“Andrea Ballarin”
“La Padania
08.11.2012”
«Guidare la
Lombardia? Ne sarei onorato». A parlare a margine della prima edizione del
"Premio Sartori" sul tema
della sicurezza sul lavoro, organizzato dalla Provincia di Varese a Villa
Recalcati a una anno di distanza dalla morte dell'ex presidente dell'Inail, Marco
Sartori, è il segretario federale del Carroccio, Roberto Maroni. Incalzato dai
giornalisti che chiedono conto della complessa situazione della Regione
Lombardia, liquida il tutto con un sorriso: «È una cosa della quale si sta
occupando il segretario nazionale Matteo Salvini e, comunque, ogni
decisione è stata demandata al consiglio federale del Carroccio di lunedì
prossimo». Questione chiusa, dunque, almeno per quanto riguarda eventuali
anticipazioni sull'evoluzione della vicenda. Ma sulle emozioni no, quelle Maroni
le racconta, non le nasconde e, anzi, rende partecipi i cronisti di un sogno. «Quello
che tutti coloro i quali credono fermamente nel federalismo dovrebbero avere -
spiega Maroni – la possibilità, l'onore di guidare la propria terra, quello di
occuparsi del futuro della propria gente». Maroni ne è talmente convinto da
ribadire più volte il concetto: «Sì - ripete - di sicuro non c'è cosa più
importante che governare la propria terra, di occuparsi dei problemi della
gente». Con buona pace di Roberto Formigoni, ieri particolarmente
incontrollabile sotto il profilo della loquacità, il quale, negli attacchi a
più riprese di logorrea che l'hanno colpito, ha (in ordine cronologico di
lancio d'agenzia) prima attaccato la Lega accusandola di aver utilizzato dei «trucchetti
stravaganti» nella gestione della crisi lombarda, poi aprendo a una improbabile
e pittoresca alleanza attorno al nome di Albertini («la Lega ne valuti
la candidatura») e, per ultimo, dicendosi disponibile a votare il 27 gennaio.
È anche possibile pensare che quando (e se) Formigoni riuscirà a ricomporre il mosaico di stramberie proferite metodicamente contro la Lega - traendone una proposta seria - forse avrà una risposta dal segretario federale che, al contrario, ha preferito occuparsi di meglio. Come, ad esempio, dell'irrisolta questione degli esodati, quasi 400 mila ex lavoratori rimasti senza occupazione e senza pensione a causa dell'incapacità del Governo Monti (e soprattutto del ministro del Welfare Elsa Fornero) di gestire con logica un aspetto complicato della riforma delle pensioni approvato nel dicembre scorso. «Il problema degli esodati - ha dichiarato infatti Roberto Maroni - ma come del resto quello delle tasse troppo alte, del rallentamento inesorabile della produzione nazionale, della disoccupazione incalzante soprattutto tra i più giovani, va risolto innanzitutto facendo in modo che l'Esecutivo dei Professori vada a casa al più presto». La manifestazione organizzata dalla Lega Nord per l'11 novembre a Bologna - ricorda il segretario del Carroccio invitando alla massima partecipazione - si occuperà proprio di questo aspetto dei problemi attua li del Paese. Basta tasse, basta Monti. Oggi noi siamo gli unici che hanno titolo di sostenerlo». Maroni, affrontando la questione della sicurezza nel nostro Paese e riferendosi al recentissimo fatto di cronaca che ha registrato la morte per omicidio di un carabiniere di Lodi, ha riconfermato la necessità di assumere una linea dura sulla vicenda e, più in generale, sul principio da applicare in questi episodi di sangue. «Come ho già detto - ha ricordato il leader della Lega - non ci vuole nessuna pietà per questi assassini. Per quanto mi riguarda metterei questa gente in galera a vita, all'ergastolo. Vanno assimilati ai mafiosi, prevedendo misure detentive rigidissime, carcere duro». Sempre in tema di sicurezza - e riferendosi alla polemica che ha coinvolto il Capo della Polizia, Maroni, come fatto in precedenza, ha avuto parole di grande elogio per il dirigente: «Onore al merito ad Antonio Manganelli, l più grande Capo della Polizia d'Europa», sono state le sue testuali parole, ricordando la collaborazione fattiva quando guidava il Viminale. «Maroni e Manganelli erano un'accoppiata vincente - ha sottolineato il leader del Carroccio - lo dicono i risultati ottenuti». Una battuta il segretario federale l'ha riservata agli Stati Uniti d'America e alla riconferma di Barak Obama alla presidenza degli Usa. «Auguri di buon lavoro a Obama – ha detto -aiuti l'Europa a uscire dalla crisi e sostenga sempre Israele e la causa della pace».
È anche possibile pensare che quando (e se) Formigoni riuscirà a ricomporre il mosaico di stramberie proferite metodicamente contro la Lega - traendone una proposta seria - forse avrà una risposta dal segretario federale che, al contrario, ha preferito occuparsi di meglio. Come, ad esempio, dell'irrisolta questione degli esodati, quasi 400 mila ex lavoratori rimasti senza occupazione e senza pensione a causa dell'incapacità del Governo Monti (e soprattutto del ministro del Welfare Elsa Fornero) di gestire con logica un aspetto complicato della riforma delle pensioni approvato nel dicembre scorso. «Il problema degli esodati - ha dichiarato infatti Roberto Maroni - ma come del resto quello delle tasse troppo alte, del rallentamento inesorabile della produzione nazionale, della disoccupazione incalzante soprattutto tra i più giovani, va risolto innanzitutto facendo in modo che l'Esecutivo dei Professori vada a casa al più presto». La manifestazione organizzata dalla Lega Nord per l'11 novembre a Bologna - ricorda il segretario del Carroccio invitando alla massima partecipazione - si occuperà proprio di questo aspetto dei problemi attua li del Paese. Basta tasse, basta Monti. Oggi noi siamo gli unici che hanno titolo di sostenerlo». Maroni, affrontando la questione della sicurezza nel nostro Paese e riferendosi al recentissimo fatto di cronaca che ha registrato la morte per omicidio di un carabiniere di Lodi, ha riconfermato la necessità di assumere una linea dura sulla vicenda e, più in generale, sul principio da applicare in questi episodi di sangue. «Come ho già detto - ha ricordato il leader della Lega - non ci vuole nessuna pietà per questi assassini. Per quanto mi riguarda metterei questa gente in galera a vita, all'ergastolo. Vanno assimilati ai mafiosi, prevedendo misure detentive rigidissime, carcere duro». Sempre in tema di sicurezza - e riferendosi alla polemica che ha coinvolto il Capo della Polizia, Maroni, come fatto in precedenza, ha avuto parole di grande elogio per il dirigente: «Onore al merito ad Antonio Manganelli, l più grande Capo della Polizia d'Europa», sono state le sue testuali parole, ricordando la collaborazione fattiva quando guidava il Viminale. «Maroni e Manganelli erano un'accoppiata vincente - ha sottolineato il leader del Carroccio - lo dicono i risultati ottenuti». Una battuta il segretario federale l'ha riservata agli Stati Uniti d'America e alla riconferma di Barak Obama alla presidenza degli Usa. «Auguri di buon lavoro a Obama – ha detto -aiuti l'Europa a uscire dalla crisi e sostenga sempre Israele e la causa della pace».

Nessun commento:
Posta un commento