“Simone
Girardin”
“La Padania 17.11.2012”
Una mannaia. Ecco come
andrebbe chiamata la spending review varata dal Parlamento. A farne le spese
soprattutto le Regioni più virtuose in ambito sanitario come Lombardia e
Veneto. l numeri sono devastanti: da qui al 2015 il
giro di vite sarà di 150 milioni (per il 2012), 300 milioni (2013), 330 milioni
(2014) e 350 milioni (2015). Nel giro di quattro anni la Lombardia riceverà
finanziamenti inferiori per oltre un miliardo di euro. Ma la mannaia s'abbatterà
anche sui privati accreditati (che in Lombardia - vedere tabella a fianco -
hanno anche aiutato il settore pubblico a essere più efficiente) che dovranno fare
i conti con la diminuzione del flusso di
denaro per le funzioni non tariffabili, i bonus extra legati all'attività
d'eccellenza. In ballo ci sono 12 milioni sui 175 ricevuti dagli ospedali privati
negli ultimi anni. Ma non finisce qui. A complicare la situazione anche l'obbligo di
ridurre del 5% la spesa per l'acquisto di beni e servizi e la riduzione a 3,7
letti per mi Ile abitanti. In Lombardia, i 41.100 del 2010 sono già stati
ridotti negli ultimi due anni. A rischio però ci sarebbero 7.750 ricoveri
ordinari l'anno (a rischio 2300 posti letto). Per il 2013 dunque la situazione che si prospetta è molto
preoccupante: centinaia di milioni di euro tagliati alle risorse regionali, per
effetto della manovra Monti; blocco del turn over per il personale delle
aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche; cessazione di tutti i contratti di
lavoro a tempo determinato; dichiarazione di licenziamenti (San Raffaele), esuberi
e cassa integrazione (Aiop e Multimedica) per i lavoratori della sanità
privata; blocco del rinnovo dei contratti pubblici e privati; taglio delle risorse
destinate alla contrattazione integrativa e decentrata; condizioni di lavoro precarie;
riduzione dei servizi con conseguente aumento delle liste di attesa. In
discussione c'è poi anche la questione legata al rischio chiusura di 257 ospedali
privati accreditati nel Paese (e, dunque, equivalenti ai pubblici per la gratuità
delle cure).
Sono quelli con meno di 80 letti (In Lombardia circa una decina). La loro estromissione dal sistema sanitario è prevista dalla bozza di regolamento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera appena stilata dal ministro Balduzzi, di concerto con il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Senza contare la perdita secca di migliaia di posti di lavori. Le ultime stime parlano di circa 10 mila posti di lavoro a rischio. Soprattutto nel privato. Insomma, i conti non tornano. O meglio: i numeri sono chiari e come sempre a essere penalizzate saranno quelle Regione (Lombardia e Veneto su tutte) a parità di bilancio che hanno tagliato tutto quanto c'era già da tagliare. A sorridere sarà invece chi in questi anni ha sprecato risorse pubbliche senza dare beneficio alcuno al territorio e alla sua comunità. Gli stessi che oggi sono ben felici, visti i buchi di bilancio, che la sanità torni a Roma.
Sono quelli con meno di 80 letti (In Lombardia circa una decina). La loro estromissione dal sistema sanitario è prevista dalla bozza di regolamento sulla riorganizzazione della rete ospedaliera appena stilata dal ministro Balduzzi, di concerto con il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Senza contare la perdita secca di migliaia di posti di lavori. Le ultime stime parlano di circa 10 mila posti di lavoro a rischio. Soprattutto nel privato. Insomma, i conti non tornano. O meglio: i numeri sono chiari e come sempre a essere penalizzate saranno quelle Regione (Lombardia e Veneto su tutte) a parità di bilancio che hanno tagliato tutto quanto c'era già da tagliare. A sorridere sarà invece chi in questi anni ha sprecato risorse pubbliche senza dare beneficio alcuno al territorio e alla sua comunità. Gli stessi che oggi sono ben felici, visti i buchi di bilancio, che la sanità torni a Roma.

Nessun commento:
Posta un commento