“Fabrizio Carcano”
“La Padania
08.11.2012”
«Per la Lega e per
il Nord la priorità è la Lombardia. Questa è la battaglia della vita per noi».
Flavio Tosi fissa l'Obiettivo, quello per l'appunto con la O maiuscola. Il
palazzo Pirelli, con al timone Roberto Maroni «l'unico possibile candidato per
una Regione, che, dopo quanto successo, ha bisogno un di governatore che sia
garanzia di onestà e integrità. Di un uomo che sia sempre al servizio solo dei
cittadini e del territorio». La Lombardia prima di tutto. Il resto può
attendere, in seconda fila. Roma compresa. Parole e pensieri del Sindaco di Verona e segretario della Liga
Veneta. Uno che dice sempre quello che ha in testa, senza girarci intorno. Tosi ha letto quei giornali che la indicano
persino come candidato per eventuali primarie del centrodestra per Palazzo Chigi? «Li ho
letti... E allora? «Bah... Premettendo che sono un soldato e faccio sempre
quello che mi dice di fare la Lega... detto questo la nostra priorità ora non
sono le primarie del centrodestra o roba del genere. La nostra priorità è la
Lombardia, mica Roma. Tanto non è lì che si ottiene il cambiamento: chiunque ci
vada e qualunque cosa succeda non è a Roma che si cambiano le cose. Ormai il
cambiamento, lo abbiamo ben capito, si può ottenere solo dal basso, dalle
regioni, per questo l' unica priorità per noi non può che essere la Lombardia».
Il suo celebre 'modello Verona', ovvero
la Lega che coagula intorno a sé liste civiche espressione della società
civile, è esportabile sulla più ampia e complessa realtà lombarda? «Ne sono
convinto, i tempi sono maturi, soprattutto alla luce di quanto successo.
Maroni ha una credibilità e un 'autorevolezza, che gli derivano dallo splendido lavoro quasi decennale che ha fatto guidando due ministeri 'rognosi' come il Welfare e gli Interni, dove ha dimostrato non solo le sue capacità ma anche un grande senso delle istituzioni. E il fatto che sia un emblema nella lotta alla criminalità organizzata lo rende una garanzia per tutti i lombardi». Lei a Verona è riuscito a superare gli steccati ideologi centrodestra centrosinistra... «E' quello che farà anche Maroni, perché la sua competenza, la sua esperienza e la sua comprovata integrità lo rendono il candidato ideale per ogni lombardo che voglia un governatore bravo, efficiente ed onesto. Non ho dubbi su questo». Un assessore regionale arrestato per voto di scambio con le cosche mafiose: si aspettava una roba del genere in Lombardia? «No e comunque non una cosa di questa gravità. Per questo ora la Lombardia ha bisogno di dare un segnale di svolta forte, che solo Maroni può dare». La Lega viene data in crescita in tutti i sondaggi. «Non mi sorprende. Me lo aspettavo sentendo la gente. Del resto noi siamo gli unici ad aver fatto una vera pulizia al nostro interno quando è stato necessario, anche se nel nostro caso si trattava di episodi infinitamente minimali rispetto a quanto è poi successo negli altri partiti con i vari Lusi, Fiorito, Maruccio, Penati, Zambetti ecc. Eppure noi abbiamo attuato un radicale ricambio e svolto veri congressi a tutti i livelli. Gli altri invece sono andati avanti come se niente fosse. E di questo la gente se ne è resa conto. E poi c'è la nostra coerenza... Ovvero il fatto che la Lega è l 'unica forza politica ad aver fatto opposizione al Governo Monti? «Esattamente. Gli altri invece lo hanno sostenuto per un anno, votando ogni sua legge, e adesso che si avvicina la campagna elettorale iniziano a sparargli nella schiena come sta facendo ora Berlusconi. Ma i cittadini hanno la memoria lunga. Voglio proprio vedere come faranno Pd, Pdl o Udc ad andare nelle piazze a chiedere il voto alla gente dopo aver votato l' intervento sulle pensioni, l'Imu sulla prima casa e tutto il resto. E voglio vederli qui al Nord. Con che faccia ci andranno dopo aver votato ogni nefandezza contro il Nord?» A proposito di elezioni, prevede un Monti bis? «Sì... se non nella forma quanto meno nella sostanza. Magari non sarà lui il premier ma lo schema sarà sempre quello. Per cui chi vuole il Monti bis dovrà semplicemente votare Pd, Pd l o Udc.» Come vede Matteo Renzi? «La sua sfida rappresenta una prova di democrazia interna per un partito che si chiama Democratico, ma nei fatti mi pare che stia dimostrando il contrario. Le regole per far votare alle primarie sembrano fatte apposta per tenere lontano il popolo e i giovani e far votare soltanto l'apparato, la nomenklatura». E Beppe Grillo? Cosa ne pensa del suo rigidissimo 'codice' per gli iscritti del Movimenti 5 Stelle? «E' la dimostrazione che dietro gli slogan non c'è niente. Mi spiego: i loro candidati sono tutte brave persone, animate da ideali ed entusiasmo. Ma non hanno la benché minima idea di cosa sia amministrare e lo si sta vedendo nel comune di Parma dove governano. E Grillo, consapevole che anche a livello mediatico i suoi esponenti non sarebbero in grado di reggere un confronto pubblico, gli tappa la bocca impedendogli di andare in tv, per mettendoci la faccia solo lui, con i suoi slogan e la sua demagogia. Vorrei tanto sentire una sua proposta. Una sola. E questa è la grande differenza che tra loro e la Lega. Loro - conclude Tosi - hanno solo slogan di protesta. Noi abbiamo un programma chiaro per il Nord e per il nostro territorio e chi vota Lega sa quello che vogliamo fare».
Maroni ha una credibilità e un 'autorevolezza, che gli derivano dallo splendido lavoro quasi decennale che ha fatto guidando due ministeri 'rognosi' come il Welfare e gli Interni, dove ha dimostrato non solo le sue capacità ma anche un grande senso delle istituzioni. E il fatto che sia un emblema nella lotta alla criminalità organizzata lo rende una garanzia per tutti i lombardi». Lei a Verona è riuscito a superare gli steccati ideologi centrodestra centrosinistra... «E' quello che farà anche Maroni, perché la sua competenza, la sua esperienza e la sua comprovata integrità lo rendono il candidato ideale per ogni lombardo che voglia un governatore bravo, efficiente ed onesto. Non ho dubbi su questo». Un assessore regionale arrestato per voto di scambio con le cosche mafiose: si aspettava una roba del genere in Lombardia? «No e comunque non una cosa di questa gravità. Per questo ora la Lombardia ha bisogno di dare un segnale di svolta forte, che solo Maroni può dare». La Lega viene data in crescita in tutti i sondaggi. «Non mi sorprende. Me lo aspettavo sentendo la gente. Del resto noi siamo gli unici ad aver fatto una vera pulizia al nostro interno quando è stato necessario, anche se nel nostro caso si trattava di episodi infinitamente minimali rispetto a quanto è poi successo negli altri partiti con i vari Lusi, Fiorito, Maruccio, Penati, Zambetti ecc. Eppure noi abbiamo attuato un radicale ricambio e svolto veri congressi a tutti i livelli. Gli altri invece sono andati avanti come se niente fosse. E di questo la gente se ne è resa conto. E poi c'è la nostra coerenza... Ovvero il fatto che la Lega è l 'unica forza politica ad aver fatto opposizione al Governo Monti? «Esattamente. Gli altri invece lo hanno sostenuto per un anno, votando ogni sua legge, e adesso che si avvicina la campagna elettorale iniziano a sparargli nella schiena come sta facendo ora Berlusconi. Ma i cittadini hanno la memoria lunga. Voglio proprio vedere come faranno Pd, Pdl o Udc ad andare nelle piazze a chiedere il voto alla gente dopo aver votato l' intervento sulle pensioni, l'Imu sulla prima casa e tutto il resto. E voglio vederli qui al Nord. Con che faccia ci andranno dopo aver votato ogni nefandezza contro il Nord?» A proposito di elezioni, prevede un Monti bis? «Sì... se non nella forma quanto meno nella sostanza. Magari non sarà lui il premier ma lo schema sarà sempre quello. Per cui chi vuole il Monti bis dovrà semplicemente votare Pd, Pd l o Udc.» Come vede Matteo Renzi? «La sua sfida rappresenta una prova di democrazia interna per un partito che si chiama Democratico, ma nei fatti mi pare che stia dimostrando il contrario. Le regole per far votare alle primarie sembrano fatte apposta per tenere lontano il popolo e i giovani e far votare soltanto l'apparato, la nomenklatura». E Beppe Grillo? Cosa ne pensa del suo rigidissimo 'codice' per gli iscritti del Movimenti 5 Stelle? «E' la dimostrazione che dietro gli slogan non c'è niente. Mi spiego: i loro candidati sono tutte brave persone, animate da ideali ed entusiasmo. Ma non hanno la benché minima idea di cosa sia amministrare e lo si sta vedendo nel comune di Parma dove governano. E Grillo, consapevole che anche a livello mediatico i suoi esponenti non sarebbero in grado di reggere un confronto pubblico, gli tappa la bocca impedendogli di andare in tv, per mettendoci la faccia solo lui, con i suoi slogan e la sua demagogia. Vorrei tanto sentire una sua proposta. Una sola. E questa è la grande differenza che tra loro e la Lega. Loro - conclude Tosi - hanno solo slogan di protesta. Noi abbiamo un programma chiaro per il Nord e per il nostro territorio e chi vota Lega sa quello che vogliamo fare».

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