“Fabrizio Carcano”
“La Padania 21.11.2012”
La mia candidatura
c'è e rimane. E la porterò fino in fondo. Noi non siamo fermi e stiamo
lavorando per questo ». Le parole di Roberto Maroni rimbombano stentoree
sui muri della sala stampa di via Bellerio. E' il primo pomeriggio e il
Segretario federale della Lega Nord registra un'intervista per il Tg della
Lombardia che verrà messa in onda alcune ore dopo, nell'edizione serale delle
19.30. Argomento, ovviamente, le prossime elezioni regionali. Un'occasione, non
solo mediatica, per lanciare un chiaro messaggio al Popolo delle Libertà. •Le
primarie? Ho già detto e ripetuto che sarei disponibile a presentarmi a delle
primarie di coalizione, ma più che dirlo non so cosa altro fare... E' chiaro
che vorrei capire cosa ha in mente il Pdl, ma so di certo cosa ha in mente la
Lega, che ha le idee chiare, e mi ha chiesto di candidarmi alla Regione
Lombardia per realizzare un grande progetto». E per fissare alcuni
paletti, non solo temporali. •Sono mesi che parliamo con il Pdl e ancora non ho
capito cosa hanno in mente. Abbiamo ben governato la Lombardia insieme a loro
negli ultimi 12 anni, per questo sarei ben disposto a proseguire questa
esperienza di Governo insieme. Ma adesso devono decidere se sostenere la mia
candidatura e scegliere altre strade. O l'una o l'altra. Però subito, perché
non si può discutere e non decidere fino a Natale con questa discussioni senza
senso. Basta con i tatticismi. E' il momento di decidere questo».
Intanto, in attesa che il Pdl si decida, Maroni prosegue dritto per la sua
strada, rispettando la sua intensa tabella di marcia fatta di incontri sul
territorio, in mezzo alla gente, per ascoltare le problematiche e tradurle in
proposte concrete.
E di costruzione di una grande coalizione dove stiano insieme la politica, ovvero la lista della Lega Nord, e la società civile, attraverso una lista civica che rappresenti i cittadini, i lavoratori, gli imprenditori. •Voglio aggregare intorno alla mia candidatura - spiega Maroni rispondendo alle domande del Tg Lombardia – anche chi non è iscritto al nostro movimento, anche chi non si sente della Lega Nord o non si riconosce in noi, ma si ritrova nelle nostre proposte, riassunte in Prima il Nord. Una coalizione dove l'espressione civica e la politica si trovano insieme, per il bene dei lombardi e della Lombardia, con un progetto comune». Inevitabile la classica domanda su chi sia il più pericoloso competitor tra i papabili sfidanti, ovvero Gabriele Albertini e Umberto Ambrosoli. •Nessuno dei due, nel senso che non temo nessuno, semplicemente perché sono convinto che la coalizione che mi sosterrà, con la Lega Nord e la lista civica espressione della società civile, mi possa assicurare la maggioranza dei consensi dei cittadini lombardi. Non guardo agli altri, penso a lavorare sulla mia candidatura che come ho già detto c'è e rimane e andremo fino in fondo». Parole chiare e idee altrettanto chiare. Anche su quelle che sono le priorità da realizzare subito per la Lombardia. •La prima - elenca Maroni riferendosi anche ai recenti casi di cronaca - è la lotta senza quartiere alla criminalità organizzata e ad ogni suo tentativo di infiltrarsi nelle nostre istituzioni. E in questo senso, mentre gli altri parlano, io parlo con i fatti, quelli veri, perché ho fatto per davvero la lotta alle mafie e l'ho fatta con azioni concrete, quando ero ministro degli Interni». A seguire ecco l'autonomia, che si esplica •nella grande euroregione del Nord, che trattiene il 75% delle tasse dei suoi cittadini, perché se la Lombardia insieme al Piemonte e al Veneto potesse trattenere sul proprio territorio non il 35% del gettito fiscale prodotto dai suoi cittadini e dalle sue imprese, come accade oggi, ma il 75% è evidente che avremmo risolto tutti i problemi che abbiamo in questo momento in termini di economia e occupazione». Infine la proposta degli appalti a chilometro zero, ovvero privilegiare nei criteri assegnativi delle gare di appalto la territorialità ovvero le imprese lombarde, che meglio conoscono la propria realtà territoriale. Questo per evitare i ben noti problemi causati da ditte venute da chissà dove che non eseguono i lavori a regola d'arte, moltiplicando ritardi e disservizi che si ripercuotono sui cittadini. E non solo, in questo modo s i eviterebbe concretamente anche il rischio di infiltrazioni malavitose, essendo le imprese lombarde più conosciute e più facilmente controllabili da chi deve vigilare. •Oggi - fa notare Maroni – in base ad assurde regole europee finisce che un appalto venga assegnato ad una ditta distante duemila chilometri. Bene questa è una regola che ha dimostrato di non funzionare e per questo va cambiata. E la cambieremo. In questo modo con gli appalti a chilometro zero avremo più efficienza, la garanzia di un buon lavoro e un maggiore controllo anche sociale su chi lavora sul nostro territorio».
E di costruzione di una grande coalizione dove stiano insieme la politica, ovvero la lista della Lega Nord, e la società civile, attraverso una lista civica che rappresenti i cittadini, i lavoratori, gli imprenditori. •Voglio aggregare intorno alla mia candidatura - spiega Maroni rispondendo alle domande del Tg Lombardia – anche chi non è iscritto al nostro movimento, anche chi non si sente della Lega Nord o non si riconosce in noi, ma si ritrova nelle nostre proposte, riassunte in Prima il Nord. Una coalizione dove l'espressione civica e la politica si trovano insieme, per il bene dei lombardi e della Lombardia, con un progetto comune». Inevitabile la classica domanda su chi sia il più pericoloso competitor tra i papabili sfidanti, ovvero Gabriele Albertini e Umberto Ambrosoli. •Nessuno dei due, nel senso che non temo nessuno, semplicemente perché sono convinto che la coalizione che mi sosterrà, con la Lega Nord e la lista civica espressione della società civile, mi possa assicurare la maggioranza dei consensi dei cittadini lombardi. Non guardo agli altri, penso a lavorare sulla mia candidatura che come ho già detto c'è e rimane e andremo fino in fondo». Parole chiare e idee altrettanto chiare. Anche su quelle che sono le priorità da realizzare subito per la Lombardia. •La prima - elenca Maroni riferendosi anche ai recenti casi di cronaca - è la lotta senza quartiere alla criminalità organizzata e ad ogni suo tentativo di infiltrarsi nelle nostre istituzioni. E in questo senso, mentre gli altri parlano, io parlo con i fatti, quelli veri, perché ho fatto per davvero la lotta alle mafie e l'ho fatta con azioni concrete, quando ero ministro degli Interni». A seguire ecco l'autonomia, che si esplica •nella grande euroregione del Nord, che trattiene il 75% delle tasse dei suoi cittadini, perché se la Lombardia insieme al Piemonte e al Veneto potesse trattenere sul proprio territorio non il 35% del gettito fiscale prodotto dai suoi cittadini e dalle sue imprese, come accade oggi, ma il 75% è evidente che avremmo risolto tutti i problemi che abbiamo in questo momento in termini di economia e occupazione». Infine la proposta degli appalti a chilometro zero, ovvero privilegiare nei criteri assegnativi delle gare di appalto la territorialità ovvero le imprese lombarde, che meglio conoscono la propria realtà territoriale. Questo per evitare i ben noti problemi causati da ditte venute da chissà dove che non eseguono i lavori a regola d'arte, moltiplicando ritardi e disservizi che si ripercuotono sui cittadini. E non solo, in questo modo s i eviterebbe concretamente anche il rischio di infiltrazioni malavitose, essendo le imprese lombarde più conosciute e più facilmente controllabili da chi deve vigilare. •Oggi - fa notare Maroni – in base ad assurde regole europee finisce che un appalto venga assegnato ad una ditta distante duemila chilometri. Bene questa è una regola che ha dimostrato di non funzionare e per questo va cambiata. E la cambieremo. In questo modo con gli appalti a chilometro zero avremo più efficienza, la garanzia di un buon lavoro e un maggiore controllo anche sociale su chi lavora sul nostro territorio».

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