“Massimiliano
Capitanio”
“La Padania 22.11.2012”
Ottomila sindaci
pronti a dimettersi per dire basta al massacro sociale attuato dal Governo
Monti. È questa l'azione clamorosa annunciata dall'Anci ieri a Milano, in
occasione del corteo di protesta che ha riversato per le strade del capoluogo
meneghino oltre mille primi cittadini. Una rabbia composta ma incontenibile che
è sfilata da corso Magenta fino in piazza al Duomo, scandendo i motivi di una
esasperazione ormai portata al limite. La "dolce morte" comminata da
Roma e da Mario Monti ai Comuni (8092 in tutto lo Stivale, di cu i il 55% con
meno cinquemila abitanti) è arrivata
lentamente attraverso il Patto di stabilità, il taglio ai trasferimenti,
l'errata previsione del gettito lmu. Un'operazione chirurgica {il ministro Filippo
Patroni Griffi aveva già annunciato la fine dei Comuni illustrando al
Corriere della sera la riorganizzazione delle Province, ndr) che Palazzo Chigi
ha voluto suggellare ieri con un ulteriore schiaffo ai rappresentanti dei cittadini:
ad accoglierli in Prefettura c'era infatti il ministro per i Rapporti con il
Parlamento, Piero Giarda, e non il collega Patroni Griffi, che ha la
delega alla Pubblica Amministrazione. Tantomeno Vittorio Grilli che ha le
chiavi delle Finanze. E infatti Giarda, cortese e attento, ha dovuto però
ammettere la mancanza di strumenti per vagliare le richieste dei sindaci. Che
suonano come un ultimatum. •Se non arriveranno subito delle risposte si
troveranno un pezzo di Repubblica che non riesce a svolgere le sue funzioni.
Se la legge di stabilità uscirà così com'è dal Senato, daremo dimissioni di massa. Il Governo ha preso nota•, è stato lapidario il presidente Anci, Graziano Delrio, sindaco Pd di Reggio Emilia. Da Roma a Torino, nessuno si è ti rato indietro, perché questa volta la misura è colma: •Dobbiamo dimetterci tutti, in maniera globale, e poi dare al governo venti giorni di possibilità per trattare – ha aggiunto Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia –A quel punto, scaduto il tempo, se le risposte non arriveranno , se vorranno commissariarci, va benissimo. Se ne prenderanno loro la responsabilità. Noi la possibilità di trattare gliela diamo•. Anche Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, pur avendo come assessore al Bilancio quel Bruno Tabacci che stravede per un Monti- bis, concorda: •la manifestazione dei sindaci è un ultimatum al Governo•. Fontana e Delrio si sono poi spostati in via Bellerio per un vertice con il Segretario federale Roberto Maroni: “C'è molta attenzione e un chiaro sostegno alla battaglia dei Comuni ha detto dopo il vertice - Esprimiamo soddisfazione per un'attenzione che ora si dovrà tradurre in un sostegno concreto in Senato". Sostegno che non mancherà, anche perché il Carroccio solo in Lombardia esprime 175 sindaci. Tra questi c'è anche Andrea Robbiani, primo cittadino di Merate, nella Brianza lecchese, e responsabile Enti locali della Lega Lombarda. "Solo al nostro Comune quest'anno Roma ha tagliato 800 mila euro, a cui vanno aggiunti i 900 mila euro di mancati introiti lmu per l'errate previsione del Governo. Per il prossimo anno sono previsti altri 600 mila euro di tagli: dovremo tenere ferme le auto degli uffici e della Polizia locale, annullare gli interventi di manutenzione, rinviare i lavori nelle scuole. Non ci saranno alternative: o aumentare le tasse o tagliare i servizi. Di fronte a questa paralisi, meglio dimettersi". Anche perché, oltre ai tagli, Monti vorrebbe obbligare i Comuni ad accorpare nove funzioni su dieci, ma con i vincoli imposti dal Patto, questo è tecnicamente impossibile. Nessun riferimento, invece, ai 900 milioni di mancate entrate da lmu che Roma non sa ancora come compensare, nessun accenno ai tanti nodi scoperti, come ad esempio la cura dei minori in difficoltà, carico che un singolo Comune non può certo sostenere da solo. E nel 2013 chi metterà i soldi per i tanti rifugiati nordafricani ospitati nei Comuni? "Questo Governo brilla solo per tagli e buchi neri", sintetizza amareggiato Robbiani. Il giorno cruciale sarà il 29 novembre: mentre la Commissione Bilancio del Senato discuterà la Legge di stabilità, l'Anci si riunirà per decidere le modalità delle eventuali dimissioni di massa. Il messaggio è inequivocabile. Proprio ieri pomeriggio il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni , ha incontrato una delegazione dell'Anci. Nel corso dell'incontro i rappresentanti dell'Anci hanno illustrato a Maroni le motivazioni della forte protesta che li ha portati a manifestare ieri a Milano e si sono soffermati sulle problematiche più gravi per i Comuni – ovvero lmu, Patto di Stabilità, costi standard e la questione del patrimonio pubblico - e hanno ribadito che se queste problematiche non saranno affrontate e risolte tempestivamente in Parlamento seguiranno da parte dei sindaci forti azioni di protesta. Maroni ha espresso la solidarietà sua e del movimento ai sindaci, confermando di condividere la loro battaglia, ribadendo l' impegno della Lega Nord a correggere il testo della legge alla Camera, attraverso emendamenti formulati dall'Anci stessa. Infine il segretario federale ha voluto ricordare che questa battaglia dei Comuni e le questioni sollevate dai sindaci saranno affrontate e approfondite sabato a Brescia nel corso dei lavori dell'iniziativa •Prima il Nord - Le Comunità•, una giornata di confronto promossa dalla Lega con gli amministratori e i rappresentanti delle autonomie locali e dei territori proprio per confrontarsi sulle attuali problematiche dei Comuni.
Se la legge di stabilità uscirà così com'è dal Senato, daremo dimissioni di massa. Il Governo ha preso nota•, è stato lapidario il presidente Anci, Graziano Delrio, sindaco Pd di Reggio Emilia. Da Roma a Torino, nessuno si è ti rato indietro, perché questa volta la misura è colma: •Dobbiamo dimetterci tutti, in maniera globale, e poi dare al governo venti giorni di possibilità per trattare – ha aggiunto Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia –A quel punto, scaduto il tempo, se le risposte non arriveranno , se vorranno commissariarci, va benissimo. Se ne prenderanno loro la responsabilità. Noi la possibilità di trattare gliela diamo•. Anche Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, pur avendo come assessore al Bilancio quel Bruno Tabacci che stravede per un Monti- bis, concorda: •la manifestazione dei sindaci è un ultimatum al Governo•. Fontana e Delrio si sono poi spostati in via Bellerio per un vertice con il Segretario federale Roberto Maroni: “C'è molta attenzione e un chiaro sostegno alla battaglia dei Comuni ha detto dopo il vertice - Esprimiamo soddisfazione per un'attenzione che ora si dovrà tradurre in un sostegno concreto in Senato". Sostegno che non mancherà, anche perché il Carroccio solo in Lombardia esprime 175 sindaci. Tra questi c'è anche Andrea Robbiani, primo cittadino di Merate, nella Brianza lecchese, e responsabile Enti locali della Lega Lombarda. "Solo al nostro Comune quest'anno Roma ha tagliato 800 mila euro, a cui vanno aggiunti i 900 mila euro di mancati introiti lmu per l'errate previsione del Governo. Per il prossimo anno sono previsti altri 600 mila euro di tagli: dovremo tenere ferme le auto degli uffici e della Polizia locale, annullare gli interventi di manutenzione, rinviare i lavori nelle scuole. Non ci saranno alternative: o aumentare le tasse o tagliare i servizi. Di fronte a questa paralisi, meglio dimettersi". Anche perché, oltre ai tagli, Monti vorrebbe obbligare i Comuni ad accorpare nove funzioni su dieci, ma con i vincoli imposti dal Patto, questo è tecnicamente impossibile. Nessun riferimento, invece, ai 900 milioni di mancate entrate da lmu che Roma non sa ancora come compensare, nessun accenno ai tanti nodi scoperti, come ad esempio la cura dei minori in difficoltà, carico che un singolo Comune non può certo sostenere da solo. E nel 2013 chi metterà i soldi per i tanti rifugiati nordafricani ospitati nei Comuni? "Questo Governo brilla solo per tagli e buchi neri", sintetizza amareggiato Robbiani. Il giorno cruciale sarà il 29 novembre: mentre la Commissione Bilancio del Senato discuterà la Legge di stabilità, l'Anci si riunirà per decidere le modalità delle eventuali dimissioni di massa. Il messaggio è inequivocabile. Proprio ieri pomeriggio il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni , ha incontrato una delegazione dell'Anci. Nel corso dell'incontro i rappresentanti dell'Anci hanno illustrato a Maroni le motivazioni della forte protesta che li ha portati a manifestare ieri a Milano e si sono soffermati sulle problematiche più gravi per i Comuni – ovvero lmu, Patto di Stabilità, costi standard e la questione del patrimonio pubblico - e hanno ribadito che se queste problematiche non saranno affrontate e risolte tempestivamente in Parlamento seguiranno da parte dei sindaci forti azioni di protesta. Maroni ha espresso la solidarietà sua e del movimento ai sindaci, confermando di condividere la loro battaglia, ribadendo l' impegno della Lega Nord a correggere il testo della legge alla Camera, attraverso emendamenti formulati dall'Anci stessa. Infine il segretario federale ha voluto ricordare che questa battaglia dei Comuni e le questioni sollevate dai sindaci saranno affrontate e approfondite sabato a Brescia nel corso dei lavori dell'iniziativa •Prima il Nord - Le Comunità•, una giornata di confronto promossa dalla Lega con gli amministratori e i rappresentanti delle autonomie locali e dei territori proprio per confrontarsi sulle attuali problematiche dei Comuni.

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