgoglioso del mio passato, di essere leghista. Non abbiamo bisogno di cambiare nome o di rifare un altro partito, i sondaggi ci danno stabilmente sopra il sei per cento». «E poi non ci interessano quelle alleanze composte per avere un assessore in più - taglia corto Maroni - noi vogliamo anteporre gli interessi del Nord, i progetti e i programmi. Quello che sento oggi è che la strada maestra è di non porsi il problema del le alleanze». LEGGE ELETTORALE DA CAMBIARE Dalla politica lombarda a quella nazionale il passo è stato breve: «La legge elet-torale? - si è chiesto Maroni rispondendo ad una specifica domanda - lo sono per cambiarla. Il 42,5% è troppo alto per ottenere il premio di coalizione? Penso anch'io, ma una soglia va individuata, per questo il 40% mi sembra ragionevole. E con la reintroduzione delle preferenze mi sembrerebbe una buona legge». LARGO Al GIOVANI IN POLITICA Elezioni politiche all'orizzonte, Maroni non si è sottratto a chiarire cosa potrebbe succedere nel Carroccio: «lo dico largo ai giovani - ha evidenziato il segretario federale - in Lega ce ne sono molti che hanno grandi capacità. lo per me non chiedo niente, dalla politica ho già avuto molto, devo pensare a fare bene il segretario». LA LEGA È NEO-EUROPEISTA Più in generale sulle politiche europee: «La Lega - ha detto Maroni - è neo-europeista, non anti-europeista. Noi vogliamo l'Europa dei popoli e delle regioni, non degli Stati nazionali. lo sono d'accordo con il Financial Times che qualche tempo fa ha proposto una nuova forma d' Europa, affermando che solo il Nord della Penisola potrebbe farne parte». BOLOGNA, LA LEGA SUONA LA CARICA Tornando ai temi strettamente legati all'attività del Carroccio, Maroni ha illustrato il significato della manifestazione di domenica a Bologna: «È la quarta tappa di un percorso iniziato con la nuova segreteria federale – ha spiegato il leader leghista –a Torino con gli Stati Generali del Nord e le imprese, a Milano con il mondo delle professioni, a Venezia senza i riti delle ampolle. Domenica a Bologna spiegheremo alla gente che è giunto il momento di dire basta al Governo Monti e basta alle tasse, che è arrivato tempo i Professori si dimettano e si vada a elezioni al più presto. Siamo gli unici ad avere titolo per chiederlo». LA QUINTA TAPPA «La quinta tappa - ha anticipato, inoltre, Maroni – sarà con i Comuni, con gli amministratori, i sindaci e coloro i quali svolgono, comunque, una funzione sociale e pubblica. A loro ci rivolgeremo per individuare risposte alla Questione Settentrionale, perché il nostro obiettivo è esprimere le istanze del Nord, trovare soluzioni con chi ha idee e proposte, siano essi di centrodestra o centrosinistra». «Perché prima - ha concluso Maroni - viene, comunque, sempre, il Nord».
NIENTE CONDIZIONI La Lega, dunque, ha il proprio progetto, i propri uomini e non accetterà l'imposizione di condizioni sulla partita lombarda: «Noi siamo al governo della Regione dal 2000 - conferma il leader leghista - e abbiamo condiviso le scelte operative. Lo voglio vedere se ci sono le condizioni per proseguire questa collaborazione ma è chiaro che non posso accettare un prendere o lasciare, che si chieda alla Lega di accodarsi. Chi vuole imporre condizioni se lo scordi». LA STIMA PER AMBROSOLI Poi, una battuta anche sulla possibile candidatura di Umberto Ambrosoli alle primarie del centrosinistra per la corsa al Pirellone. «Stimo Ambrosoli, mi auguro che possa partecipare. Sarà una bella partita. lo, però, ho la mia storia, il mio profilo, il mio progetto. Vedremo chi preferiranno i cittadini lombardi». PRIMARIE PDL O DI COALIZIONE? Le domande sono incalzanti, da Roma viene dato spazio agli interrogativi dei lettori di repubblica.it, compresi gli insulti. Con pacatezza Maroni non accetta la provocazione e parla di primarie: «Non so a che punto siano le primarie nel Pdl, però sono interessato a capire se saranno primarie del partito o di coalizione. In quel caso, io ho dato la mia disponibilità, più di COSÌ». LA LEGA 2.0 C'È Maroni non commenta ma comprende bene il momento di grande confusione e disorientamento che c'è nel Pdl in queste ore: «Una crisi che la Lega ha attraversato nei mesi scorsi - dice il segretario del Carroccio – ma che noi abbiamo superato anticipando quello che gli altri stanno facendo ora, ossia il cambio di leadership. In questo modo abbiamo fermato l'emorragia e fatto ripartire la macchina Lega. Certo, abbiamo commesso degli errori, abbiamo pagato duramente ma abbiamo avuto la forza di reagire. Per questo sono orgoglioso del mio passato, di essere leghista. Non abbiamo bisogno di cambiare nome o di rifare un altro partito, i sondaggi ci danno stabilmente sopra il sei per cento». «E poi non ci interessano quelle alleanze composte per avere un assessore in più - taglia corto Maroni - noi vogliamo anteporre gli interessi del Nord, i progetti e i programmi. Quello che sento oggi è che la strada maestra è di non porsi il problema del le alleanze». LEGGE ELETTORALE DA CAMBIARE Dalla politica lombarda a quella nazionale il passo è stato breve: «La legge elet-torale? - si è chiesto Maroni rispondendo ad una specifica domanda - lo sono per cambiarla. Il 42,5% è troppo alto per ottenere il premio di coalizione? Penso anch'io, ma una soglia va individuata, per questo il 40% mi sembra ragionevole. E con la reintroduzione delle preferenze mi sembrerebbe una buona legge». LARGO Al GIOVANI IN POLITICA Elezioni politiche all'orizzonte, Maroni non si è sottratto a chiarire cosa potrebbe succedere nel Carroccio: «lo dico largo ai giovani - ha evidenziato il segretario federale - in Lega ce ne sono molti che hanno grandi capacità. lo per me non chiedo niente, dalla politica ho già avuto molto, devo pensare a fare bene il segretario». LA LEGA È NEO-EUROPEISTA Più in generale sulle politiche europee: «La Lega - ha detto Maroni - è neo-europeista, non anti-europeista. Noi vogliamo l'Europa dei popoli e delle regioni, non degli Stati nazionali. lo sono d'accordo con il Financial Times che qualche tempo fa ha proposto una nuova forma d' Europa, affermando che solo il Nord della Penisola potrebbe farne parte». BOLOGNA, LA LEGA SUONA LA CARICA Tornando ai temi strettamente legati all'attività del Carroccio, Maroni ha illustrato il significato della manifestazione di domenica a Bologna: «È la quarta tappa di un percorso iniziato con la nuova segreteria federale – ha spiegato il leader leghista –a Torino con gli Stati Generali del Nord e le imprese, a Milano con il mondo delle professioni, a Venezia senza i riti delle ampolle. Domenica a Bologna spiegheremo alla gente che è giunto il momento di dire basta al Governo Monti e basta alle tasse, che è arrivato tempo i Professori si dimettano e si vada a elezioni al più presto. Siamo gli unici ad avere titolo per chiederlo». LA QUINTA TAPPA «La quinta tappa - ha anticipato, inoltre, Maroni – sarà con i Comuni, con gli amministratori, i sindaci e coloro i quali svolgono, comunque, una funzione sociale e pubblica. A loro ci rivolgeremo per individuare risposte alla Questione Settentrionale, perché il nostro obiettivo è esprimere le istanze del Nord, trovare soluzioni con chi ha idee e proposte, siano essi di centrodestra o centrosinistra». «Perché prima - ha concluso Maroni - viene, comunque, sempre, il Nord».

Nessun commento:
Posta un commento