“Izz”
“Infonodo.org 15.11.2012”
Il suo nome era emerso nei meandri
dell’inchiesta sulla ’ndrangheta e i voti di scambio all’ex assessore Zambetti.
Luigi Addisi, un passato con il centrodestra, oggi è consigliere comunale del
Partito democratico a Rho. E proprio dal centrosinistra sono sorti i primi
malumori e una richiesta di chiarimenti su una telefonata nella quale il
presunto boss Eugenio Costantino ha fatto il suo nome al factotum Marco
Scalambra, chiedendo con insistenza di quale lista facesse parte Addisi alle
comunali. La polemica s’è estesa negli ambienti politici di Rho, fino ad arrivare
ad alcuni membri del centro sociale Sos Fornace. Ad alimentare i dubbi anche i
rapporti familiari del consigliere. La moglie, infatti, è nipote del boss di
Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, Pantaleone Mancuso, detto l’ingegnere,
condannato tre anni fa a 14 anni e sei mesi per estorsione aggravata dalle
modalità mafiose. I carabinieri nelle loro informative spiegano l’insistenza di
Costantino con il sospetto che su Addisi, di origini calabresi, possano essere
confluiti voti. Gli stessi offerti al leghista Marco Tizzoni. Il primo a dirsi
«offeso da questa vicenda» è stato lo stesso Addisi nel corso di una riunione
del partito: «Non ho niente da nascondere, altrimenti non riuscirei a camminare
per strada». Addisi ha negato d’aver mai avuto rapporti con criminali e s’è
detto pronto a un passo indietro. Ha annunciato le proprie dimissioni. Lo
scorso 18 ottobre il Consiglio comunale aveva votato un ordine del giorno sulle
amministrative 2011: «In merito al tentativo di infiltrazione criminale durante
le ultime elezioni, all’unanimità riconosce come fatto incontestabile, che non
vi fu alcun voto di scambio, ma solo un tentativo di vendita dei voti respinto
dall’unico candidato che ricevette l’offerta».

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