mercoledì 17 ottobre 2012

Referendum e futuro della Lombardia Gazebo in piazza anche per le primarie

"Paolo Guido Bassi"
"La Padania 17.10.2012"


Non è Formigoni a decidere il candidato della Lega Nord alla presidenza della Regione Lombardia. Non  abbiamo rottamato niente, la Lombardia si è auto rottamata con gl i scandali. Preso atto di questo, abbiamo  deciso di andare prima al voto per portare a compimento la legislatura. La decisione di azzerare la Giunta  non l'ho presa io, ma Formigoni. Così Roberto Maroni ha replicato alle affermazioni di Roberto Formigoni,  secondo il quale sarebbe •un tantino irrituale che il capo di un partito che ha detto che la Giunta ha lavorato  bene e poi ha deciso di farla cadere possa pretendere di essere candidato•. In realtà il segretario federa le  del Carroccio non ha avanzato il suo nome per il Pirellone, ma ha solo detto - rispondendo ad una domanda  di Marco Cremonesi sul Corriere della Sera - che •sarebbe onorato di ricoprire questo ruolo•, perché •la massima ambizione di un federa lista è governare la propria Regione. Posso anche dire - aveva aggiunto - che sarebbe per me certamente più importante e gratificante che non fare il ministro. Ma è ovvio che non sarà  certo questa la condizione per la prosecuzione dell 'alleanza. Non è certo una questione personale•. Parole  molto chiare. Per tutti salvo il Celeste, evidentemente. Che non ha nemmeno ascoltato l' invito rivolto dal  leader padano a •tenere saldi i nervi• e ieri è tornato ad agitare lo spettro di un ritorno alle urne in Lombardia  a dicembre. Un braccio di ferro che Formigoni sembra condurre sempre più in solitudine. Nonostante non  manchi mai di ribadire che il Pdl condivide al 100% la sua linea, nel partito di Angelino Alfano sono in pochi  a dichiararsi pubblicamente al suo fianco. E sul fronte leghista, Maroni non ha affatto archiviato la possibilità  di tenere unito il centrodestra.
Per quanto ci riguarda, con tutte le regole nuove che devono essere  introdotte, l'esperienza di coalizione Lega-Pdl può continuare, ma bisogna fare pulizia e mettere regole che  impediscano di trovarci di nuovo un assessore arrestato perché colluso con la mafia, cosa che purtroppo è  successa•, ha sottolineato il segretario federa le ai microfoni di Tgcom24. •Le regole sono di controllo di chi  si candida, che deve essere garantito con raggi x, y e z. L'abbassamento della soglia dei controlli ha  determinato l'infiltrazione della ' ndrangheta. Prima che uno sia candidato deve passare il vaglio, come  accade nella Lega. Da noi c'è un controllo politico e sociale dei candidati. Ma questo è compito dei partiti.  Questo codice etico e morale, assolutamente irrinunciabile, deve essere adottato da tutti•. Di più, Maroni  non ha escluso che il Carroccio possa partecipare a delle primarie di coalizione. •Noi - ha ricordato -  sabato e domenica prossima faremo le nostre primarie sotto i gazebo. Se il Pdl vuole fare le primarie con noi,  va bene, per me la cosa si può fare. A livello nazionale i rapporti con il Pdl vanno così e così per il sostegno  a Monti - ha aggiunto - . Quando si voterà alle politiche si dovrà vedere, sarà più difficile. Però sono due  piani distinti. A me interessa il piano locale e regionale, quello nazionale è un altro discorso. Per quello,  decideremo a febbraio all'Assemblea Federale. Il leader del Carroccio è intervenuto anche su una questione molto "gettonata"  nel dibattito politico di questi giorni: la "rottamazione" della vecchia classe politica. •Sono per far largo  ai giovani - ha dichiarato - . Abbiamo rinnovato profondamente nella Lega  Nord, con segretari giovani. Non sono un giovanilista, c'è bisogno di contenuti ma i giovani hanno quell'entusiasmo che è fondamentale. Serve un giusto mix tra esperienza ed energia senza rottamare nessuno, la rottamazione si fa per le cose non per le persone. Il futuro appartiene ai giovani e per un partito come la Lega se non hai giovani su cui contare hai finito al tua storia. Infine uno sguardo oltre i confini della Padania.  La Catalogna? Guardiamo con interesse queste iniziative - ha concluso Maroni -. Ci sono anche da noi spinte indipendentiste molto forti, come accade in Veneto. Sono spinte dal basso che non si possono reprimere o ignorare. Bisogna  capire se vanno nella direzione giusta e se sono per una nuova Europa. Noi abbiamo in mente un modello diverso di Europa, un Europa delle Regioni, direzione in cui vanno anche la Catalogna e la Scozia•. 

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