martedì 23 ottobre 2012

MARONI, avviso a Monti dal popolo del NORD: il 75% delle tasse resti qui

"La Padania 23.10.2012"

Ai gazebo della Lega decine di migliaia di persone  hanno sottoscritto la nostra pro- posta di trattenere nelle regioni del Nord almeno il 75 per cento delle tasse pagate (oggi è il 35). Avviso al governo Monti: le nostre tasse devono rimanere qui. Nessuno pensi di usarli per coprire il nuovo (vergogno- so) buco di 6 miliardi della Sicilia.  Prima il  Nord». E ancora, è stata una "Gazebata esaltante, sono davvero orgoglioso di questa Lega e dei suoi straordinari militanti». Dopo averlo chiarito nel pomeriggio su facebook, il segretario federale del Carroccio Roberto Maroni, ha ribadito il concetto con decisione, partecipando ieri sera all'assemblea degli amministratori locali della Lega Nord del Veneto. Una affollatissima platea (e tanta gente fuori perché non è riuscita ad entrare) guidata dal segretario nazionale Flavio Tosi e dal Governatore del Veneto Luca Zaia e composta da sindaci, assessori, consiglieri regionali, provinciali e comunali. Ma anche tanti cittadini che vedono negli ideali e negli uomini del Movimento l’unica via di uscita dalla crisi e dal malcostume imperante in troppi ambiti della politica e della pubblica amministrazione. Poche ore prima, intervenendo alla trasmissione di Gr Parlamento “La politica nel pallone”, Maroni di rigorosa fede rossonera, aveva sostenuto che l Milan come il centrodestra, vanno entrambi “rifondati”. « ll centrodestra ha perso due campioni come Berlusconi e Bossi, un po’ come il Milan. Se mi sento ottimista? - ha detto Maroni -  Mi pare che siamo nelle stesse condizioni, nella parte destra della classi- fica, ma abbiamo una sto- ria da difendere e un pro- getto da rimodernare e fare un ricambio di giocatori, di chi sta in campo.   cicli hanno un inizio ed una fine. Siamo passati  dalla rivoluzione federalista a quella liberale di Berlusconi, ma ora bisogna mettere quel quid in più», aggiunge Maroni. «Per  la Lega posso dire di essere soddisfatto.
Ieri abbiamo fatto le nostre primarie, con 2000 gazebo in Lombardia e 10 mila persone. Sono segnali impor- tanti che nella Lega ci sono e se ci fossero nel centrodestra si potrebbe ripartire, ma questi segnali non li vedo», aggiunge il segretario federale, per poi esprimersi su Renzi e Grillo. «La Lega è in ripresa rispetto a due-tre mesi fa e sono molto soddisfatto, stiamo tornando ai livelli massimi de- gli ultimi anni. Siamo vicini alla cifra dell'8%. Guardo con interesse a Grillo e Renzi, che ha coraggio e mi sta simpatico, ma ora prevale il nuovo sul contenuto, a prescindere da quello che dice. Grillo, invece, prende tutto quello che è contrario ai partiti e alla politica, ma è difficile cavalcare l’anti- politica, è una incognita. o sono per la democrazia, chi prende i voti, se vince deve governare, poi  spero per noi e la Lega, ma qui come per il Milan sono ottimista». In Veneto una larghissima fetta del territorio è presidiata da amministratori leghisti (i sindaci sono quasi 130) che grazie al loro buongoverno hanno confermato il  Movimento come unico reale sindacato del Nord. Lo si è visto anche nello scorso week end, con le code ai gazebo per poter firmare le proposte di legge popolare per trattenere in Veneto il 75% delle imposte, per esprimersi sull'Europa e sull'euro attraverso un referendum. eri sera ancora una volta, è emersa la drammatica situazione di troppe aziende. Da tempo infatti, in Veneto come nelle altre regioni del Nord, anche le più vive realtà produttive soffrono per ragioni di carenza infra- strutturale e di ritardo dei pagamenti alle quali si so- no sommate più recente- mente la stretta del credito da parte delle banche e la morsa mortale del fisco. Senza contare le  catene imposte ai comuni dal patto di stabilità. Lo ricorda Federico Caner, vice segretario federale vicario e capogruppo in  Regione: «Siamo purtroppo arrivati al punto che alcuni sindaci sono costretti a spegnere le luci dei paesi. E ora Roma intende imporre il patto di stabilità anche ai comuni più piccoli, sotto i 5000 abitanti che già oggi non riescono ad assicurare i servizi ai loro cittadini». «Nei mesi scorsi abbiamo visto il suicidio di tanti imprenditori che non riuscivano a mantenere gli impegni e a pagare i propri dipendenti - spiega un giovane amministratore che arriva dal Padovano - Adesso in Veneto artigiani e piccoli imprenditori "crocifissi" dalla crisi sono migliaia. E non hanno intenzione di suicidarsi. l Veneto schiacciato dalle manovre di Monti è una pentola a pressione che rischia di esplodere».  sindaci, come prima linea nel confronto quotidiano con la propria comunità, sono perciò una grande fonte di informazione e di consiglio per chi deve realizzare il cambia- mento, stravolgendo le mostruosità della burocrazia centralista e liberando le energie dei singoli territori consentendone lo sviluppo, la crescita, il benessere.


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