martedì 23 ottobre 2012

CAOS IMU, il Governo continua a dare i numeri

"La Padania 23.10.2012"

C’è stato chi, a suo tempo e in modo del tutto prudenziale, aveva approvato i bilanci 2012 ad aprile, quando la scadenza per la approvazione degli stessi era fissata a fine di quel mese. C’è stato chi, invece, ha pensato bene di aspettare le novità introdotte dal decreto legge 16/2012 prima di andare in Consiglio comunale, verso fine giugno. Qualcuno, poi, ha aspettato fino a fine settembre, fiducioso di un nuovo rinvio, come poi effettivamente successo, per fissare le ali- quote dell’Imu. Tutto però inutile, o quasi. Perché molti di quei conti, oggi sono da rifare, per l’ennesima volta. E davvero nessuno poteva solo lontanamente immaginare che l’incredibile situazione venutasi a creare nella fiscalità  locale  in  questo 2012 potesse giungere, or- mai che siamo a fine anno, ad una situazione tanto maniacale. Una folla rincorsa, quella dei sindaci, alle stime ministeriali sul gettito Imu ed Ici. Una rincorsa, per l’appunto, che ha co- stretto i primi cittadini a continui rinvii, passaggi a vuoto in consiglio comunali, posticipi e nuovi calcoli. E che oggi, per l’ennesima volta, si arricchisce di una nuova tappa. L’ultima è infatti appena qualche giorno fa quando il ministero dell’Economia ha deciso di modificare ee post il gettito dell’Ici 2010 di ogni singolo Comune. Mica roba da niente: perché la differenza tra la stima dell’Imu e il valore ora modificato l’Ici 2010, determina con segno opposto i trasferimenti erariali a favore dell’ente. Se, ad esempio, la stima dell’Imu (e sulla quale, come abbiamo già potuto vedere, il  Governo si  è in- garbugliato più volte!) è pari, per il nostro Comune, a 100,  e  la  stima  dell’ICI 2010 a 30, lo Stato taglierà risorse a favore di quell’ente per un importo di 70 (100 -  30).
Maggiore è la stima Imu, quindi, o minore è il valore Ici, è tanto maggiore è il taglio che viene operato sui Comuni. Facile capire, in tal senso, come e perché, a livello complessivo, le stime ministeriali dell’Imu siano risultate mediamente più elevate di quelle dei Comuni e quelle dell’Ici, viceversa, inferiori. L’aspetto curioso e allo stesso tempo delirante, tuttavia, è che queste stime, nel corso del 2012, sono state viste, cambiate, modificate e comunicate ai sindaci più e più volte. E che questi hanno dovuto di volta in volta modificare i loro saldi di bilancio, adattando i propri bilanci preventivi ai continui cambiamenti imposti dal centro e, di conseguenza, le politiche di bilancio da adottare per pareggiare i conti dell’ente. I problemi maggiori derivanti da questa situazione tanto caotica quanto paradossale non sono infatti legati soltanto all’emicrania che ha colpito ragionieri ed assessori al bilancio. Ma anche e soprattutto il fatto che per far tornare i conti, diverse amministrazioni, nell’incertezza più assoluta venutasi a creare, si sono viste costrette, in mancanza di importanti risorse, ad aumentare le aliquote della diabolica imposta. Ma non è tutto. Perché c’è chi scommette che il ministero  potrebbe ancora mano a queste stime, visto che dai primi dati, sembra che  la  revisione dell’Ici 2010 avrebbe determinato scompensi evidenti in al- meno un migliaio di enti dove le minore risorse dovranno essere reperite in altre modalità. Un problema mica di poco conto, e che vede, almeno ad oggi, nella data del 31 Ottobre, l’ultima data utile entro la quale poter inter- venire: quel giorno, infatti, scadranno i termini per la approvazione dei  bilanci preventivi 2012  e la con- testuale approvazione delle aliquote Imu comunali. Il 2012 è, per fortuna, qua- si terminato, e con esso il primo anno di applicazione dell’imposta più confusa degli ultimi decenni. Ma dal 1° Gennaio 2013 entrerà in vigore la nuova Tares,  la nuova tassa voluta da questo Governo per finanziare i servizi indivisibili dei Comuni e la cui entrata in vigore ha già segnato alcune problematicità. Per i sindaci, insomma, il tempo per lavorare in serenità pare ancora lontanissimo...

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