Ai gazebo della Lega decine di migliaia di persone hanno sottoscritto la nostra pro- posta di
trattenere nelle regioni del Nord almeno il 75 per cento delle tasse pagate
(oggi è il 35). Avviso al governo Monti: le nostre tasse devono rimanere qui.
Nessuno pensi di usarli per coprire il nuovo (vergogno- so) buco di 6 miliardi
della Sicilia. Prima il Nord». E ancora, è stata una "Gazebata
esaltante, sono davvero orgoglioso di questa Lega e dei suoi straordinari
militanti». Dopo averlo chiarito nel pomeriggio su facebook, il segretario
federale del Carroccio Roberto Maroni, ha ribadito il concetto con decisione,
partecipando ieri sera all'assemblea degli amministratori locali della Lega
Nord del Veneto. Una affollatissima platea (e tanta gente fuori perché non è
riuscita ad entrare) guidata dal segretario nazionale Flavio Tosi e dal
Governatore del Veneto Luca Zaia e composta da sindaci, assessori, consiglieri
regionali, provinciali e comunali. Ma anche tanti cittadini che vedono negli
ideali e negli uomini del Movimento l’unica via di uscita dalla crisi e dal malcostume
imperante in troppi ambiti della politica e della pubblica amministrazione. Poche
ore prima, intervenendo alla trasmissione di Gr Parlamento “La politica nel
pallone”, Maroni di rigorosa fede rossonera, aveva sostenuto che l Milan come
il centrodestra, vanno entrambi “rifondati”. « ll centrodestra ha perso due
campioni come Berlusconi e Bossi, un po’ come il Milan. Se mi sento ottimista?
- ha detto Maroni - Mi pare che siamo
nelle stesse condizioni, nella parte destra della classi- fica, ma abbiamo una
sto- ria da difendere e un pro- getto da rimodernare e fare un ricambio di
giocatori, di chi sta in campo. cicli
hanno un inizio ed una fine. Siamo passati
dalla rivoluzione federalista a quella liberale di Berlusconi, ma ora
bisogna mettere quel quid in più», aggiunge Maroni. «Per la Lega posso dire di essere soddisfatto.
Ieri abbiamo fatto le nostre primarie, con
2000 gazebo in Lombardia e 10 mila persone. Sono segnali impor- tanti che nella
Lega ci sono e se ci fossero nel centrodestra si potrebbe ripartire, ma questi
segnali non li vedo», aggiunge il segretario federale, per poi esprimersi su
Renzi e Grillo. «La Lega è in ripresa rispetto a due-tre mesi fa e sono molto
soddisfatto, stiamo tornando ai livelli massimi de- gli ultimi anni. Siamo vicini
alla cifra dell'8%. Guardo con interesse a Grillo e Renzi, che ha coraggio e mi
sta simpatico, ma ora prevale il nuovo sul contenuto, a prescindere da quello
che dice. Grillo, invece, prende tutto quello che è contrario ai partiti e alla
politica, ma è difficile cavalcare l’anti- politica, è una incognita. o sono
per la democrazia, chi prende i voti, se vince deve governare, poi spero per noi e la Lega, ma qui come per il
Milan sono ottimista». In Veneto una larghissima fetta del territorio è presidiata
da amministratori leghisti (i sindaci sono quasi 130) che grazie al loro
buongoverno hanno confermato il
Movimento come unico reale sindacato del Nord. Lo si è visto anche nello
scorso week end, con le code ai gazebo per poter firmare le proposte di legge
popolare per trattenere in Veneto il 75% delle imposte, per esprimersi sull'Europa e sull'euro attraverso un referendum. eri sera ancora una volta, è
emersa la drammatica situazione di troppe aziende. Da tempo infatti, in Veneto
come nelle altre regioni del Nord, anche le più vive realtà produttive soffrono
per ragioni di carenza infra- strutturale e di ritardo dei pagamenti alle quali
si so- no sommate più recente- mente la stretta del credito da parte delle
banche e la morsa mortale del fisco. Senza contare le catene imposte ai comuni dal patto di
stabilità. Lo ricorda Federico Caner, vice segretario federale vicario e
capogruppo in Regione: «Siamo purtroppo
arrivati al punto che alcuni sindaci sono costretti a spegnere le luci dei
paesi. E ora Roma intende imporre il patto di stabilità anche ai comuni più
piccoli, sotto i 5000 abitanti che già oggi non riescono ad assicurare i
servizi ai loro cittadini». «Nei mesi scorsi abbiamo visto il suicidio di tanti
imprenditori che non riuscivano a mantenere gli impegni e a pagare i propri
dipendenti - spiega un giovane amministratore che arriva dal Padovano - Adesso
in Veneto artigiani e piccoli imprenditori "crocifissi" dalla crisi
sono migliaia. E non hanno intenzione di suicidarsi. l Veneto schiacciato dalle
manovre di Monti è una pentola a pressione che rischia di esplodere». sindaci, come prima linea nel confronto
quotidiano con la propria comunità, sono perciò una grande fonte di
informazione e di consiglio per chi deve realizzare il cambia- mento, stravolgendo
le mostruosità della burocrazia centralista e liberando le energie dei singoli
territori consentendone lo sviluppo, la crescita, il benessere.

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